>> All’Artom di Canelli assegnate sette borse di studio

All’Istituto Tecnico Industriale Statale ‘Artom’, sezione staccata di Canelli (140 studenti), sempre più partecipata e calorosa la giornata della consegna delle borse di studio 2012-2013, intitolate all’indimenticabile imprenditore Piergiorgio Robino, scomparso esattamente un anno fa.

L’iniziativa, alla sua quarta edizione, si è svolta, sabato 12 gennaio scorso, nella palestra scolastica di via Asti, alla presenza di studenti, genitori, insegnanti e dei rappresentanti delle nove ditte che hanno partecipato al monte premi delle borse: Fabio Oggero (Arol), Biamino (BSA Technology), Cavagnino e Gatti, Sorelle Scagliola (Enos), Finotto (Enos), Paolo Marmo (Marmo Inox), Fabio Porto (Mas Pack Packaging), Lorenzo Rosselli (Robino e Galandrino), Maurizio Andreetta (Tosa Group). 

Sette le borse di studio assegnate agli studenti della sezione staccata dell’Artom di Canelli: Stefano Garrone (Ist. Comprensivo di Nizza Monferrato) e Nicholas Lazzarino (S.M.S. di Canelli) della classe 1a L, entrambi con la votazione finale del 9; Riccardo Pola (con votazione finale (8,2), Cristiano Savina (con votazione 8,3) e Matteo Schierano (con votazione 8,1) dell’ex 3a CM; Federico Criscuolo (votazione 8,55) e Silvano Negro (votazione 8,27) dell’ex 4a CM.

L’intenso ed ormai consolidato rapporto tra gli industriali canellesi e la scuola Artom di Canelli è stata ben evidenziata dalla prof. Cristiana Barisone (responsabile della sezione), dall’amministratore delegato della Robino & Galandrino, Lorenzo Rosselli, dall’ing. Nebbiolo (vice direttore dell’Artom di Asti), da Fabio Oggero dell’Arol e da Paolo Marmo della Marmo Inox.

Da tutti sono state  ricordate le belle figure dei soci fondatori delle ‘borse’, scomparsi nel 2012, Piergiorgio Robino e Bruno Mogliotti nelle cui aziende, «vivono giovani talenti che stanno portando avanti quello che loro hanno  generato con la grande passione”, ha rilasciato Paolo Marmo.

Da parte di tutti i relatori è stato rivolto un forte invito a «Crederci, a superare di netto  la vecchia mentalità e l’invidia per riuscire con slancio ad unire le energie, le ricerche, i programmi, i sacrifici nell’intento di costruire un grande e più sereno futuro per i nostri ragazzi».

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