Mostre

Mostra Pittori tra Torino e le Langhe al tempo di Augusto Monti”  a Monastero Bormida

Il castello di Monastero Bormida dal 3 giugno al 6 agosto 2017 ospiterà la mostra antologica “Pittori tra Torino e le Langhe al tempo di Augusto Monti” che raccoglierà oltre 140 opere di altissimo valore di autori che hanno fatto la storia dell’arte del XX secolo.

La mostra presenta il clima artistico della Torino da inizio Novecento fino al secondo conflitto mondiale, attraverso una carrellata dei maggiori esponenti delle diverse correnti pittoriche che caratterizzarono la vivace vita culturale dell’ex-capitale sabauda. Il trait-d’union della rassegna è rappresentato dalla figura di Augusto Monti, intellettuale, insegnante, antifascista, che a Monastero Bormida ebbe i natali nel 1881 e che più di ogni altro rappresentò per i giovani allievi e artisti, la guida, l’esempio, il fedele custode dei valori di giustizia sociale e libertà.

Partendo da una volontà di svecchiamento della situazione artistica torinese, impersonata dal professor Grosso, ritrattista principe delle élites cittadine, e da quei pittori sostenuti dal gusto antiquato di Enrico Thovez, i quali mantenevano un saldo rapporto con la tradizione del secolo precedente, un gruppo di giovani artisti ispirati da Agostino Bosia, che aveva frequentato lo studio di Leonardo Bistolfi, pose le basi su cui nel 1918 l’arrivo a Torino di Felice Casorati produsse una netta cesura con la cultura pittorica di impostazione accademica.

Da quel momento la città, dove agivano personaggi del calibro di Piero Gobetti, Antonio Gramsci e Augusto Monti, si aprì a nuove esperienze artistiche, che sfociarono in un vero e proprio cambiamento del gusto, tutte rappresentate in mostra: la scuola di via Galliari, in cui Felice Casorati, con l’assistenza di Lionello Venturi, professore di Storia dell’Arte all’università, e del mecenate Riccardo Gualino, creò una vera e propria bottega rinascimentale, una scuola libera di pittura, dove riunì il fior fiore della gioventù – in maggioranza femminile – dell’alta borghesia torinese; il Neofuturismo torinese; il gruppo dei Sei Pittori di Torino promosso dal giovane intellettuale napoletano Edoardo Persico giunto a Torino nel 1927, e composto da Francesco Menzio, Enrico Paulucci, Gigi Chessa, Carlo Levi, Nicola Galante e Jessie Boswell.

Il gruppo si era costituito con l’intenzione di aprire la cultura italiana alle grandi correnti europee, in particolare all’Impressionismo e al Postimpressionismo; in forte sintonia con la cultura dei Sei erano inoltre Giulio Da Milano, Emilio Sobrero, Piero Martina, e anche Luigi Spazzapan, sebbene orientato su una linea più personale.

In dialettica con loro si posero nel corso degli anni Trenta anche altri pittori di valore, come Manzone, Valinotti, Deabate, Quaglino, Terzolo e Peluzzi, profondamente radicati nei territori d’origine, attivi a Torino e nella provincia piemontese tra il Monferrato e le Langhe, che rappresentavano, con trasporto affettivo, il paesaggio della loro terra e le attività stagionali dei contadini, mantenendo vivo il legame con il naturalismo ma innovandolo con moderate iniezioni di modernità che, come accadeva nelle coeve opere dei Sei, provenivano prevalentemente da Oltralpe.

Sono inoltre esposte opere di alcuni artisti non allineati con i gruppi in campo, che però hanno lasciato tracce significative della loro presenza in Piemonte come Carena, Sobrero, Maggi, Malvano, Mastroianni e altri.

Ampio spazio è dedicato inoltre alla figura di Mario Sturani, genero di Augusto Monti, artista finissimo e collegamento tra il mondo della letteratura (Pavese), della pittura, dell’incisione, della ceramica (fu per molti anni direttore artistico delle celebri manifatture Lenci).

Il vernissage della mostra sarà sabato 3 giugno alle ore 17,00 presso la sala “Ciriotti” del castello medioevale; seguirà una visita guidata della mostra alla presenza dei curatori Ilaria Cagno, Adriano Parone e Franco Fabiano, nonché del prof. Mauro Galli, autore del saggio introduttivo del catalogo.

La mostra sarà aperta il sabato dalle 16 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Per info, prenotazioni, visite: Comune di Monastero Bormida tel. 0144/88012 – info@comunemonastero.at.it; Associazione Museo del Monastero tel. 328/0410869 – 349/6760008 – museodelmonastero@gmail.com

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“Caravaggio. La mostra impossibile”, a Fossano

“Caravaggio. La mostra impossibile” l’evento espositivo dedicato al genio di Michelangelo Merisi in programma a Fossano nelle sale del Castello degli Acaja e presso il Museo diocesano fino al 2 luglio 2017.

E’ un progetto della Rai Radio televisione italiana e Rai Com. Quaranta capolavori di Michelangelo Merisi, riprodotti con tecnologie d’avanguardia ad altissima definizione, nel rigoroso rispetto delle dimensioni, dei colori e della luce originali. I visitatori potranno ammirare i capolavori, i cui originali sono esposti nelle chiese e nelle collezioni private di tutto il mondo – dagli Uffizi al Prado, dalla National Gallery all’Ermitage, dal Metropolitan Museum di New York al Kunsthistorisches Museum di Vienna – raccolti in un unico ambiente. L’evento fossanese è promosso da Comune di Fossano, Diocesi di Fossano e Progettomondo Mlal.

Per l’occasione, il settimanale La Fedeltà pubblica uno speciale che arriverà in omaggio nelle case di tutti gli abbonati. Si intitola “La luce e il genio”, 36 pagine su carta patinata, un viaggio nell’arte del Caravaggio, con una serie di riflessioni a partire da alcune delle sue tele più celebri, a cura di don Derio Olivero.

Completa la pubblicazione un breve tour della città di Fossano, tra tesori barocchi e monumenti della città delle quattro torri. Uno strumento per riflettere sulla vita, accompagnati dall’arte, linguaggio universale che ci aiuta a riscoprire l’uomo. Intravvedere il Divino. “La Luce e il genio”, è disponibile anche nelle edicole del Fossanese, nelle due sedi espositive della mostra, presso tutti gli sportelli della Cassa di risparmio di Fossano, ma anche scaricabile in pdf sul sito www.lafedelta.it e sfogliabile attraverso la app AgdNews.

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Mostra I colori del tempo” di Franco Asaro

A cinque anni dalla scomparsa (20/1/2012) dell’indimenticabile Franco Asaro, poeta e artista, siciliano di origine na canellese di adozione, sua moglie, la vedova Parone Maria Grazia, allestirà dal 17 al 30 giugno, a Canelli, in via Alfieri 7, la mostra “I colori del tempo” comprendente pastelli ed acquarelli.