>> Sul tema della libertà si conclude l’anno accademico dell’Unitré Nizza-Canelli

Sabato 21 maggio, nella Sala Congressi della ditta Bersano di Nizza Monferrato, Maurizio Viroli ha concluso l’anno accademico della locale  Università della Terza Età  Nizza–Canelli intrattenendo il numeroso pubblico intervenuto con una lezione di alta filosofia politica sul tema: “La libertà dei sudditi e la libertà dei cittadini”, argomento ampiamente illustrato  nel suo ultimo libro pubblicato qualche mese fa col titolo “La libertà dei servi”.

Maurizio Viroli è docente di teoria  politica all’Università di Princeton e dirige l’Istituto  Studi Mediterranei dell’ Università  della Svizzera Italiana e il Master in Civic Education presso Ethica, ad Asti E’ stato consulente della Presidenza della Repubblica durante il settennato di Carlo Azeglio Ciampi ed ha coordinato  il Comitato per la valorizzazione della cultura della Repubblica presso il ministero dell’ Interno.

Ha iniziato la conferenza riferendosi  alla condizione vissuta dal popolo fiorentino tra il  quattrocento e il cinquecento sotto il dominio della famiglia dei Medici. Ha sottolineato come una sola persona, quando dispone di un enorme potere economico e politico e mediatico, riesce facilmente rendere servi le persone anche quando apparentemente esse godono di una certa libertà; libertà che comunque è sempre quella di un servo. Organizzando il governo della “città” col sistema della corte, il principe fiorentino ha trovato moltissimi uomini disposti a farsi cortigiani per avere da lui vantaggi, prebende e gratificazioni in cambio del loro servilismo.

Sono queste persone disposte a svendere la loro dignità di cittadini  per trarre dal servaggio qualche vantaggio in termine di prestigio, di carriera, di denaro, non altrimenti raggiungibile con le proprie capacità, ritenute misere. Sono servi, ma servi volontari. Il principe, dal canto suo, si pavoneggia, si eleva al di sopra dei suoi sudditi, si circonda di cortigiani, di cortigiane belle e giovani, di giullari e di buffoni che allietano la sua corte con ammirazione, con canti, con sorrisi e con ogni tipo di sevizio. Però paga pegno in quanto questo sistema si regge solo sulla corruzione, che, come sostiene il Machiavelli, merita di essere combattuta anche con mezzi forti, uno dei pochi casi in cui, secondo l’autore de “Il Principe”:  il fine giustifica i mezzi.

Alla domanda del pubblico di come si possa combattere questo sistema di corte che dà ai cittadini solo la libertà dei servi e che in qualunque epoca storica può essere instaurato, Maurizio Viroli ha risposto in maniera categorica: “Bisogna imparare a disprezzare i cortigiani, che, come canta Rigoletto, appartengono ad una razza vile e maledetta”. (Romano Terzano)