>> Le Distillerie Berta andranno in onda su Rai3

A distanza di due settimane dall’inaugurazione della Pasticceria Carlo Moriondo di Mombaruzzo (pluripremiato laboratorio artigianale, recentemente acquisito dalle distillerie Berta), con una storia lunga più di 200 anni, le Distillerie Berta saranno protagoniste, sabato 18 febbraio, alle ore 12.55, su Rai3.

Sono state infatti scelte dalla redazione di Ambiente Italia, rubrica realizzata dalla Rai Tgr a Torino, curata da Carlo Cerrato e Beppe Rovera. Il settimanale in onda da 15 anni, colora di verde il primo pomeriggio di Rai3 e, sabato dopo sabato, sceglie di presidiare in diretta il territorio, contribuendo alla diffusione della cultura ambientale.

La storia della distilleria Berta è la storia di una famiglia (quattro generazioni), che ha compiuto scelte di lungo periodo, favorendo la crescita e la fortuna dei propri discendenti. Lo prova il fatto che, oggi. sono oltre 60 i Paesi che importano le grappe Berta.

La storia della famiglia inizia l’11 luglio 1866 nella campagna di Casalotto di Mombaruzzo, con la nascita di  Francesco Berta. Roma non era ancora capitale d’Italia, si era appena conclusa la spedizione dei Mille. Come in tutte le famiglie contadine, Francesco Berta fin da bambino lavorava nelle vigne e in cantina. A 22 sposa Erminia Barbero che nel 1889 dà alla luce Giovanni.16 anni più tardi Michele. Il primogenito Giovanni è destinato a continuare in campagna il lavoro del padre, per Michele la famiglia pensa al ‘mestiere’ di farmacista.

La farmacia (che Michele aprirà negli anni Trenta a Milano) costituiva un obiettivo ambizioso. Era luogo di cura e di ricerca comprendendo sia l’erboristeria che la chimica. Abituale era la produzione artigianale di liquori con virtù terapeutiche. I due fratelli collaborano a distanza e Giovanni fornisce a Michele i vini-base per alcuni prodotti di sua creazione: la Barbera chinata e l’elisir di Moscato passito, proposti in bottiglia, ma anche a bicchiere in farmacia. Naturalmente i clienti di Michele sono allo stesso tempo i compratori privilegiati dei vini allo stato tradizionale che Giovanni fa partire direttamente da Casalotto.

Da questa apertura milanese, l’azienda vinicola dei Berta di Roccanivo di Casalotto di Mombaruzzo trae spunto per nuove esperienze commerciali verso le città di Genova, Torino, Brescia, Bergamo, ecc. Le intuizioni di Francesco Berta avevano dato una sicura e moderna prospettiva alla famiglia, che nel frattempo si ingrandisce con la nascita dei nipoti Francesco, Teresina, Erminia, Maria e Paolo. La loro esperienza consente ai Berta di superare senza difficoltà gravi le terribili crisi del primo dopoguerra, che avevano penalizzato molto l’economia del vino. Proprio da Asti e da un sindaco che si chiamava Vigna partì la battaglia nazionale contro il dazio metropolitano del vino, una tassa odiatissima da contadini e consumatori, affidata a società private, veniva riscossa prima della consegna del prodotto. E’ Paolo il continuatore dell’impresa e mentre infuria la seconda guerra mondiale, studia ad Alba e si diploma enotecnico nel 1947. Continua l’attività agricola del padre Giovanni, ma la integra con l’apertura della “Distilleria Berta di Berta Paolo” a Nizza Monferrato in via San Nicolao, sede storica in cui oggi è attivo un reparto invecchiamento distillati. E’ importante la coincidenza dell’apertura della distilleria col matrimonio di Paolo con Lidia Giovine di Canelli.

 

L’intuizione della distilleria nasce a Paolo dopo le prime esperienze di lavoro di enologo nelle Case vinicole della zona. L’idea è di produrre grappe e liquori. Curiosamente i primi apprezzamenti giungono da persone provenienti da Germania, Svizzera, America e Australia che nella vicina Canelli andavano a visitare le grandi industrie spumantiere, prime avanguardie del turismo d’affari. La piccola distilleria di Nizza Monferrato fa conoscere i suoi prodotti all’estero in speciali bottiglie in ceramica e in cristalli particolarissimi. Paolo e Lidia persistono nella dimensione artigianale della loro azienda, puntando sulla scelta qualitativa. Nel 1956 nasce Gianfranco e nel 1960 lo segue Enrico. Entrambi si avviano agli studi di ragioneria ad indirizzo mercantile e chimico e si dedicano con passione all’azienda di famiglia. Negli anni del boom economico, in cui altre distillerie ad impronta industriale puntavano sul mercato grosso e sui numeri di vendita, grazie a consistenti investimenti pubblicitari, I Berta continuano a puntare sulla qualità artigianale, non cedendo alle tentazioni della moderna distribuzione.

Adottano una nuova bottiglia, la Beuta Berta, abituale nei laboratori di analisi, per dare ai prodotti un’immagine nettamente identificabile, rivolgendosi direttamente alla ristorazione e al piccolo negozio specializzato.Un lavoro molto faticoso e complesso. Negli anni Ottanta, la famiglia Berta si divide i compiti: la produzione a Gianfranco, a Enrico la commercializzazione, mentre Lidia continua a confezionare le belle bottiglie e Paolo continua imperterrito a conservare alcune partite eccezionali di grappa, passandole di botte in botte, da barriques in barriques.

Sono anni di intenso lavoro, di ricerca applicata alle tecniche tradizionali di produzione, di costruzione inventiva di un nuovo mercato. Enrico e Gianfranco conoscono personalmente, uno a uno, ciascuno dei migliaia di ristoratori ed enotecari che frequentavano assiduamente l’azienda. Nel 1990 Paolo e Lidia vanno ufficialmente in pensione. Tre anni prima Simonetta Ghignone aveva sposato Gianfranco, accrescendo la forza di lavoro dell’azienda familiare, di cui cura l’amministrazione. Nel 1989 nasce Annacarla e nel 1995 nasce Giulia, figlia di Enrico e di Elisabetta Malfatto. Anni intensi, di grande lavoro e di continua crescita in cui le donne hanno avuto un ruolo importante. La distilleria di Nizza Monferrato si amplia e si specializza con un impianto di caldaiette discontinue a vapore. Inoltre è messa a punto una originale tecnica di conservazione delle vinacce, conservate fresche ed umide in contenitori ermetici per il tempo necessario di essere avviate alla distillazione in una stagione prolungata di lavorazione. Intanto continua a crescere il numero di aziende viticole di tante regioni che si rivolgono alla distilleria Berta. Anche i mercati esteri si aprono sempre più. Servono nuovi spazi e già i Berta decidono di trasferirsi là dove era iniziata la loro storia, a due passi da quella cantina di Casalotto dove il bisnonno Francesco aveva trasformato una famiglia di vignaioli in un’impresa familiare impegnata in tutta la filiera del vino e della grappa.

Nel 1994 si amplia l’antica azienda, ormai centenaria, e si apre la taverna, la casa di tutti gli amici. L’albo dei visitatori e degli appassionati grappaioli si allunga e si arricchisce da tanti amici provenienti dal mondo dello spettacolo e dello sport, artisti, scrittori, grandissimi ristoratori e nobili famiglie di vignaioli italiani. Nel 1994 è matura la prima selezione delle Riserve e i Berta, non senza qualche timore, presentano queste novità al mercato, un mercato fatto di estimatori che ne decreta un immediato successo trionfale.

E nella taverna nasce nel 1997 l’idea di un grande progetto, Hastae, allo scopo di unire un gruppo molto qualificato di firme aziendali per la produzione di un Barbera d’Asti superiore. Nasce la società Hastae per la produzione di questo vino-obiettivo, che poi si chiamerà Quorum. Un progetto pionieristico, che ama il territorio e la sua cultura, la sua arte, e destina parte dei suoi utili ad investimenti culturali, molto apprezzati. E’ nel 2002 che si avvia l’ampliamento della grande struttura di Casalotto di Mombaruzzo, con sobrio senso della misura, sulle colline del vino. E’ casa della grappa oltre che dei Berta, aperta e confortevole, decorata con gli stemmi di tutti i paesi circostanti, in cui le lavorazioni sono guidate con maestria artigianale e con sistemi elettronici d’avanguardia. Intanto nel 2005, dopo una serie di studi volti a creare una moderna e tecnologica struttura nel rispetto dell’ambiente circostante, finiscono i lavori per la nuova cantina di invecchiamento: 1.800 metri quadrati di volte illuminate e mattoni a vista, dalla bellezza e dalla sonorità acustica di queste sale di gusto antico, sorrette da gigantesche capriate in legno, dove barriques e tonneaux custodiscono le preziose grappe dalla lunga maturazione.

E in un ampio salone, i Berta hanno allestito un museo con gli impianti e le apparecchiature utilizzati in precedenza, in parte dalla famiglia e in parte recuperati e acquistati nel corso degli anni. Tra alambicchi, distillatori, bolle di concentrazione e colonne di distillazione che sembrano sfilare e farsi emozionanti testimonianze di una storia lunga secoli, spicca l’originale impianto di distillazione del 1947, risalente al primo anno di attività delle distillerie.

I Berta, che fin dall’inizio dell’espansione aziendale, avevano tenuto conto del dovere di ospitalità, creando una foresteria interna alla distilleria, non possono non andare oltre. L’antica dimora Villa Prato, una splendida villa settecentesca di Mombaruzzo, restaurata e aperta al pubblico, rinasce non solo come relais de charme e centro benessere, ma anche come grapperia di eccellenza, punto di incontro nel quale la grappa si propone in veste di protagonista per serate da trascorrere gustando prelibati abbinamenti tra i distillati e le ghiottonerie del territorio.

Intorno all’attuale sede delle distillerie si sviluppa per circa otto ettari un terreno acquistato nel corso degli anni dalla famiglia dove ha preso avvio il più recente progetto dei Berta: la realizzazione di un parco naturalistico, con un vigneto sperimentale e con una serie di ‘casot’ (dove si possono degustare ed eventualmente acquistare salumi, formaggi e dolci in abbinamento a vini e distillati, tra cui i rinomati amaretti di Mombaruzzo).

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