Barbera d’Asti docg, il vino rosso piemontese più esportato nel mondo

ROBERTO CABIALE

La settimana scorsa, il Consorzio di tutela, presieduto da Filippo Mobrici, ha tenuto un convegno dall’eloquente titolo “Paesaggi della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato: da patrimonio vitivinicolo a brand”.

Con l’ultima vendemmia il numero di bottiglie di Barbera d’Asti docg è cresciuto del 6,3 per cento: in totale oltre 21 milioni e 100 mila, nonostante l’annata scarsa dal punto di vista quantitativo. La Docg Superiore messa in bottiglia ha segnato un incremento del 16%, la superzona Nizza del 17%. In pratica è aumentata ulteriormente la qualità e quindi il prestigio percepito da produttori e consumatori nei confronti del vino e dell’uva più coltivata in Piemonte.

Dopo anni, i terreni coltivati a Barbera d’Asti hanno riacquistato valore e i vigneti sono tornati ad essere in ordine e ben curati. Per la prima volta nella storia, il valore del vino all’ingrosso ha superato i 3 euro al litro e le uve l’euro a chilogrammo. Una crescita dettata da un lavoro costante, cominciato sette anni fa, anche grazie alla nascita del Centro Studi Vini del Piemonte, con sede a San Damiano d’Asti. Era il 26 gennaio 2011 quando Impresa Verde Asti, società di servizi di Coldiretti, dava vita all’apertura del Centro Studi Vini con un articolato progetto di caratterizzazione della Barbera d’Asti.

“Abbiamo lavorato principalmente – spiega Antonio Ciotta, consigliere delegato di impresa Verde Asti Srl – su tre livelli: l’innalzamento qualitativo del prodotto, attraverso l’attivazione dei servizi offerti dal laboratorio di analisi del Centro Studi; l’aggregazione dell’offerta delle uve, attraverso il progetto “Barbera Amica”; la sensibilizzazione nella consapevolezza del valore del vino, principalmente attraverso la denuncia di situazioni poco trasparenti che svilivano il prodotto”.

“Anche grazie – sottolinea il presidente di Coldiretti Asti, Roberto Cabiale – alla professionalità dell’equipe del Centro Studi Vini del Piemonte capitanata da Secondo Rabbione, che ha garantito un percorso di crescita della qualità, è stato possibile passare da un valore delle uve di 30 centesimi a oltre un euro al chilogrammo. Una escalation sull’onda del riconoscimento Unesco e sugli investimenti attivati dal Consorzio di tutela, soprattutto all’estero. Certo, abbiamo ancora molta strada da percorrere per vedere riconosciuto un valore dell’uva e del vino consono agli sforzi dei vitivinicoltori, ma sicuramente oggi ci sono prospettive che solo sei anni fa non si potevano immaginare”.

Oggi la Barbera d’Asti docg è il vino rosso piemontese più esportato nel mondo e, sul totale della superficie vitata della regione Piemonte, il vigneto astigiano rappresenta il 33,7% del totale. Anche i servizi per il settore vitivinicolo offerti da Coldiretti Asti sono cresciuti proporzionalmente con l’incremento qualitativo e di valore della Barbera d’Asti Docg, facendo registrare il primato nazionale per la tenuta dei registri telematici, secondo i dati diffusi nell’ottobre scorso da ICQ.

“Il fatto di aver ideato il Centro Studi Vini del Piemonte con annesso laboratorio di analisi dei vini – rileva Ciotta – affiancandolo al consolidato servizio di assistenza tecnica vitivinicola di Coldiretti Asti e al Centro di Assistenza Agricola (CAA Coldiretti), ci ha permesso di offrire una serie di servizi e consulenze specifiche che hanno sicuramente contribuito a questa crescita”. “Il dato maggiormente significativo – rileva Pier Paolo Anziano, responsabile del servizio vitivinicolo di Coldiretti Asti – sono i 449 registri di cantina dematerializzati in capo alla federazione di Asti. Si tratta di un nuovo obbligo introdotto dall’annata 2017 e imposto dal legislatore per sburocratizzare il settore: praticamente la totalità delle cantine associate a Coldiretti Asti, che hanno deciso di esternalizzare questo adempimento, si sono affidate alla consulenza dei nostri uffici; un numero considerevole se si pensa che in tutta Italia i registri informatizzati sono 6.738 e di questi 3.118 sono in carico al sistema servizi Coldiretti di cui 950 in Piemonte”.

Oltre ai registri informatici, il sistema servizi Coldiretti Asti riserva al settore vitivinicolo molte altre attenzioni, come la consulenza enologica a trecentosessanta gradi, con le analisi di laboratorio, le curve di maturazione, l’idoneità Doc e Docg, le analisi microbiologiche e sensoriali. Ci sono poi anche analisi specifiche per le coltivazioni, le analisi dei terreni, delle acque e dei residui su matrici diverse. Si spazia dunque dal vigneto alla cantina, per concentrarsi poi nell’ufficio per tenere sotto controllo tutte le normative in materia, e sono tante: dai piani di controllo Doc, alle pratiche doganali e ai depositi fiscali, dagli adempimenti legislativi sulle etichettature dei vini, alle domande Psr e Ocm vino, fino alla sicurezza sui luoghi di lavoro, ai manuali Haccp, alla consulenza igienico sanitaria per le cantine e agli aggiornamenti professionali. Vero fiore all’occhiello del servizio vitivinicolo di Coldiretti Asti sono le consulenze per l’export degli alcolici: i rapporti di prova per l’esportazione, i certificati di libera vendita per tutto il mondo e le transazioni comunitarie. Un’eccellenza nazionale.

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