>> La nuova doc Calosso prodotta con le uve “Gamba di pernice”

Esito positivo nell’audizione pubblica di mercoledì 1 giugno. Il Comitato nazionale vini approverà il disciplinare entro luglio. Dalla prossima vendemmia i vignaioli di Calosso, Castagnole Lanze e Costigliole d’Asti potranno fregiare le loro uve “Gamba di Pernice” con la Doc Calosso e Calosso Passarà.

Dalla prossima vendemmia la provincia di Asti potrà fregiarsi di una nuova Doc. Si chiamerà Calosso e sarà prodotta con le uve “Gamba Rossa” meglio conosciute con il nome di  “Gamba di pernice”.
E’ stato annunciato ieri, mercoledì 1° giugno, proprio a Calosso dove si è svolta regolarmente l’audizione pubblica per l’approvazione del disciplinare di produzione.

All’incontro sono intervenuti il presidente ed il delegato della Commissione Piemonte del Comitato nazionale vini, rispettivamente Antonio Rossi e Domenico Bosco, i funzionari della regione Piemonte Elena Piva e Eugenio Vittone, il Sindaco, Giuseppe Ugonia, gli assessori all’agricoltura dei Comuni interessati dalla nuova Doc, Walter Bosticcardo (Calosso), Giorgio Gozzelino (Costigliole), Enzo Cortese (Castagnole Lanze), il direttore del settore agricoltura della Provincia di Asti, Paolo Guercio, il presidente e il direttore di Coldiretti Asti, Maurizio Soave e Antonio Ciotta.

L’iter di approvazione seguito da Coldiretti Asti, aveva già avuto il beneplacito del Comitato Consultivo Regionale per la vitivinicoltura nel gennaio scorso, con la pubblica audizione di ieri la Doc Calosso ha avuto il via libera per superare l’ultimo ostacolo: “La pratica sarà discussa nel prossimo Comitato nazionale previsto per fine giugno inizio luglio – ha detto il presidente Rossi che sarà il relatore della proposta -. Visto l’esito positivo dell’audizione, credo non ci saranno problemi per l’approvazione definitiva del disciplinare e quindi la Doc Calosso potrà entrare in vigore già dalla prossima vendemmia”.

Il vitigno autoctono è presente nei comuni di Calosso d’Asti, Castagnole Lanze e Costigliole d’Asti, un tempo era molto diffusa ed è stato preservato in piccole quantità prodotte da vecchie vigne. “Dobbiamo ringraziare i vignaioli – ha detto il presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave – per aver preservato il vitigno “Gamba di Pernice”  che rischiava di scomparire. Noi di Coldiretti siamo convinti che la nuova Doc Calosso possa incontrare il favore dei consumatori ed essere quindi un’ottima occasione per il rilancio dell’economia locale”.

Il disciplinare prevede due tipologie, la doc “Calosso” con gradazione minima di 11,5 e “Calosso Passarà” da uve passite e gradazione minima di 14. Le uve dovranno provenire da terreni ubicati oltre i 150 metri sul livello del mare e non oltre i 450 metri. Particolarmente restrittive saranno le rese produttive per poter fregiare il Calosso della menzione aggiuntiva “vigna” o “riserva” con un’interessante scala di valori a seconda dell’età dei vigneti.

“Con la pubblica audizione – ha sottolineato il Sindaco, Giuseppe Ugonia – si ottiene un risultato importante, una nuova doc che porta il nome del nostro paese e si aprono definitivamente nuove prospettive per la valorizzazione di tutte le peculiarità di Calosso”.

La Doc Calosso per ora sarà prodotta partendo da circa 5 ettari di vigneto, ma in questi ultimi anni, la pur limitata produzione immessa sul mercato senza denominazione, ha fatto emergere un forte interesse soprattutto nel mercato dell’est ha sottolineato l’assessore e produttore vitivinicolo Walter Bosticcardo: “Le caretteristiche del vitigno “Gamba di Pernice” sono molto particolari, in questi anni, grazie al professor Albino Morando, abbiamo realizzato molte ricerche, sia sulla selezione delle barbatelle, sia sull’affinamento del vino. Noi ci crediamo e siamo pronti ad investire sulla nuova Doc Calosso”.

, , ,