“E’ Natale si può fare di più”

«Celebrare il Natale è una cosa da buonisti o ne vale la pena? Nel contesto da pubblicità del panettone forse è difficile riuscire a dire che invece, magari, questa festa è perfino una cosa seria.

E’ vero le nascite in genere si festeggiano e anche i compleanni, ma la nascita di Gesù di Nazareth non è forse un evento un po’ troppo lontano nella storia? Eppure facciamo fatica a dimenticarcene perché la speranza che quell’uomo ha suscitato in noi è troppo significativa. Ci ha detto che non c’è una distanza siderale tra gli esseri umani e Dio, anziché Dio vuole partecipare alla vita umana stessa. Ci ha detto che la Parola eterna di Dio si è fatta carne e ha messo la sua dimora tra di noi. Ci ha aperto a un dialogo nuovo con il divino dicendoci che noi possiamo partecipare di questa pienezza della vita di Dio.

Cose troppo difficili,troppo grandi, impossibili? Non sembra, sono piuttosto le aspirazioni più profonde presenti in ciascuno di noi.

Allora è vero, a Natalesi può fare di più, perché si può ritrovare la forza essenziale della vita, perché vedendo l’amore di Dio si può capire l’amore umano. Ed è bello allora che il Natale non sia più soltanto la festa dei cristiani, sia diventata una sorta di festa universale. La festa di tutti gli uomini e le donne del mondo che cercano un significato alla loro capacità di amare e di donare, che desiderano cogliere la vita nella sua pienezza, che vorrebbero trovare un punto di riferimento per costruire la storia dell’umanità.

Una storia complessa, quella dell’umanità, piena di contraddizioni. Una storia che ci offre esempi straordinari di dedizione, di impegno, di servizio al bene comune e contemporaneamente di chiusure egoistiche, di ingiustizie profonde, di odio e di violenza. Ma è proprio per queste contraddizioni che vogliamo e possiamo fare di più, che vogliamo scoprire la sorgente ultima del bene che c’è in ciascuno di noi. 

Come cristiano festeggio il Natale perché è entrata nel mondo la luce vera, ma sono lieto di festeggiarlo anche con chi non è cristiano, perché so che ciascuno cerca questa luce e ne ha molto bisogno.

Certo, a Natale si puòfare di più perché Dio ha messo la sua dimora tra di noi, perché la vita umana può trovare il suo significato e la sua pienezza, perché se Dio condivide tutto con noi, anche noi allora possiamo  imparare a condividere qualcosa.

Con i miei migliori auguri a tutti i lettori di Vallibbt News.»

+ Luigi Testore, Vescovo di Acqui

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