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>> 1^ Mostra scambio auto, moto, bici, accessori, ricambi

Organizzata dal Club Auto Moto d’epoca-Canelli e dall’Ass. turistica Pro Loco Città di Canelli, domenica 13 giugno, si svolgerà, a Canelli, la 1ª Mostra-scambio di auto e moto d’epoca, biciclette, accessori, ricambi, documentazione e modellismo.

L’esposizione e l’accesso per i visitatori sono gratuiti. Per tutta la giornata, distribuzione farinata cotta nei forni a legna e degustazioni vini tipici locali.

Prenotazione: 333.7423186 (Remo Penengo), 347.9876001 (Luca Marmo ), 333.4542838 (Giancarlo Benedetti).

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>> Si allarga il dibattito sugli impianti fotovoltaici

In questi giorni è vivace il dibattito a proposito dei progetti di realizzazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni da realizzarsi a terra in aree agricole e su terreni fertili e vocati a produzioni di pregio.

A preoccupare sono la sottrazione del suolo agricolo, l’impatto ambientale, la tutela del paesaggio, la gestione oculata degli impianti, nonché la bonifica del territorio quando essi avranno raggiunto l’obsolescenza tecnica.

Coldiretti ha espresso più volte una posizione chiara appellandosi a chi ha la responsabilità di autorizzare la realizzazione di tali opere.

“Si condivide appieno l’opinione in base alla quale la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ed in particolare la tecnologia fotovoltaica, debba essere promossa in ragione di tutti i numerosi  benefici che è in grado di produrre e che non staremo qui a ricordare – spiega Bruno Rivarossa, direttore Coldiretti Piemonte -.

Ciò nonostante ogni progetto deve essere attentamente valutato in riferimento alle dimensioni degli impianti e alle aree in cui vengono proposti, alla luce di un obiettivo bilancio tra costi/benefici (anche ambientali) che lo stesso è in grado di produrre, considerata la possibilità di realizzarli in ambiti ove gli effetti negativi possano essere ridotti al minimo”.

“Il paesaggio – aggiunge Paolo Rovellotti, presidente Coldiretti Piemonte – oltre ad essere un bene collettivo rappresenta una necessità sociale in quanto elemento identificativo per chi vi abita. Tutte le politiche di marketing territoriale prendono le mosse da questa risorsa e non può esistere un progetto di valorizzazione del territorio in assenza di un preciso piano di tutela e valorizzazione del paesaggio: ancor più se ci si riferisce al paesaggio agrario, unico elemento di naturalità ancora presente nelle aree di pianura piemontesi per le quali le aree rurali rappresentano il 60% del territorio”.

La disponibilità di terre fertili costituisce una risorsa limitata e non rinnovabile, continuamente soggetta ad erosione (spesso non si tratta di uso ma di abuso) perpetuata a ritmo di costanti varianti ai piani regolatori adottate per ampliare l’edificato o comunque la cementificazione, sempre ai danni dell’agricoltura.

Negli ultimi 40 anni l’Italia ha perso oltre 5 milioni di ettari di terreni agricoli ed il Piemonte non costituisce certo un’eccezione avendo raggiunto veri e propri livelli di emergenza, come dimostrano recenti rilevamenti eseguiti da un gruppo di lavoro costituito presso la Regione Piemonte.

Dalle verifiche compiute emerge che la somma delle superfici dei terreni appartenenti alle prime tre classi di capacità d’uso costituisce solo il 36% della superficie agricola piemontese e, dato ancor più preoccupante, tra il 1991 ed il 2005 sono stati sottratti all’agricoltura 14.584 ha di terreno appartenente a tali categorie di fertilità. 
 
Le strategie di intervento per frenare questo processo non possono che prevedere, in tempi brevi, una convinta adozione di politiche di pianificazione che impongano una moratoria nel consumo di suolo.

D’altro canto, ancora recentemente, la Regione Piemonte nel Piano Energetico Regionale ha evidenziato come, nei terreni la cui capacità d’uso risulti di I, II o III classe, sia quanto meno inopportuna la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra adottando a tal fine una procedura tecnica per valutare a livello di particella catastale la classe di capacità d’uso del suolo.

Occorre considerare inoltre come, anche trascurando l’enorme disponibilità di coperture di edifici per le quali la decisione di realizzare impianti fotovoltaici spetta evidentemente ai proprietari, la potenza installabile nelle aree già degradate, quali ex zone industriali, discariche esaurite, recuperi ambientali di cave ecc. ecc., risulta comunque rilevante ed in grado di soddisfare appieno le necessità della nostra regione. 

Lo stesso Piano Paesaggistico Regionale in vari punti evidenzia la necessità impellente di tutelare il paesaggio agrario evitando di realizzare opere ed infrastrutture che contrastino con i connotati identitari dello stesso.

“Desideriamo inoltre evidenziare – continua il direttore regionale della Coldiretti – che nella maggior parte dei casi le ipotesi che spesso sentiamo formulare o che leggiamo sui giornali relativamente alla possibile convivenza, sullo stesso sito, dell’attività agricola con i parchi fotovoltaici, risultano infondate.

Difficilmente una piantagione arborea potrà coesistere con un parco fotovoltaico per via dell’ombreggiamento che ne deriverebbe all’impianto stesso ed anche l’ipotesi di utilizzare i pannelli come reti antigrandine pare poco realistica considerato lo scadimento quali – qualitativo che subirebbe la produzione per via dell’ombreggiamento.

Considerazioni analoghe valgono per le cosiddette “serre fotovoltaiche” che in molti casi  sembrano essere pensate più per millantare un’inesistente integrazione architettonica piuttosto che per soddisfare reali esigenze agronomiche.

Non fanno eccezione nemmeno le coltivazioni erbacee per le quali occorrerebbe quanto meno garantire il transito delle macchine agricole, condizione teoricamente realizzabile soltanto a condizione, a parità di potenza installata, di incrementare la superficie interessata dall’impianto”.

“E’ d’altro canto più che noto – conclude il presidente Rovellotti – che la vita media di questi impianti è superiore ai venti anni, più probabilmente trenta, e che le strutture richieste per la loro realizzazione rendono la trasformazione del suolo sostanzialmente irreversibile.

Queste dunque le ragioni che ci spingono a chiedere maggiore attenzione e rispetto per quel po’ di terre fertili  che ancora esistono nel nostro territorio”.

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>> “Acanto domani” seleziona le nuove “leve” della musica

Nell’ambito della Festa di San Giulio di San Damiano d’Asti, che si svolgerà sabato 3 e domenica 4 luglio, è in programma un’interessante manifestazione: la  prima edizione di “Acanto domani” concorso canoro realizzato da Pro Loco di San Giulio in collaborazione con Pro Loco di Canale, il Comune di San Damiano d’Asti e Radio Vallebelbo-National Sanremo con l’intento di valorizzare i giovani ed avvicinarli alla musica.

“Acanto domani” si propone come Selezione Giovanile di Acanto Festival 2010 competizione canora canalese che quest’anno giunge alla 8^ edizione.

La selezione di “Acanto domani” è infatti riservata a cantanti, singoli o gruppi, d’età non superiore a 16 anni (per i gruppi sarà considerata l’età media).

“Il titolo della manifestazione – spiega il Presidente pro loco San Giulio, Marco Rossino -  prende il nome dal fiore Acanto che, nella tradizione popolare, simboleggia le persone che, malgrado le difficoltà, riescono a portare a termine anche i compiti più difficili e questo vuole anche essere di buon auspicio a tutti i partecipanti”.

Il concorso è suddiviso in due categorie: brani inediti e cover; i gruppi o i singoli che vorranno partecipare dovranno consegnare entro il 20 giugno 2010 presso il  Comune di San Damiano – Assessorato alle Manifestazioni – un cd con la versione cantata e strumentale della canzone presentata (oltre al modulo di iscrizione e alla copia dattiloscritta del testo, firmato se si tratta di un inedito).

Alla fase finale saranno ammessi 15 partecipanti selezionati tra la “Categoria Inediti” e la “Categoria Cover” scelti da una commissione che esaminerà tutti i brani pervenuti attraverso l’ascolto del cd presentato.

“Credo molto in questo genere di competizioni che stimolano la creatività dei ragazzi e li spingono a mettersi in gioco – sottolinea Luca Quaglia, Assessore alle Manifestazioni del Comune di San Damiano d’Asti – occasioni come questa sono particolarmente educative ed sono preziose  opportunità per i giovani di trovare momenti di aggregazione creativa”.

La finale di “Acanto domani” si terrà con un’esibizione dal vivo  dei concorrenti a  San Giulio di San Damiano d’ Asti il giorno sabato 3 luglio 2010 in cui sarà presente una giuria di esperti che valuterà tutti i concorrenti giudicando i brani (musica, testi, arrangiamenti), l’interpretazione e la presenza scenica. 

Il premio dei vincitori sarà la partecipazione di diritto alla Finale di Acanto Festival 2010 il 4 settembre 2010.

Info: Comune di San Damiano d’Asti tel. 0141-975603.

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>> Bronzo tricolore per Alice Franco (nuoto di fondo)

Comincia con una bella medaglia di bronzo la settimana dei campionati italiani di nuoto di fondo di Alice Franco, che, come già annunciato, ha già il pass per gli Europei in tasca.

A Trevignano Romano, domenica 30 maggio, l’atleta astigiana allenata da Pino Palumbo coglie un ottimo terzo posto nella prova dei 5 km preceduta da Giorgia Consiglio, già vincitrice del titolo indoor, e Martina Grimaldi. La gara è stata piuttosto difficoltosa per tutte le ragazze al via: oltre alle condizioni del mare piuttosto movimentate, gli organizzatori hanno sballato la tracciatura del percorso rendendolo più lungo di almeno 2 km, fattore che ha cambiato le carte in tavola e scombinato le tattiche e le previsioni delle atlete.

“La gara è stata difficile, ma Alice ha saputo difendersi conquistando un podio importante e significativo – spiega Pino Palumbo – archiviato il primo appuntamento tricolore che è stato un test molto indicativo anche se falsato dalle condizioni del campo gara, puntiamo a disputare una prestazione di livello altrettanto elevato nella doppia distanza”.

A proposito di 10 km, mercoledì Alice sarà al via alla gara di Bracciano che, oltre ad assegnare il titolo italiano, saranno valide come selezione per i Mondiali di Roberval.

Classifica 5 km femminile
1. Consiglio Giorgia CC Aniene
2. Grimaldi Martina Uisp Bologna
3. Franco Alice CS Esercito/Asti Nuoto
4. Vitale Federica CC Aniene
5. Bruni Rachele CS Esercito/Forum SC
6. De Fusco Giulia Nuoto Livorno
7. Cirillo Nicole AN Savona
8. Sandrini Greta Uisp Bologna
9. Lamberti Fabiana GS FF.OO. Napoli
10. Baroni Valeria Nuotatori Milanesi

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>> Le scritte d’amore invadono anche la periferia

Anche in provincia, dilaga la mania di dichiarare il proprio amore in modo plateale e pubblico.  Dopo il tentativo, nei mesi scorsi, di importare nella cittadina di Canelli il ‘grappolo’ dei lucchetti dell’amore sul ponte sul Belbo, che ha avuto tiepido seguito e che alla fine è stato pietosamente rimosso, un altro modo più primitivo e grossolano è stato messo in pratica, forse sulla scia dei manifesti che avevano invaso un mese fa la città di Asti.

Soltanto che, in questo caso, l’innamorato, forse con minori disponibilità economiche per ricorrere ad un’agenzia di pubblicità, ma sicuramente maleducato o ineducato, ha affidato il suo messaggio sicuramente universale, ma non certo originale, “Amore mio ti amo x sempre” (con tanto di cuoricino) ad una grande scritta sul muro del condominio Eliseo, in via Alfieri, lungo il quale si posteggiano le auto.

Un cittadino ci ha consegnato, lunedì 31 maggio, la foto da lui scattata, commentando con indignazione: “… la facciata era stata ripulita da poco tempo e con una spesa non indifferente!”.

E  ha invocato durezza fermissima contro questi atti deprecabili.

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>> Premiazione del concorso sul vino in letteratura, arte, musica e cinema

Domenica 6 giugno, nella casa natale dello scrittore Cesare Pavese, a S. Stefano Belbo, si svolgerà la cerimonia di premiazione del concorso dedicato al vino nella letteratura, nell’arte, nella musica e nel cinema.

Saranno assegnati tre riconoscimenti per ogni sezione (narrativa, saggistica e poesia) consistenti  in una selezione di vini e spumanti offerti da aziende  e cantine locali.

Inoltre il prof. Luigi Gatti, presidente  del Cepam, invita pittori, scultori e fotografi di ogni tendenza e scuola ad aderire alla settima  edizione della collettiva sul tema ‘Dioniso a zonzo tra vigne e cantine’ che avrà luogo dal 30 maggio al 13 giugno.

Ogni artista potrà parteciparvi con una sola opera. (info: 0141.840990 – www.santostefanobelbo.it).

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>> Un vademecum sulla sicurezza di Enrico Cavallero

“La sicurezza un nostro diritto” è l’utilissimo  vademecum frutto della collaborazione dell’Associazione culturale ‘Il Tiglio’ di Costigliole  d’Asti e della competenza dell’agente di Polizia Locale  della Comunità delle Colline ‘Tra Langa e Monferrato’ Enrico Cavallero. La pubblicazione, di semplice e pratica consultazione, è stata realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Interno.

“Ha l’obiettivo di avvicinare i cittadini, non solo di Costigliole,  alle istituzioni – spiega l’autore Enrico Cavallero – Servirà sicuramente  per rafforzare  quel rapporto di stima e fiducia reciproca indispensabile per costruire una comunità consapevole nel rispetto delle regole, in una convivenza  civile e ordinata. Un vademecum creato facendo tesoro di tutte le esperienze che ho maturato con il mio lavoro di Istruttore di Polizia locale, raccogliendo esperienze da persone addette e durante la mia esperienza in Libano, durante il servizio militare.

Una guida per tutte le famiglie, con alcuni consigli pratici che, se non risolveranno tutti i problemi, potranno mettere al corrente sui rischi che un comportamento distratto può causare e anche su come comportarsi in caso di crimini”.

E le 24 pagine, graficamente ben impaginate, sono ricche di suggerimenti, consigli e praticissimi “Che fare?”. Non aprire  a persone che non si conoscono personalmente; non dare soldi a sconosciuti che nome di enti; aprire l’uscio, senza togliere la catenella  di sicurezza; se, al rientro in casa, si trova la porta aperta, non entrare ed avvertire subito le forze dell’ordine; valutare come sono avvenuti eventuali furti in zona, per evitarli in casa propria; ogni tanto scambiare quattro chiacchiere con i vicini anziani soli.

E prosegue con consigli e regole sulla prevenzione in generale, in caso di furto, sul comportamento in strada e in auto, su Internet e  i bambini…

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>> Convegno sulla riabilitazione psichiatrica in comunità

Nel salone del Castello di Moasca (At) si è svolto, sabato 29 maggio, dalle ore 9 alle 17, il convegno “La riabilitazione in comunità. Dal minore all’anziano” raccontata dalla sperimentazione di sette comunità del territorio piemontese.

Testimonial dell’appuntamento è stato il bravo attore canellese Andrea Bosca, coprotagonista del film “Si può fare” (2008, di Giulio Manfredonia, menzione speciale al Festival Internazionale del Film di Roma), ispirato e dedicato alle storie vere di oltre 2.500 cooperative sociali esistenti in Italia (tra cui quelle promotrici di questo convegno), nate negli anni Ottanta per dare lavoro ai pazienti dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia (n. 180 del 13 maggio 1978) che diede un primo assetto alla riforma psichiatrica.

Da quella svolta è stato epocalmente modificato il concetto di ricovero obbligatorio e, per conseguenza, anche la gestione del disturbo psichico è stata investita di funzioni preventive, curative e riabilitative. Questo ha cambiato in modo totale lo scenario di significati e gli strumenti di lavoro, passando dal manicomio come luogo di custodia, alla comunità quale luogo di cura e, oggi, di recupero.

Il convegno è stato organizzato allo scopo di “portare a galla” le nuove verità della riabilitazione, frutto del lavoro di una rete di Comunità piemontesi, impegnate sul fronte del recupero di diverse categorie, dal minore all’anziano, con netta prevalenza di malati psichiatrici e disabili.

Curatore scientifico del convegno: Dr. Piero Prandi direttore Unità Neuropsichiatria Riabilitativa presso la Casa di Cura “Città di Bra”, consulente presso diverse strutture riabilitative psichiatriche.

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>> Il Consiglio comunale cede al fotovoltaico di reg. Pusabren

La città di Canelli che ha ideato e promosso la candidatura a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco delle sue Cantine storiche, allargandola, successivamente, ai paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, rischia di veder sfumare questa grande opportunità?

Sembra infatti ormai inarrestabile la realizzazione di un campo fotovoltaico nel territorio canellese, in località Pusabren, dopo che il Consiglio comunale di martedì 25 maggio, dopo un paio ore di discussione dei due ordini del giorno presentati, in merito, da maggioranza e minoranza (dal gruppo “Canelli Futura”), pur tra mille riserve, si è espresso in modo da non impedire  e neppure sospendere la realizzazione dei due impianti da poco meno di un mega di watt di potenza l’uno e 30 mila metriquadri di estensione totale.

E questo è accaduto due giorni dopo l’incontro pubblico, organizzato da Marco Devecchi presidente dell’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano, insieme all’Associazione Canelli Domani,  che ha avuto luogo a Canelli, domenica 23 maggio, alla Cascina Armangia, per valutare gli strumenti di tutela paesaggistica da attivare, conclusosi con la sottoscrizione della  proposta di dichiarazione di interesse pubblico del paesaggio canellese prevista dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, da parte dello stesso sindaco Marco Gabusi e del consigliere Marmo.

Eppure, a conclusione di quel documento, era scritto a chiare lettere: “Si richiede, infine, tassativamente, che sino alla definitiva espressione di un parere sulla richiesta in oggetto di Dichiarazione di pubblico interesse paesaggistico del territorio segnalato da parte della preposta Commissione provinciale e della successiva valutazione regionale, ogni trasformazione pregiudizievole, sia sospesa onde evitare che tale patrimonio di eccezionale valore possa essere perso prima di un esame approfondito tramite i nuovi e specifici strumenti operativi istituiti dal recente Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.”

Due giorni dopo, durante la seduta consiliare, prima della votazione dei punti all’odg relativi, il sindaco Marco Gabusi, con una rivelazione a sorpresa, toglieva ogni speranza, dichiarando che, soltanto il giorno prima, il tecnico comunale Giandomenico Pisano aveva firmato la “d.i.a.”, ovvero la dichiarazione inizio lavori, per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico.  “Atto dovuto” è stato precisato.

“Il Comune ha poche armi” era stato detto all’inizio della seduta e si era parlato di “vuoto legislativo”, con particolare riferimento alla mancanza delle linee guida Stato/Regione, come avevano sottolineato, nel corso dell’incontro pubblico  di due giorni prima, anche l’on. Fiorio, l’assessore provinciale al Progetto Unesco Annalisa Conti e l’assessore provinciale all’Ambiente Pier Franco Ferraris. Il  dott. Lorenzo Vallarino Gancia e il dott. Luigi Terzo Bosca, presenti all’incontro, avevano lanciato un appello alle istituzioni, ravvisando il rischio di vanificare la candidatura al riconoscimento Unesco.

Nonostante le iniziative annunciate, in quella occasione, per la salvaguardia del paesaggio astigiano a livello parlamentare (Fiorio) e regionale (consigliera Angela Motta), l’impegno dell’Associazione Valle Belbo Pulita e l’adesione delle varie associazioni, la situazione sembra dunque sfuggita di mano all’amministrazione comunale canellese.

Tra i firmatari dello ‘storico’ documento del 23 maggio, ricordiamo: “Canelli domani”, “Comitato Club Unesco di Asti”, “Associazione Valle Belbo pulita” “Comitato Canelli futura”, “Comitato 99 platani”, “Comitato per la tutela del paesaggio e ambiente di Vigliano d’Asti”, “Comitato per la tutela del paesaggio e ambiente di Portacomaro”, “Consulta Quarto d’Asti”, “Consulta delle organizzazioni Ambientaliste della Provincia di Asti”, “WWF di Asti” e “Movimento Stop al Consumo di Territorio”, “Associazione “Terra, Boschi, Gente e Memorie”, “Comitato Cittadini di Quarto Asti Est”, Comitato Rocchetta G.A.I.A. (Comitato per la tutela del paesaggio e ambiente di Vigliano d’Asti), Gianluigi Bera (Az. Agricola vitivinicola e biologica di Canelli), Fausto Fogliati (Gruppo Consiliare Canelli Futura), Giuseppe Ratti e Marco Devecchi (Osservatorio del paesaggio) e molti altri.

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>> Alice Franco si assicura il posto ai Campionati Europei di nuoto

Il commissario tecnico della Nazionale italiana di nuoto di fondo Massimo Giuliani ha diramato, tramite una circolare della Federazione, la lista degli atleti prequalificati ai campionati europei di nuoto di fondo che si disputeranno dal 4 al 10 agosto sul Lago Balaton, in Ungheria.

Per le tre prove in acque libere inserite nell’ambito degli Europei di Budapest (4-15 agosto), risulta già convocata Alice Franco che diventa la prima atleta piemontese convocata per la prestigiosa rassegna continentale.

Ancora da stabilire la prova (o le prove) in cui sarà impegnata l’astigiana, ma di certo questa convocazione permetterà a lei e al suo staff tecnico di lavorare in maniera più serena nei prossimi mesi.

“Aspettavamo questa convocazione – dice il responsabile tecnico dell’AstiNuoto Pino Palumbo – Alice ha dimostrato il suo valore e la sua continuità negli ultimi due anni, piazzandosi sempre tra le migliori negli appuntamenti internazionali. Questo posto sicuro per gli Europei del Lago Balaton ci consentirà di concentrarci sulla qualificazione ai Mondiali”.

Per Alice Franco infatti si avvicina una settimana molto intensa: in sette giorni (vedi estratto della circolare Fin) si assegneranno i titoli italiani di nuoto di fondo. Il vincitore di ogni gara acquisirà di diritto il pass per la rassegna iridata di Roberval (Canada) mentre il secondo posto disponibile sarà attribuito a discrezione del commissario tecnico.

I Campionati Italiani di Fondo in cui ottenere la qualificazione per i Campionati del Mondo sono:
30 maggio – Trevignano – Campionato Italiano 5 km
2 giugno – Lago di Bracciano – Campionato Italiano 10 km
5 giugno – Anguillara – Campionato Italiano 25 km

Atleti prequalificati per i campionati Europei:
Femmine: Grimaldi Martina, Vitale Federica, Bruni Rachele, Franco Alice, Consiglio Giorgia.
Maschi: Cleri Valerio, Ferretti Luca, Ruffini Simone, Ercoli Simone.
 

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>> Presentata la gamma degli spumanti Sigillo Blu Martini

Si è svolta giovedì 27 maggio, nei locali della Terrazza Martini di Pessione di Chieri, la conferenza stampa che ha presentato ufficialmente a giornalisti, illustri esponenti del territorio dell’Asti, rappresentanti di cantine sociali e vinificatori, il restyling della gamma Spumanti Sigillo Blu Martini (con il marchio bene evidenziato sulle bottiglie): l’Asti Spumante DOCG , il Riesling DOC , il Prosecco DOC , il Rosé e il Montelera Metodo Classico Talento.

Il dottor Stefano Leonangeli, amministratore delegato di Martini & Rossi, ha aperto l’incontro presentando subito la nuova veste delle cinque gemme della casa vinicola piemontese. Tra le cinque, l’Asti è per Martini (fondata nel 1863) un simbolo di eccellenza e italianità nel mondo, basti pensare, come riferisce Leonangeli, alle oltre 22 milioni di bottiglie vendute lo scorso anno (sul totale di 100 milioni di bottiglie, di cui 34 di spumante).

La nuova veste della gamma vuole esaltare e impreziosire un sigillo di qualità di cui la Martini si sente garante da sempre, come ha ribadito il Direttore dello stabilimento Giorgio Castagnotti, che ha definito l’Asti come la “perla dell’enologia”, ricordando quale fornitore delle uve il territorio di  S. Stefano Belbo. Packaging, veste grafica e, soprattutto, contenuto sono le ragioni di un successo dei prodotti Martini.

E proprio il territorio dell’Asti è stato uno dei temi centrali dell’incontro, un sistema economico e territoriale che vede diversi attori in gioco: coltivatori, produttori e istituzione che solo grazie ad un lavoro armonico possono continuare a rendere il prodotto Asti una delle bandiere del made in Italy nel mondo.

Luciano Boero, enologo Martini & Rossi dal 1978, collegandosi all’attività vitivinicola del territorio dell’Asti, ha ribadito quanto sia importante il saper coniugare tradizione enologica con l’innovazione, e quindi all’attività di ricerca e sviluppo che le grandi aziende come Martini intraprendono per ottenere un prodotto nel pieno rispetto dell’ambiente e delle materie prime in gioco.

A chiudere il giro di tavolo, Jean Marc Bartoli, direttore acquisti del Gruppo Bacardi – Martini, che ha sottolineato l’importanza del packaging perché simbolo dello stile di un brand capace di comunicare al consumatore tutti i valori del prodotto. Nello specifico, il progetto riguardante la nuova veste della gamma Spumanti Sigillo Blu Martini, ha visto l’azienda investire ben 25 milioni di dollari.

A corredo degli interventi dei quattro relatori Martini, hanno preso la parola: il dottor Lamberto Vallarino Gancia, Presidente di Federvini, il dottor Franco Bosco, assessore all’agricoltura del comune di Chieri (To), il dottor Roberto Artuffo, sindaco di Santo Stefano Belbo (Cn)  e presidente dell’Associazione dei Comuni del Moscato (52 Comuni) e il dottor Paolo Ricagno, Presidente del Consorzio dell’Asti e del Consorzio dei Vini d’Acqui e del Brachetto.

Lamberto Vallarino Gancia ha ricordato con orgoglio che la sua Famiglia “ha sempre creduto nell’Asti e nella sua unicità“. Paolo Ricagno, “partner della Martini”,  ha sottolineato , a conclusione della conferenza, il successo dell’Asti in Italia e nel mondo, augurandosi che “possa ancora crescere”.

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>> Convegno sulla riabilitazione in psichiatria a Moasca

Nel salone del Castello di Moasca (At) si svolgerà, sabato 29 maggio, dalle ore 9 alle 17, il convegno “La riabilitazione in comunità. Dal minore all’anziano” raccontata dalla sperimentazione di sette comunità del territorio piemontese.

Testimonial dell’appuntamento è l’attore canellese Andrea Bosca, coprotagonista del film “Si può fare” (2008, di Giulio Manfredonia, menzione speciale al Festival Internazionale del Film di Roma), ispirato e dedicato alle storie vere di oltre 2.500 cooperative sociali esistenti in Italia (tra cui quelle promotrici di questo convegno), nate negli anni Ottanta per dare lavoro ai pazienti dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia.

Curatore scientifico: Dr. Piero Prandi direttore Unità Neuropsichiatria Riabilitativa presso la Casa di Cura “Città di Bra”, consulente presso diverse strutture riabilitative psichiatriche.

Dal sistema manicomiale all’intervento sul territorio. Dall’intrattenimento alla riabilitazione strutturata.”
Negli ultimi anni la trasformazione sociale ha coinvolto molti degli aspetti legati alla psichiatria; aspetti che hanno portato il malato di mente da una condizione di isolamento sociale, di emarginazione e di discriminazione, alla lotta per il riconoscimento dei propri diritti come persona.

Sulla scorta di queste considerazioni, la riabilitazione in psichiatria ha conosciuto importanti trasformazioni, soprattutto negli ultimi anni. Le tecniche – passate dal semplice obiettivo di intrattenimento/parcheggio a quello della riabilitazione strutturata – spaziano dal campo cognitivo a quello comportamentale.

L’obiettivo, condiviso da una rete di operatori e di comunità sul territorio, è di ottenere la risocializzazione del paziente. Dalla svolta della “Legge Basaglia” (la Legge 180 del 13 maggio 1978) – che diede un primo assetto alla riforma psichiatrica -  è stato epocalmente modificato il concetto di ricovero obbligatorio e, per conseguenza diretta, anche la gestione del disturbo psichico è stata investita di funzioni preventive, curative e riabilitative.

Questo “esodo culturale” (oltre che legislativo) ha modificato in modo totale lo scenario di significati e gli strumenti di lavoro, passando dal manicomio come luogo di custodia, alla comunità quale luogo di cura e, oggi, di recupero.
Scopo del convegno è di “portare a galla” le nuove verità della riabilitazione, frutto del lavoro di una rete di Comunità piemontesi, impegnate sul fronte del recupero di diverse categorie, dal minore all’anziano, con netta prevalenza di malati psichiatrici e disabili.

A cura di: Coop. Soc. “Elsa” e “Stella” – Gruppi Appartamento “San Bruno” e “San Tommaso” – Comunità “Antares”, “Il Cascinale” e “Agape”.

Col patrocinio di: Comune di Moasca, Com. Coll. “Tra Langa e Monferrato”, Provincia di Asti, Regione Piemonte, A.s.l. AT e Confcooperative Asti.

Sponsor: Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Cassa di Risparmio di Asti Spa

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>> Il Comune di San Marzano Oliveto inaugura il suo Parco naturale

In concomitanza con l’inaugurazione della prima edizione di “Cantine Aperte” nel Parco del Castello di San Marzano Oliveto, sarà inaugurato, sabato 29 maggio, alle ore 11, dall’Amministrazione comunale, guidata da Giovanni Scagliola, il Parco naturale di Monte Oliveto.

Con il sostegno della Regione Piemonte – settore valorizzazione salvaguardia ed educazione ambientale – e della Fondazione San Paolo di Torino, è stato infatti ultimato il primo lotto del progetto denominato “La collina degli Ulivi”, redatto dall’agronomo Ernesto Doglio Cotto.

E’ stata recuperata un’area in parte pubblica e in parte privata di circa 15 mila metri quadri dove, nei secoli scorsi, cresceva rigoglioso l’ulivo. Si tratta di un versante collinare orientato a sud ovest, molto scosceso, con una porzione sommitale pianeggiante che diventa un autentico balcone affacciato sul Monviso e sulle Alpi occidentali.

Nell’area sono stati creati, esclusivamente con opere di ingegneria naturalistica, oltre 800 metri di sentieri. All’ingresso del parco, una planimetria indica i percorsi, mentre all’interno, sono posizionate altre tabelle più piccole a stampo didattico naturalistico con immagini di piante ed arbusti che si possono trovare sul posto.
Sono stati impiantati circa 160 ulivi misti ad altre specie arboree pregiate quali il mandorlo, la roverella, il carpino, il frassino, il pero e il melo selvatico. Le essenze arbustive principali impiantate sono: la ginestra, il biancospino, i cornioli e i sanguinelli.

Nella porzione più scoscesa dell’area è stato salvaguardato un ligustreto autoctono e, per questo, molto raro in Piemonte, nella spirito della legge regionale 32/82 ispiratrice del progetto.
All’interno del parco ha trovato posto il “campo collezione” curato dalla scuola di agraria V. Luparia di San Martino di Rosignano (AL) con i cloni di 15 piante di ulivi ultrasecolari presenti nell’Astigiano. Questo ultimo progetto è stato realizzato anche con il sostegno dell’assessorato all’agricoltura della Provincia di Asti.

Per il prossimo futuro il Comune intende completare il recupero dell’intera area rendendola maggiormente fruibile al pubblico con il rifacimento dell’illuminazione pubblica a bordo strada, l’arredo delle aree di sosta e l’installazione di un monumento per il quale verrà indetto un concorso.

Puntando con decisione sull’accoglienza turistica, l’Amministrazione sanmarzanese  si  impegna da qualche anno nella eliminazione delle ‘stonature’ dal centro storico, ad esempio un paio di anni fa furono sostituiti i vecchi corpi luminosi, risalenti agli anni ’60, con altri più adatti.

Con la collaborazione tra il Comune e vari operatori culturali, turistici ed economici del territorio, nell’estate del 2008,  fu realizzata una guida turistica (stampata da Fabianogroup di Canelli), in italiano, tedesco e inglese, con un occhio di riguardo al territorio circostante e alle principali manifestazioni.

E, in quest’ottica, ha deliberato l’abbattimento della torre dell’acquedotto, bruttura costruita negli anni ’60 proprio vicina al Castello. Verrà infatti ricostruita entro il 2011 nello stesso punto, ma interrata. 

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>> Scoperta discarica abusiva lungo il Tanaro

Il controllo quotidiano del territorio ha consentito ai finanzieri della Compagnia di Asti di individuare, nei pressi del capoluogo ed in una zona denominata “Isolone”, lungo le sponde del Tanaro, un sito di circa 4 mila mq, incolto, coperto in parte da una fitta vegetazione, ove erano stati accumulati elettrodomestici, computer, pneumatici, pezzi di carrozzeria di autovetture, fusti anche bruciati di olio lubrificante nonché lastre di eternit parzialmente sbriciolate.

Allo scopo di porre fine al degrado della zona, trasformata in una pericolosa discarica abusiva, i militari hanno proceduto al sequestro penale del sito, informando la magistratura.

Sono in corso le indagini per l’identificazione di eventuali responsabili.

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>> Nella Casa natale di Cesare Pavese tre importanti eventi culturali

Domenica 6 giugno 2010, alle ore 10, la casa natale dello scrittore Cesare Pavese ospiterà tre importanti avvenimenti culturali:

Presentazione del volume: “Cesare Pavese Sessanta – Nuovi studi comparativi e “ritorni” – X rassegna di saggi internazionali  edita dal CEPAM nell’ambito dell’ “Osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo”. Parteciperà il prof. Antonio Catalfamo, coordinatore dell’ “Osservatorio”.

Inaugurazione della VII edizione della collettiva d’arte “Dioniso a zonzo tra vigne e cantine” cui  hanno aderito  pittori, scultori e fotografi, visitabile dal 30 maggio al 13 giugno;

Premiazione della IX edizione del concorso letterario “Il vino nella letteratura, nell’arte, nella musica e nel cinema”. I vincitori sono risultati:

Narrativa edita:

  • Rossovermiglio, di Benedetta CIBRARIO,   Feltrinelli Editore; 
  • La dea bottiglia , a cura di Giovanni RUFFA, Slow Food Editore;
  • Oh com’è bella l’uva fogarina, a cura di Silvia CERIANI, Slow Food      Editore. 

Saggistica edita:

  • 1° La verità sul vino, di Attilio GIACOSA e Mariangela RONDANELLI, edito dall’Osservatorio
  • Nazionale sul Consumo Consapevole del Vino;        
    2° Il menu del vino, di Francesca NEGRI,  Curcu & Genovese Editore.
  • Poesia edita:
    Versi sul vino, antologia dal canzoniere di Shams od-din Mohammad Hafez, a cura di Riccardo ZIPOLI e Eugenio COMENCINI, Edito dall’Associazione Culturale Giulia Falletti di Barolo.

Narrativa inedita:

        1°  Michele BONONI, di Arenzano (Ge), con L’ultima vendemmia;
        2a  Francesca LEVO CALVI, di Savona, con Una serata speciale;
        3°  Maurizio ASQUINI, di Novara, con Racconto monferrino.

Saggistica inedita:
        1°  Marino BOAGLIO, di Pinerolo, con Pavese e l’emersione del mito. Lettura di La vecchia ubriaca ;
        2°  Mario SIRI, di Carcare (SV), con Satiri e ninfe, vino e pastori – poeti innamorati ;
        3°  Marco POZZI, di Alessandria, con L’altra versione del dio.

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>> Prosegue l’attività dei carabinieri contro la prostituzione

Prosegue l’attività dei carabinieri di contrasto alla prostituzione nella zona di Costigliole d’Asti, dove hanno deferito in stato di libertà una prostituta albanese 23enne e il cliente cittadino italiano 45enne per il reato di atti osceni in luogo pubblico.

Per lo stesso motivo sono stati anche denunciati una prostituta albanese 32enne ed il suo cliente italiano 57enne di Villastellone (To), in frazione Motta di Isola d’Asti. E sono stati  contravvenzionati per inosservanza dell’ordinanza del sindaco di Costigliole d’Asti. Sempre in frazione Motta di Isola d’Asti, sono state contravvenzionate altre quattro persone per la violazione dell’ordinanza “anti-prostituzione” emessa dal sindaco.

A Castagnole Lanze, nel corso dell’attività di controllo della circolazione stradale, i carabinieri di Canelli, insieme a quelli di Castagnole Lanze, hanno deferito K.B. 35enne marocchino e D.R. 28enne macedone per guida in stato di ebbrezza alcolica; ed è stata ritirata loro la patente.

A Nizza Monferrato due marocchini, di 34 e 30 anni, sono stati deferiti in stato di libertà dai carabinieri di Canelli per il furto di alcune bottiglie di alcolici nel centro commerciale Il Gigante.

Infine, il pregiudicato Marco Strizioli, 38enne di Albenga, domiciliato presso la Comunità “San Rocco” di Sessame, è stato arrestato dai carabinieri di Bubbio,  in quanto colpito da ordine di carcerazione, dovendo espiare un anno di reclusione per rapina.

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>> 20° Incontro di studi sull’emigrazione piemontese in America e nel mondo

La Città di Canelli, in collaborazione con la Companìa dij Brandé, l’Unione Associazione piemontesi nel mondo e il Comitato della 43^ Festa del Piemonte, invita studiosi e appassionati della lingua, della cultura e della letteratura piemontese al 20° Incontro di studi sull’emigrazione piemontese in America e nel mondo e sulle sue testimonianze nella letteratura in piemontese, che si terrà, sabato 5 giugno, dalle ore 9,30, nelle cantine Gancia, in corso Libertà.

I piemontesi emigrati, in particolare in Europa, in Australia e in America, hanno portato con loro la nostra civiltà e spesso, anche a distanza di generazioni, conservano con fierezza e amore la nostra lingua piemontese.
Su questi piemontesi si sono già scritte non poche pagine, ma se ne potrebbero scrivere tante di più: storie senza fine di nostalgia e di sofferenze, ma anche di vittorie e soprattutto di grandi opere che sono state realizzate.

Parteciperanno: Censin Pich, Fabrizio Arnaud, Giancarlo Libert, Mariagrazia Alliaudi e Silvio Genero, Donato Bosca, Edizioni “Impressioni Grafiche”. Alla fine del convegno, si può aderire al pranzo dell’amicizia, a prezzo contenuto.

Info: Cristina Duretto tel. 328-8232427

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>> Juniores Pallavolo Valle Belbo, campionesse regionali

Si chiude la bellissima stagione delle ragazze categorie juniores della Pallavolo Valle Belbo allenate da Domanda Cristiano che hanno finito il campionato al primo posto senza perdere una partita.

Mercoledi 19 maggio alla palestra Brofferio di Asti si è disputata la finale provinciale juniores Pallavolo Valle Belbo-Jolly Boema Castagnole, le ragazze della Pallavolo Valle Belbo hanno vinto 3 a 0 proclamandosi campionesse provinciali. Domenica 16 maggio, al Palazzetto di Canelli, c’era stato il primo raggruppamento regionale e le ragazze di Domanda, capitanate da Giulia Tigrino, avevano battuto l’Alba e il Chiusapesio guadagnandosi le semifinali e finali che si sono tenute domenica 23 maggio a Vercelli.

La Pallavolo Valle Belbo ha vinto la semifinale del mattino contro il Crusinallo, vincendo brillantemente 3-0, poi nel pomeriggio si è proclamata campionessa regionale battendo il Verzuolo 3 -1 (Cn).

Ora parteciperanno alle fasi nazionali che si terranno dal 23 al 26 giugno a Lignano Sabbiadoro.

Parla l’allenatore Domanda: “Sono veramente soddisfatto della stagione di queste ragazze che si sono meritate pienamente il titolo, hanno lavorato con costanza, nonostante il numero degli impegni, le stesse giocatrici  non hanno disputato solo questo campionato ma anche quello di under 18 Fipav, Open CSI, alcune hanno fatto parte della rosa della Prima divisione (campionato finito al primo posto a pari punti con il S.Damiano) e altre hanno partecipato al campionato Under 16. Le partite di domenica 23 maggio sono state molto emozionanti e le ragazze hanno dato tutto giocando ad un livello superiore, il lavoro svolto durante l’anno ha dato i suoi frutti e ora ci prepareremo per i nazionali di Lignano Sabbiadoro, e  per affrontare i prossimi raggruppamenti dell’Open CSI, il primo sarà domenica 30 maggio, probabilmente al palazzetto di Canelli.”

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>> Nel 60° della morte di Pavese esce il X vol. di saggi internazionali del Cepam

Nel sessantesimo anniversario della morte di Cesare Pavese, esce in questi giorni il decimo volume di saggi internazionali “Pavese sessanta. Nuovi studi comparativi e ritorni” a cura dell’Osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo del Centro Pavesiano Museo casa natale (CE.PA.M.) di Santo Stefano Belbo (Cuneo), unico organismo a carattere internazionale ad occuparsi con continuità dell’opera pavesiana. 

Lo stesso Pavese, in occasione della pubblicazione dell’edizione einaudiana di Lavorare stanca, nel 1943, si autodefinì una delle voci più isolate della poesia italiana. Questo giudizio era sicuramente valido con riferimento al tempo in cui egli visse e operò in campo letterario. Oggi, per converso, si moltiplicano, a livello internazionale, gli studi “intertestuali” intorno all’opera di Cesare Pavese, che mettono in risalto il “dialogo a distanza” tra lo scrittore langarolo e altri autori, non solo italiani, ma anche stranieri.

Il decimo volume dà conto, per l’appunto, di questa “intertestualità”. Viene analizzato, nei vari saggi, il rapporto di Pavese con la letteratura e la cultura americana, col mondo classico greco, ma anche con la letteratura greca dei nostri giorni, con la letteratura giapponese, con scrittori contemporanei operanti in Romania (Lucian Blaga) e nella Svizzera italiana (Plinio Martini), con il cinema di Michelangelo Antonioni (si pensi alla versione cinematografica di Tra donne sole). In altri saggi, assistiamo, invece, al “ritorno”, in forme nuove, ad alcuni temi già trattati nei precedenti nove volumi: il motivo della morte, così come emerge dai Dialoghi con Leucò, il rapporto tra poesia e prosa in Pavese, le pagine diaristiche de Il mestiere di vivere.

Il decimo volume ospita scritti di: Antonio Catalfamo (Università di Cassino); Giovanna Romanelli (Università Cattolica di Milano); Ioannis Dim. Tsolkas (Università di Atene); Doina Condrea Derer (Università di Bucarest); Alberto Borghini (Politecnico di Torino e Università di Pisa); Anna Themou (Università di Atene); Hanibal Stănciulescu (Università di Bucarest); José Manuel de Vasconcelos (scrittore, Portogallo); Yoshio Kyoto (Università di Tokyo); Jacqueline Spaccini (Université de Caen Basse-Normandie); Wolfgang Sahlfeld (Alta Scuola Pedagogica di Locarno); Eleonora Carcaleanu (Università di Bucarest).

Il dipinto di copertina “La luna e i falò” è stato realizzato dalla pittrice doglianese Giovanna Sardo.

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>> Ventesimo anniversario dello Zonta Club di Asti

Venerdi 21 maggio, al ristorante “Vittoria” di Tigliole si è svolta la cerimonia di celebrazione del ventesimo anniversario dalla fondazione dello Zonta International Club di Asti.

Alla presenza di tutte le rappresentanze delle maggiori istituzioni cittadine, delle esponenti più prestigiose del Direttivo Internazionale di Zonta, dei rappresentanti degli altri club di servizio astigiani, di numerosi ospiti ed amici, la presidente Mimma Giovo Baldi, nel porgere il proprio saluto, ha rievocato l’attività svolta dal Club nei suoi venti anni di vita, sottolineando l’impegno sociale per il miglioramento della condizione economica, legale e politica della condizione femminile così come impone lo statuto zontiano.

La serata è proseguita con la proiezione di un filmato, interpretato dall’attore astigiano Aldo Delude, che ha raccontato, come in una favola, la storia del Club, i suoi “service” più significativi ed il lavoro svolto dalle dieci presidenti che si sono succedute nel ventennio.

Si è poi svolta la cerimonia di ingresso di una nuova zontiana, Alessandra Patrucco Paracchino, e la nomina del primo socio onorario del Club, l’architetto Antonio Guarene, disegnatore di fama internazionale, ironico e versatile, che da venti anni segue con dedizione ed affetto le signore dello Zonta Club di Asti.

Con la divertente carrellata dei suoi disegni e l’esposizione dei vari menu d’autore da lui eseguiti in occasione delle tradizionali “bagne caude” zontiane, si è conclusa la serata.

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