>> Giovanni Bosco: “Moscato: più ne tiri su (vigneti), più ti butta giù (prezzo)”

Giovanni Bosco, presidente del C.T.M. Coordinamento Terre del Moscato di Santo Stefano Belbo (Cn), ci ha inviato un documentato intervento con cui, dati alla mano (andamento della produzione di Moscato negli ultimi 65 anni e corrispondente prezzo delle uve), mette in guardia gli agricoltori dal rischio di produrre di più.

«Moscato d’Asti. Più ne tiri su (vigneti), più ti butta giù (prezzo). Quello che più ha colpito durante l’assemblea generale del CTM-Coordinamento Terre del Moscato, che si è svolta a Santo Stefano Belbo il 5 marzo, sono stati i prezzi delle uve pagati dal 1947 ad oggi in base all’aumento degli ettari.

Ogni qualvolta gli ettari di vigneto a Moscato sono aumentati il prezzo delle uve è sceso.

Nel 1947 gli ettari a Moscato erano circa 3 mila e le uve venivano pagate 649 lire al miriagrammo che, dai conti fatti dal dott. Giorgio Bosticco, direttore del Consorzio dell’Asti Spumante, erano pari a 12,04 euro di oggi.

Dal 1947 al 1970 gli ettari di Moscato passarono da 3 mila ad oltre 5 mila ed il prezzo medio delle uve fu di lire 815 al mg, pari ad euro 10,28 di oggi.

Nel 1964 i contadini, esasperati, scesero in piazza, coordinati dal prof. Giovanni Cerruti di Cossano Belbo, per quella fu chiamata la “Guerra del Moscato”.

Negli anni ’70 i reimpianti di Moscato si fermarono ed il prezzo delle uve schizzò in alto.

La media del prezzo pagato nel decennio 1971/1980 fu di lire 4.139 che rivalutato ad oggi è pari ad euro 15,81.

Il picco fu nel 1977, le uve furono pagate lire 7.005 al mg, pari ad euro 25,18 (fonte Bosticco).

Con 100 q.li di uva (un ettaro) si acquistava un motocoltivatore (valore 7 milioni).

E’ in questi anni che il poeta Giuseppe Brandone scriveva “Gli zoccoli dei contadini sono diventati alloggi al mare”.

Visti i prezzi delle uve molti contadini iniziarono a trasformare i propri vigneti di Barbera, uve bianche ecc. in vigneti di Moscato.

1980/1990 ettari 8.940 prezzo medio lire 9520, pari ad euro di oggi 12,13,

1991/2000 ettari 9.700 prezzo medio lire 14.413, pari ad euro di oggi 10,23.

Le vendite dell’Asti Spumante non seguirono l’andamento della maggior produzione di uve e nel 1999 i contadini scesero nuovamente in piazza (Cobas)

Arrivò la distillazione e la riduzione delle rese e la media del prezzo pagato in quegli anni fu di euro 9.99 al miriagrammo, il 50% in meno degli anni 1971/1980.

Solo grazie al Moscato d’Asti la resa per ettaro nel 2011 fu di 115 q.li ad ettaro ed il prezzo tornò sopra i 10 euro al mg.

Per questi motivi l’Assomoscato (2 mila soci su 4 mila contadini) presieduta da Giovanni Satragno e la Coldiretti di Asti, lunedì 5 marzo, durante l’assemblea del CTM, hanno dichiarato che le loro associazioni sono nettamente contrarie all’ampliamento degli impianti.

“L’industria acquirente delle uve non ha mai chiesto di aumentare gli impianti dei vigneti” così hanno dichiarato Satragno e Soave. “Se l’industria vuole nuovi vigneti deve garantire con fidejussioni che tutta l’uva prodotta verrà acquistata e pagata senza diminuzione dei prezzi”.

Ma allora perché alcune associazioni agricole chiedono insistentemente l’apertura degli impianti?

Da una ricerca fatta dal CTM il problema è unicamente agricolo.

Vi sono contadini nella zona del disciplinare che vorrebbero trasformare i propri vigneti di Brachetto, Barbera e Chardonnay, in vigneti di Moscato (acquese, astigiano). Anche se il prezzo delle uve Moscato dovesse scendere, guadagnerebbero sempre di più di oggi.

La loro richiesta, visti i prezzi di queste uve e la flavescenza dorata, è comprensibile.

Purtroppo altri contadini che hanno ormai tutti i vigneti a Moscato (cuneese in particolare) hanno paura di una diminuzione dei prezzi e del proprio reddito.

“Guerra tra poveri”… e l’industria appollaiata sui rami dell’abbondanza aspetta.»

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