>> Come il cinema ha raccontato il Risorgimento e l’Unità d’Italia

(A cura di Paolo Monticone) A concludere il trittico di fine anno della Società di Studi Astesi che, nello spazio di un mese, ha presentato prima la trascrizione della relazione dell’Intendente Giovan Francesco Balduini di Santa Margherita sulla provincia di Asti del 1753, e poi il Platano 2010, è giunta, sabato 11 dicembre, alla Biblioteca Astense (presenti, tra gli altri, gli assessori provinciali e comunali Baudo e Imerito ed il vicesindaco Ebarnabo), quella del volume di Aris D’Anelli “Come il cinema ha raccontato il Risorgimento e l’unità d’Italia: dal tricolore a Porta Pia”.

Un argomento di indubbio fascino (come hanno più volte sottolineato i “presentatori” Pippo Sacco, Donatella Gnetti ed Ezio Claudio Pia), curato da un inguaribile innamorato del cinema come e l’autore, che ha segnalato, in poco più di cento pagine (introduzione di Ezio Claudio Pia), tutti i film, non solo italiani, prodotti in poco più di 100 anni, sulla storia del nostro paese dalla fine del ‘700 alla presa di Roma del 1870.

A dirla così si potrebbe pensare alla compilazione di una serie di schede di pellicole andate in sala dal 1905 (quando fu prodotto il primo lungometraggio dal titolo, partendo dalla fine della storia, “La presa di Roma”) ad oggi. Invece D’Anelli, che conferma ancora una volta la sua indubbia capacità nell’analizzare fatti ed eventi della nostra storia, ha scelto una strada assai più interessante ed accattivante: quella di scrivere una sintetica ma completa storia del nostro Risorgimento (dalle origini del Tricolore con la figura del martire castellalferese Giovan Battista De Rolandis alla conquista di Roma) segnalando per ogni fase storica (dalla già citata tragica vicenda di De Rolandis e dalla Rivoluzione Astese del 1797, all’entrata nella Città Eterna, passando per le tre guerre di indipendenza e la spedizione dei Mille) i film realizzati nelle più diverse stagioni sui fatti che hanno condotto alla nascita dello stato unitario. Una scelta sicuramente felice che lascia al lettore la libertà di proseguire in autonomia, quando lo ritenga, le ricerche su questa o quella pellicola, inquadrando peraltro l’attitudine a raccontare la storia attraverso il cinema, propria di ogni grande paese di Europa e di oltremare.

Moltissime le citazioni: tra le altre quelle di “Senso” e “Piccolo mondo antico”, “1860” ed il beffardo ciclo di Luigi Magni, la struggente “Pattuglia sperduta” e l’amatissimo e forse inarrivabile “Gattopardo” di Luchino Visconti.

Il volume, edito dalla Società di Studi Astesi come “Quaderno del Platano n. 16”, costa 18 euro ed è in vendita in tutte le librerie della città.

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