Letture

“L’immortale figura della Castiglione”  di Bruno Penna

Domenica 17 dicembre alle ore 16.30, nella suggestiva Sala delle Maschere del castello di Grinzane Cavour, sì terrà la presentazione del libro “L’immortale figura della Castiglione” scritto da Bruno Penna e pubblicato da Umberto Soletti Editore.

Il volume è dedicato a Virginia Verasis Asinari, nota come la Contessa di Castiglione, ma non vuole essere una biografia di questo affascinante personaggio storico, piuttosto una ricerca sulla memoria rimasta, in particolare nei luoghi che hanno visto lo scorrere della sua vita. Lo splendido maniero di Grinzane, come risaputo, è luogo legato alla storia di Camillo Benso di Cavour, personaggio che ha deciso le sorti di questa bella contessa, arruolandola come diplomatica particolare presso la corte dell’Imperatore Napoleone III nella metà del diciannovesimo secolo.

Inoltre, il castello offre al pubblico una parte museale dedicata proprio al grande statista piemontese. Tra le nobili mura storiche del maniero che ha ospitato Cavour, rivivrà quindi la figura della contessa di Castiglione, aprendo una finestra sul magnifico periodo risorgimentale che ha portato all’unità d’Italia. Al termine della presentazione, l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour che ha sede nel castello, offrirà a tutti un Brindisi con il magnifico vino Alta Langa docg.

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“L’Ardito” di Roberto Roseano

Il romanzo storico “L’Ardito” (ed. Itinera Progetti) di Roberto Roseano è il libro vincitore del 50° Premio Acqui Storia. di Roberto Roseano.

Non appena ricevuto il Premio, a fine settembre, per la prima volta sarà presentato a Canelli domenica 22 ottobre, alle ore 17, nella Biblioteca Monticone con l’autore e Vittorio Rapetti, in occasione del centesimo anniversario della battaglia di Caporetto (24 ottobre 1917).

Gli Arditi furono protagonisti di numerose battaglie della Grande Guerra. Esaltati e ammirati quando c’era bisogno del loro coraggio, vennero disciolti e accantonati al termine del conflitto, tanto che l’Italia nel tempo ne ha perso memoria.

Il libro vuol ricordare quei soldati che più di altri rischiarono la vita per sconfiggere gli Imperi Centrali nel 1917-18.

L’autore Roberto Roseano: «Dopo anni di fotografia e di video ho sentito l’esigenza di addentrarmi in un nuovo territorio, quello del racconto scritto.

Lo spunto è nato dalle drammatiche vicende della Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano, ovvero nelle terre di origine della mia famiglia, e dalle “fatiche di guerra” di mio nonno, uno dei primi ad entrare nel corpo speciale degli Arditi.”
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“Nel cielo di Stella” di Serena Schillaci

Nell’elenco dei detti più blasonati che famosi, ma in fondo veritieri possiamo ascrivere “Anche i sogni talvolta si avverano”. A confermarlo non manca Serena Schillaci che con il suo romanzo d’esordio “Nel Cielo di Stella”, edito da Edizioni Pim e presentato a Nizza ospite di Eugenio Carena nella biblioteca Umberto Eco.

Con esso la scrittrice astigiana racconta in una veste autobiografica, le vicende di Stella, una ragazza che accompagneremo, con la lettura, nell’arco di trent’anni, così da esplorare variegati momenti ed età diverse del suo maturare con le esperienze che ne conseguono.

Il racconto si dipana in modo leggero, non da confondere però con un testo frivolo. Esso infatti riesce a comunicare con lettore in modo molto empatico tanto da travolgerlo nella vicenda narrata e quasi renderlo partecipe.

L’autrice – protagonista ritrova nei libri dei veri e propri manuali di vita che, per essere tali, devono essere il più realistici possibile; nel testo vengono trattati non soltanto aspetti allegri ma anche tematiche molto più crude riguardanti cronaca e malattia così da rendere verosimilmente autentiche le vicende di Stella che viaggerà nell’arco del racconto tra Asti, Bologna e Livorno.

Leggendo si andranno ad esaminare quindi vari momenti di vita della protagonista che dovrà fare i conti con la realtà la quale può rivelarsi sì ricolma di esperienze di cui fare tesoro, ma anche di momenti poco piacevoli generati dalla fatalità o da incomprensioni che trovano anche riferimenti nelle esperienze dell’autrice.

Per rendere tutto questo possibile è stato svolto un importante lavoro anche sui personaggi secondari della vicenda; l’autrice ha interpellato la loro controparte reale dalla quale sono stati ispirati per sapere in che modo avrebbero reagito in determinate situazioni.

Tutto ciò rende il libro un vero e propri spaccato di vita che si affaccia sull’esperienza e le emozioni di persone vere che possono quindi dare un apporto significativo alla narrazione.

Il messaggio che Serena Schillaci vuol però trasmettere è un invito alla comunicazione, ad affrontare la timidezza, a vivere la vita aprendosi a chi ci circonda senza imbarazzo, infondendo nel lettore un senso di conforto.

In conclusione il libro si dimostra indirizzato a chi piace una lettura che sa coniugare leggerezza ed intensità allo stesso tempo, ed essere trasportato nella vicenda sino ad immedesimarsi in essa tanto da trovare quasi similitudini con il proprio vissuto.(Carlo Bussi)