>> Indagine della Confartigianato sulle aziende astigiane

(A cura di Paolo Monticone)

Per il secondo anno consecutivo la Confartigianato della provincia di Asti (presidente Giuseppe Pulvino) vuol vederci chiaro nella situazione economica e nella aspettative di sviluppo delle molte aziende artigiane associate. Lo farà, dopo l’esperienza dello scorso anno con il gruppo di lavoro del prof. Mannheimer, con la Ipsos di Nando Pagnoncelli che comincerà nei prossimi giorni il lavoro di indagine presso oltre duecento aziende che operano in Asti e provincia, completando la ricerche con dieci lunghe interviste anonime ad altrettanti opinion leader del territorio.

L’iniziativa, presentata nei giorni scorsi ad Asti dal presidente di Confartigianato, Biagio Riccio e dal direttore provinciale, Giansecondo Bossi, concentrerà la propria attenzione al settore metalmeccanico (già esaminato nel 2009) ed in quello edile in cui sono occupati, tra piccoli e grandi imprenditori e dipendenti, quasi diecimila persone.

Che cosa vuole conoscere la Confartigianato con questa indagine? “Vogliamo capire come stanno reagendo le piccole aziende artigiane dei settori metalmeccanico ed edile – ha affermato Riccio – non soltanto di fronte alla crisi generale ma anche alla quasi totale assenza delle istituzioni politiche (chiarissimo il riferimento al Comune di Asti ed alla Provincia n.d.r.) che dura da ormai troppo tempo e che rischia di creare un’ulteriore difficoltà a chi si è già visto in questo periodo ridurre drasticamente i fatturati”.

Biagio Riccio e Bossi non hanno risparmiato critiche anche pesanti anche a certi atteggiamenti “vessatori” adottati dall’Asl e dallo Spresal (che hanno subito risposto sostenendo di essere enti che devono far rispettare le leggi vigenti e non possono derogare a questo obbligo) nell’effettuare ispezioni e controlli presso le piccole aziende ma soprattutto nei confronti di chi ha deciso l’aumento della Tassa rifiuti, considerata ormai a livelli insostenibili, e nei cui confronti potrebbe essere addirittura avviata un’azione legale.

Tornando al sondaggio, questi cercherà di avere risposte dagli artigiani sulla situazione del mercato, del settore di attività, dell’azienda e del Territorio. Altre domande riguarderanno l’andamento dei prezzi, il fatturato, l’occupazione, la situazione finanziaria e degli investimenti e le aspettative per il futuro.

I risultati del sondaggio – che si concluderà presumibilmente entro il mese di ottobre –  saranno resi noti in un incontro pubblico nel mese di novembre alla presenza dello stesso prof. Pagnoncelli.

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