Morto Franco Aliberti uno degli ultimi deportati canellesi

E’ morto uno degli ultimi deportati canellesi nei campi di concentramento nazisti. Franco Aliberti, classe 1926, si è spento nella sua casa di San Antonio a Canelli, attorniato dal calore della famiglia. Gran lavoratore, contadino tutto d’un pezzo era diventato noto al pubblico per le sue interviste effettuate nelle scuole e presentate in diversi video da Memoria viva e reperibili sul web (sito memoro.org). Il funerale è avvenuto il 5/9/2019.

A ricordarlo le parole di Gianna Menabreaz, la scrittrice che raccolse le memorie di Internati e Deportati canellesi a metà del decennio scorso e le pubblicò nello storico Libro Gli ultimi Testimoni.

 “Con grande dolore e sorpresa abbiamo ricevuto la triste notizia della scomparsa di Franco Aliberti; uno dei tre ultimi testimoni, con Scagliola Enrico e Quaglia Davide, i quali ci hanno raccontato le loro disavventure tragiche della seconda guerra mondiale.

Franco Aliberti alla fine del ’44 fu arrestato dai Repubblichini nella vigna, mentre lavorava. Accusato di essere partigiano fu destinato ai Lager a Bolzano e poi a Flossenburg (campo di “sterminio attraverso il lavoro”, secondo la precisa strategia definita dai nazisti, resa esplicita con la “circolare Pohl”, in cui si era destinati a morire di fame, di crudeltà e di inedia, in breve tempo. In questo campo furono effettuate le condanne a morte degli attentatori a Hitler, tra cui il noto teologo protestante Dietrich Bonhoeffer). Le sue terribili esperienze sono le più criminali descritte nel libro.

Sopravvisse solo per la fine del conflitto, ma perse il suo amico fraterno che lo aveva aiutato a salvarsi, e di quel luogo non rimembra gesti di pietà. Alla fine, ripensando alle sofferenze delle centinaia di persone viste perire durante il viaggio della morte, disse che non poteva esserci perdono in loro nome.

Aprirsi agli altri per raccontare quello che aveva patito a 18 anni è stato difficile, ma condividere un tale mostruoso passato, crea legami indissolubili di amicizia, di affetto e di rispetto. Questo io provavo per Franco Aliberti ed anche per la moglie che sempre mi accoglieva con calore e con un sorriso.

Oggi, nel momento più triste, mi stringo forte forte alla sua famiglia, che ha perso chi, dopo aver sofferto, ha trascorso una vita laboriosa, ricordando quanto sia bella la pace. Giovanna Menabreaz”

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