Fiera Regionale del Tartufo e Fiera di San Martino, a Canelli, dove il gusto incontra il territorio

Fiera Regionale del Tartufo e Fiera di San Martino, domenica 10 novembre, a Canelli, tra i Paesaggi candidati a patrimonio dell’Umanità-Unesco, dove il gusto incontra il territorio. Tradizione, gastronomia, i grandi vini per un grande weekend.

Canelli, “Il posto delle Trifole”. Scoprire il magico mondo dei “trifolao”, i loro “tabui” e le “tartufaie” sarà un’impresa esaltante. A Canelli il tartufo è sempre stato chiamato “trifola” e l’unicità di quelle trovate nel territorio sta soprattutto nel suo profumo e nella sua capacità di esaltare particolari piatti della nostra tradizione. Tra aromi e sapori, sarà anche l’occasione di tuffarsi nelle “cattedrali sotterranee”, le cantine storiche, dove riposano e invecchiano gli spumanti metodo classico, candidate, con le colline del Moscato, a patrimonio dell’Umanità-Unesco.

L’inaugurazione della fiera avrà luogo sabato 9 ottobre, alle 17.30, in piazza Cavour con l’accensione del pino monumentale “del Volontariato” offerto dalla Circoscrizione del Bondone e dall’Azienda Forestale Trento Sopramonte.
L’Antica Fiera di San Martino, già citata negli Statuti Medioevali canellesi, inizierà domenica, alle ore 8, con oltre 200 bancarelle di prodotti tipici del Piemonte che animeranno il centro storico, per tutta la giornata.

La Fiera Regionale del Tartufo, aprirà i battenti, nell’area della stazione, alle ore 8, con l’ esposizione e vendita di tartufi, bancarelle enogastronomiche, stand degustazione e vendita di vini dei produttori dell’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana.

Dalle ore 10, a Casa Gancia, il clou della manifestazione con la mostra-concorso del Tartufo Bianco di Canelli e dell’Astesana. Al termine, nei ristoranti della zona, pranzo a base di tartufi dove la “grattatina” è d’obbligo. I ‘Tabui’. Ovviamente, sarà possibile conoscere il mondo dei numerosi cagnolini, ancor meglio se di razza “bastardina”, i “tabui”. Sono loro a scovare il prodotto di Terra d’Astesana, non “importato, tutto nostrano”, dicono dal Comune, ente organizzatore in collaborazione con l’Associazione Trifolau canellesi.

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