>> Distillazione di crisi per i vini piemontesi che non hanno mercato

Il ministro delle politiche agricole Giancarlo Galan ha espresso, mercoledì 15 settembre, il proprio orientamento favorevole all’attivazione della distillazione di crisi per i vini piemontesi che non hanno mercato.

La notizia è stata comunicata dalla segreteria particolare del ministro al presidente della Provincia di Asti Maria Teresa Armosino, che lunedì 13 settembre, con i rappresentanti delle altre istituzioni del territorio e le organizzazioni dei produttori, ha partecipato al tavolo tecnico convocato a Roma, al Ministero delle politiche agricole, dal capo di gabinetto Giuseppe Ambrosio, presente il capo di gabinetto del Ministero dello sviluppo economico Luigi Mastrobuono.

“Si tratta di un primo risultato importante – ha dichiarato il presidente alla Provincia Armosino – indispensabile per attivare tutte le procedure tecnico politiche per la distillazione di crisi, che manifesta l’attenzione del Governo nei confronti del nostro territorio”.

I passaggi per giungere alla distillazione di crisi prevedono che la Regione Piemonte inoltri ora formalmente al Ministero la richiesta specifica, relazionando con un’adeguata indagine di mercato. Sulla base del carteggio della Regione il Ministero, nell’arco di una quindicina di giorni, indirà una riunione tecnica preparatoria del provvedimento: si tratta di modificare la scheda del programma di intervento, per ora previsto solo per i vini da tavola, rimodulando le risorse per questa specifica azione. Quindi si passerà a un successivo vaglio tecnico con i
responsabili agricoltura delle Regioni, alla discussione politica tra gli assessori regionali all’agricoltura e alla Conferenza Stato – Regioni che dovrà approvare formalmente l’intervento.

“Se tutto funzionerà senza intoppi – conclude Armosino – il provvedimento potrebbe essere esaminato dalla Conferenza Stato – Regioni del 28 ottobre o al più tardi del 18 novembre prossimo. Ribadisco che la misura, da sola, non può risolvere i problemi del comparto: è necessario che tutta la filiera si organizzi, per mettere la viticoltura piemontese in condizioni di camminare con le proprie forze, lavorando per il mercato.

Il percorso per ottenere la distillazione è ancora lungo ma sono fiduciosa e continuerò a lavorare, ad Asti e a Roma, per sostenere l’impegno dei nostri produttori”.

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