Confagricoltura Asti: “Ora stato di calamità per evitare la crisi del settore agricolo”

Il maltempo che ha colpito, nella giornata di lunedì 29 luglio, l’Astigiano ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione soprattutto nella zona della Langa Astigiana. Un paesaggio devastato che, con il sole del giorno dopo, si evidenzia in modo sconvolgente.

Le forti raffiche di vento, con scrosci violenti di pioggia e anche grandine hanno, infatti, coinvolto tutto il Sud Astigiano, ma soprattutto i centri di Rocchetta Palafea, Fontanile, Castel Rocchero, Castelboglione, Vesime, Calamandrana, Mombaruzzo, Cassinasco, Loazzolo, Bubbio, Monastero Bormida, Sessame, Cessole, con alcune località al confine con le province di Alessandria (Alice Bel Colle e Frascaro) e Cuneo (Cortemilia).

Già lunedì mattina, dopo la prima ondata di maltempo a poche ore da un secondo nubifragio che ha colpito nel pomeriggio, Confagricoltura Asti aveva attivato i propri tecnici per verificare danni alle imprese agricole e alle colture. 

Dice Luisella Torchio, responsabile del settore per Confagricoltura Asti: «I nostri tecnici hanno monitorato per tutta la giornata di lunedì la situazione. Le colture più colpite sono quelle collinari con alberi da frutta e vigneti che hanno fatto registrare io danni più ingenti. Il fortissimo vento ha devastato frutteti, orti, serre, ma anche pioppeti e in più casi abbattuto interi filari di vite che ora dovranno essere rialzati per affrontare al meglio possibile la prossima vendemmia».

Tra i vigneti più colpiti ci sono quelli del Moscato e del Brachetto, i primi vitigni di uve dolci i cui grappoli saranno raccolti tra agosto e settembre.

Molti danni si contano anche per quanto riguarda le strutture agricole, con capanni e ricoveri per gli attrezzi scoperchiati, tetti di abitazioni private e anche di capannoni rurali gravemente lesionati.

«Difficile allo stato fare una conta dei danni – avverte il direttore di Confagricoltura Asti, Francesco Giaquinta -. Certo è che la situazione è grave. Per quanto hanno rilevato fino ad ora i nostri tecnici è possibile ipotizzare che il valore delle colture e delle strutture danneggiane sia nell’ordine di alcuni milioni di euro»

E in questo il presidente di Confagricoltura Asti, Massimo Forno, non esclude la richiesta a Regione Piemonte e Ministero delle Politiche Agricole dello stato di calamità naturale. Dice Forno: «Quello a cui abbiamo assistito ieri, con due nubifragi violentissimi che hanno colpito a distanza di poche ore uno dall’altro, è un evento certamente inusuale che ha causato danni ingenti e che va trattato come un’emergenza. Le istituzioni devono avere un ruolo attivo di supporto e aiuto al comparto».

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