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Mostre

Mostra itinerante sui rischi naturali in Piemonte

Una mostra itinerante che illustra, con documentazione storica e attuale, i principali rischi naturali in Piemonte e descrive, attraverso esempi, le opere e i lavori di prevenzione realizzati nelle vallate piemontesi nel corso del ventesimo secolo è stata organizzata per iniziativa dell’assessore alla protezione civile della Provincia Antonio Baudo.
E’ visitabile ad Asti, dalle 9 alle 13, dal lunedì al sabato sino al 31 dicembre, nei locali antistanti la sala del consiglio provinciale, in Piazza Alfieri 33.

In Piemonte i fenomeni di dissesto idrogeologico risultano infatti numerosi e frequenti. Negli ultimi anni se ne è riscontrata una sempre più accentuata ricorrenza, con episodi di particolare gravità, che hanno causato danni a persone e cose. L’approccio più opportuno per limitare il dissesto idrogeologico, l’erosione del suolo e i danni da incendio, oggi come in passato, resta ancora il ricorso alla prevenzione.

Proprio a tale scopo, la Direzione regionale opere pubbliche, difesa del suolo, economia montana e foreste insieme al Settore regionale di idraulica forestale e tutela del territorio, in collaborazione con il C.N.R. Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica di Torino hanno promosso il progetto “Dissesto idrogeologico e incendi boschivi, storia e attualità della prevenzione”, che trae spunto dal grande patrimonio documentale degli archivi storici dell’amministrazione forestale statale e regionale e dall’archivio dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica di Torino (IRPI), a riprova del grande sforzo intrapreso negli ultimi anni da istituzioni e collettività locali nel senso della prevenzione e dell’informazione.

I documenti raccolti e messi a disposizione risultano organizzati in tre distinte sezioni tematiche: “Pericoli naturali”, dedicata alla descrizione dei principali tipi di criticità del territorio, attraverso foto e illustrazioni di eventi accaduti nella regione negli ultimi secoli; “Opere di prevenzione”, dedicata all’illustrazione delle opere di difesa e mitigazione dei rischi naturali, con particolare riferimento alle sistemazioni idraulico forestali e ai rimboschimenti; “Incendi boschivi e protezione del suolo”, che evidenzia la funzione protettiva delle foreste e le conseguenze degli incendi boschivi  sul dissesto idrogeologico.
Un’ulteriore area tematica, denominata “Tracce della memoria”, riporta brevi racconti e immagini di eventi narrati dai protagonisti.

Per le scolaresche interessate alla mostra itinerante è prevista la possibilità di avvalersi dell’accompagnamento di personale specializzato (Ufficio Provinciale di Protezione Civile tel. 0141/433388).

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“Kaleido’s” mostra del pittore astigiano Erio Grosso

Nel palazzo settecentesco dell’albergo Ristorante “Villa Chiara” di Canelli, in via Roma 6 (per decenni sede del Circolo Culturale Gian Battista Giuliani, che propose con successo negli anni moltissime mostre personali e collettive di ottimi artisti, anche di fama nazionale), sarà visitabile fino al 30 dicembre, la mostra personale del pittore astigiano Erio Grosso, dal titolo “Kaleido’s”, ovvero caleidoscopio, con riferimento al mondo multicolore di Erio Grosso, artista riconducibile alla pittura figurativa, ma con stile molto personale.

Inaugurata giovedì 3 novembre, sarà visitabile, tutti i giorni, compreso i festivi, tranne il lunedì (ad ingresso libero).
Nella mostra sono presenti i suoi temi ricorrenti e molto apprezzati, come i “Voli di rondine” in cui racconta paesaggi molto particolari visti da una rondine in volo, alcune opere ispirate all’arte sacra interpretata in modo attuale, figure e cavalli. Come novità assoluta si potranno vedere alcune opere del nuovo ciclo “Caffè, Bar” nelle quali l’autore riporta momenti di vita all’esterno ed all’interno di locali. Tema quest’ultimo  affrontato da molti artisti figurativi, anche molto importanti, interpretato però secondo uno stile molto orignale.

Erio Grosso, che vanta un curriculum artistico di tutto rispetto, è alla seconda personale del 2011, dopo quella dello scorso febbraio allo Spazio Arthesis di Asti, che ottenne ottimi riscontri di pubblico e di critica. “Trovo interessante esporre le mie opere in  sale così accoglienti e storiche – precisa – l’obiettivo è quello di far conoscere la mia pittura al maggior numero possibile di persone e l’occasione di farlo in un locale di buon livello e molto frequentato, anche da turisti italiani e stranieri, mi è sembrata subito interessante”.

Per l’occasione è stato riproposto al pubblico anche il libro con 135 tavole disegnate da Erio Grosso “L’Angelo di Fuoco”, con i testi del giornalista Adriano Salvi, realizzato da Armando Panattoni Editore di Canelli, che ha collaborato anche all’organizzazione della mostra. Info: 0141 832190  – 822885  villa_chiara@libero.it

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Mostra di opere “su carta” di Gianfranco Ferroni e Sergio Saroni

A Monforte d’Alba (Cn), fino al 18 dicembre 2011, alla Fondazione Bottari Lattes in via Marconi 16, sarà ospitata la mostra di opere “su carta” di Gianfranco Ferroni e Sergio Saroni a confronto. Orario di apertura: da lunedì a venerdì 14,30 – 17; sabato e domenica 14,30 – 18,30. Vernissage: sabato 29 ottobre, ore 18.

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Mostra personale del pittore paesaggista piemontese Piero Rasero

I paesaggi del pittore figurativo paesaggista piemontese Piero Rasero resteranno in mostra a Cherasco (Cn) nella galleria “Evvivanoè esposizioni d’arte” (via Vittorio Emanuele 56 – www.evvivanoe.it – tel. 0172.489508) fino al 20 novembre 2011.

I temi dominanti dell’esposizione sono gli assolati paesaggi di Liguria e scorci della campagna piemontese, tra i colori dell’autunno e il bianco candido della neve.

La personale è visitabile dal mercoledì alla domenica con orario 16-19. Ingresso libero; l’artista è presente in galleria tutti i sabati e le domeniche.

Giunto alla sua sesta esposizione consecutiva a Cherasco, Rasero presenta quest’anno parecchie novità, sia a livello di produzione artistica sia per quanto riguarda le opere esposte: oltre alla tradizionali tele ad olio, infatti, verrà esposta la nuovissima produzione di poster, di ogni formato e soggetto (www.pierorasero.it ).

Artista figurativo paesaggista di origini monferrine, Rasero è nato a Torino nel 1947; oggi vive e opera a Carmagnola (To).

E’ presente sulla scena pittorica da oltre quarant’anni, con mostre personali e fiere d’arte in tutta Europa e non solo: tra le sue più recenti mostre internazionali, infatti, compaiono due esposizioni in Canada e altrettante negli Stati Uniti, dove l’artista carmagnolese ha sempre riscosso grande successo.

Sue opere fanno parte di svariate collezioni private e sono esposte in diversi musei del mondo.  Hanno parlato di lui centinaia di pubblicazioni; della sua attività artistica si sono interessati critici, giornalisti e scrittori.

Disponibile in galleria la monografia artistica “Rasero”, curata da Sara Merlino, direttrice artistica di “evvivanoé”.

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Mostra fotografica di Pierluigi Fresia

A Mombercelli, sabato 15 ottobre 2011, alle ore 16,30, in via Brofferio, 21 (ex carcere Monumentale), al Museo Civico D’Arte Moderna e Contemporanea, avrà luogo l’inaugurazione della  mostra fotografica di Pierluigi Fresia “L’acqua sotto i ponti” che resterà aperta fino al 27 novembre 2011. Tutti i giorni su prenotazione e la domenica dalle 15.30 alle 17.30.

Pierluigi Fresia, nato ad Asti nel 1962, vive a Pino Torinese (Torino). Le sue opere fanno parte di diverse collezioni d’arte contemporanea private, di fondazioni e musei tra cui la GAM di Torino. Sono state presentate in numerose fiere d’arte contemporanea, tra cui: Arco di Madrid, Artissima a Torino, Artefiera a Bologna, Arteverona a Verona, Miart a Milano.

“Uso la fotografia da parecchi anni, circa venti, – ha dichiarato in un‘intervista – alternandola ad altri media come pittura, l’installazione e il video, ritengo però che più di altro la fotografia mi permetta, proprio a partire dal procedimento fisico che è alla base della sua creazione, di avere a che fare in modo tangibile col tempo che, da dimensione fisica diventa qualità esistenziale, elemento insostituibile della memoria.”
L’esposizione è già nostalgia appena l’otturatore si richiude, l’irripetibilità dell’istante colto è infinitamente importante per me, non ritengo l’immagine fotografica testimonianza di un accadere qualunque esso sia, bensì coscienza di una perdita dunque coscienza di un’assenza incolmabile.

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“Paesaggi e colori di Langa” di Giovanna Sardo

Fino al 30 ottobre 2011 presso il Museo Casa Natale di Cesare Pavese, sede del CE.PA.M in via Cesare Pavese 20 – Santo Stefano Belbo, sarà aperta la mostra personale di pittura “Paesaggi e colori di Langa” di Giovanna Sardo (pittrice doglianese).

Inaugurazione sabato 8 ottobre, alle ore 16.

Orario di apertuyra: sabato e domenica 10-12 ; 15-18. Info: 389.5118110

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“La seduzione della Luna” mostra di Massimo Berruti e Giuseppe Artuffo

A Costigliole d’Asti, sabato 24 settembre, alle 18,30, nel Castello, ha avuto luogo l’ inaugurazione della mostra “La seduzione della Luna” che unisce le tele del pittore canellese Massimo Berruti con le poesie di Giuseppe Artuffo, ex sindaco di Santo Stefano Belbo.E’ un viaggio simbolico tra arte e letteratura, sogno e realtà, speranza e illusione alla ricerca del significato profondo delle cose fino all’ideale rinascita, verso una nuova coscienza e conoscenza.

Organizzata dal Comune di Costigliole d’Asti in collaborazione con la Fondazione Cesare Pavese, rimarrà aperta, contattando il numero 3481387521, da sabato 24 fino a domenica 6 novembre 2011.

L’inaugurazione è stata accompagnata dalla presentazione del Libro – Catalogo stampato da Pieraldo Editore di Roma.
Al termine della presentazione sarà allestito un rinfresco.

Giuseppe Arruffo è nato a Canelli nel 1963. Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e in Farmacia, Dottore di Ricerca in Chimica del Farmaco dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica. E’stato  sindaco del Comune di Santo Stefano Belbo (luogo natale di Cesare Pavese, nella provincia di Cuneo) dove vive e risiede, svolgendovi l’attività di farmacista. Assieme alla carica di sindaco ha rivestito anche quella, fino al maggio 2011, di presidente della Fondazione Cesare Pavese. Siede nel Consiglio di Amministrazione di Unifarma spa e Unifarma Distribuzione, è membro del Consiglio dell’Ordine dei Farmacisti di Cuneo. Ha pubblicato alcuni articoli scientifici su riviste internazionali, quali il Journal High Resolution Chronatography e Chirality. E’ stato coautore con Bruno Penna di Dentro l’anima delle Colline, raccolta di poesie pubblicata nel 2005 per i tipi della Pieraldo Editore.

Massimo Berruti è nato a Rocchetta Palafea, in provincia di Asti, nel 1948. Vive e lavora a Canelli. Espone dal 1973, ma la sua attività d’artista inizia nel 1968, ispirandosi alla Pop Art. E’ una ricerca attenta che, successivamente, prosegue con uno studio più personale orientato alla psicanalisi, all’astronomia, all’erotismo e alla dimensione “ombra” delle persone. Sono temi che lo attrarranno per sempre e nei confronti dei quali si sentirà a lungo interessato. Alla fine degli anni Ottanta cambia tecnica, lavorando soprattutto all’aerografo, tecnica a spruzzo che consente di rendere al meglio il desiderio di una pittura tutta basata sulla luce e sulle sfumature. La sua arte riscontra sempre maggiori apprezzamenti, anche all’estero, come dimostrato dal curriculum di mostre vantato.

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“Iperbolica allucinazione del fantastico” mostra di Diego Maria Gugliermetto

Fino al 2 ottobre (l’inaugurazione ha avuto luogo il 10 settembre), la galleria “Evvivanoé esposizioni d’arte” di Cherasco (Cuneo), in via Vittorio Emanuele 56, espone “Iperbolica allucinazione del fantastico” mostra personale del celebre artista-designer torinese Diego Maria Gugliermetto.  Si tratta di un’esposizione di orologi molli tridimensionali (omaggio a Dalì), bignè e pasticcini giganti, morbidi cactus e altre sorprendenti forme in  poliuretano “Pop Art Style”, su cui sedersi sprofondando comodamente.

Per Gugliermetto si tratta di un gradito ritorno nella sede espositiva cheraschese, che fu una delle prime in Italia a esporre le sue opere, a un anno e mezzo dalla fortunata mostra “Una storia vera di favolosa follia”, seguita dalla consacrazione internazionale all’Affordable Art Fair di Milano nel febbraio 2011, sempre in collaborazione con “evvivanoé”.

«Abbiamo insistito affinché questo poliedrico e originalissimo artista-designer tornasse in tempi brevi a Cherasco con le sue creazioni – dichiara Sara Merlino, direttrice artistica di Evvivanoé – Se il mondo onirico e surreale di Dalì, da cui l’artista ha dichiarato di aver voluto trarre ispirazione per le nuove opere, incontrerà l’universo bizzarro e paradossale di Gugliermetto… sarà davvero curioso lasciarsi rapire da questa “allucinazione del fantastico”».

Orario di apertura della mostra: 16-19 dal mercoledì alla domenica o su appuntamento. Orario continuato 9-19 domenica 11 settembre, in occasione del Grande Mercato dell’Antiquariato di Cherasco. Ingresso libero. Info: www.evvivanoe.it o telefonare al numero 0172-489508.

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“Italia o Enotria: la vigna del Risorgimento” mostra al castello di Grinzane Cavour

“Italia o Enotria: la vigna del Risorgimento” è una mostra che il castello di Grinzane Cavour ospita fino al 30 dicembre 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il tentativo è di far intravvedere la grande storia nazionale (e quella locale del territorio) alla controluce della storia non solo del vino ma anche della vite. Italia deriverebbe da Italo, re mitico degli Enotri, una delle popolazioni preromane dell’Italia meridionale. Enotrio era il suo popolo e Enotria (“terra delle viti”) la sua terra, ma egli ne mutò il nome in Italia  il (termine che si estese all’intera penisola).

Il vino e la vite dunque accompagnano da sempre la storia della nazione e della penisola e ne seguono gli alti e i bassi. Per il vino italiano l’800 è un secolo decisivo come pochi altri, al termine del quale i vini italiani riacquistano quel prestigio che nei secoli immediatamente precedenti si era appannato. Frammentata e divisa, dominata da altri sul proprio suolo e cinta tutto intorno da paesi grandi consumatori ma anche grandi produttori di vino, sostanzialmente isolata, l’Italia di inizio ‘800 non ha molto da offrire dal punto di vista enologico: Bordeaux e Borgogna dominano i gusti delle corte europee, il siciliano Marsala è solo un’alternativa di minor prezzo ai Porto e ai Madera, ed è uno dei pochi vini ad essere oggetto di significative esportazioni (ed è commercializzato da inglesi).

Parallelamente all’Unità d’Italia, si compie negli stessi decenni il Risorgimento dei vini italiani e i protagonisti di entrambe le saghe tendono a coincidere: non solo Carlo Alberto, Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Bettino Ricasoli si sono occupati di enologia con esiti determinanti, ma viceversa anche molti protagonisti della storia enologica rivelano trascorsi patriottici e risorgimentali militanti. Due esempi per tutti: Antonio Carpenè, padre del prosecco veneto spumantizzato, fu uno delle migliaia di camice rosse che combatterono il Regno delle Due Sicilie sul Volturno; Ferruccio Biondi-Santi partecipò alla Terza Guerra d’Indipendenza e tornato a Montalcino decise di puntare sulla vinificazione in purezza del Brunello.

Non solo storia del vino, ma anche, e con il giusto rilievo, storia della vite: l’800 vede l’affermarsi della moderna ampelografia, la scienza che studia la vite e ne cataloga i numerosissimi vitigni. Il positivismo ottocentesco portò alla pubblicazione di imponenti opere che descrivevano le centinaia, le migliaia di differenti vitigni allora coltivati in Italia e in Europa, che spesso erano fisicamente riuniti in straordinari vigneti-collezioni.

Il conte Giuseppe di Rovasenda presso Verzuolo realizzò uno dei più grandi vigneti-collezione: oltre tremila accessioni diverse provenienti da gran parte di Europa per quello che giustamente fu definito il “vigneto universale”. Il conte di Rovasenda era un alto diplomatico del Regno di Sardegna.
La collezione del Rovasenda fu trasferita all’inizio del XX secolo presso la Regia Scuola di Viticoltura e Enologia di Alba, fondata pochi anni prima, per interesse di Giovanni Dalmasso, il più grande studioso della vite del secolo scorso, nato a Castagnole Lanze e tra i primi diplomatica della Scuola Enologica di Alba.

“Italia o Enotria: la vigna del Risorgimento” mette al centro la ricchezza varietale dei vitigni italiani, come alto esito della storia umana e naturale della penisola: gode del privilegio di poter presentare le riproduzioni in anteprima di alcune delle splendide tavole ampelografiche ottocentesche contenute nell’opera Ampelografia universale storica illustrata, curata da A. Schneider, G. Mainardi e S. Raimondi, edita da L’Artistica Editrice di Savigliano, di prossima pubblicazione.

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