L’astigiano Jacopo Perosino vince il premio “Miglior testo”

L’astigiano Jacopo Perosino vince il premio “Miglior testo” a Botteghe d’Autore con il brano “Gli amanti”, tratto cd d’esordio “Retrò” ispirato ad un racconto di Dino Buzzati

L’album sarà presentato live l’11 maggio al Diavolo Rosso di Asti

Con il brano “Gli amanti”, Jacopo Perosino vince il premio per il miglior testo a Botteghe d’Autore, uno dei più accreditati contest italiani sulla canzone di qualità.

Il brano fa parte di “Retrò”, lavoro discografico d’esordio del cantautore astigiano, che si muove tra immaginari onirici e suggestioni letterarie. Troviamo, infatti, tzigani resi schiavi della nuova società cyber-sedentaria, regine di cabaret piene di lacrime e cerone, sordidi carcerati senza pentimento, sciantose algide e tristemente condannate all’adulazione; mentre le piazze si svuotano e sbiaditi intellettuali da salotto televisivo pontificano a distanza, l’Assenza prende vita nei gesti reiterati e stanchi di ragazzine invecchiate prematuramente che attendono invano chi non tornerà.Undici tracce in tutto per un concept album che racconta la storia di un uomo, dalla fanciullezza all’età adulta sino alla morte in guerra. Una vicenda che trae ispirazione da “Il Mantello”, atto unico di Dino Buzzati.

Come nell’opera letteraria, anche Perosino affronta il racconto degli ultimi istanti della vita di un uomo al quale viene concessa l’opportunità di incontrare un’ultima volta i suoi cari: la madre, i nonni, la sorella e la fidanzata. Nel suo viaggio verso casa incontrerà esseri al limite della realtà. Quello che resta, alla fine, è la fotografia spesso spietata di una società morente.

In “Retrò” ogni brano vive in una sorta di stanza sonora a lui dedicata (fra rock, blues, pop, echi musicali dell’Est europeo e sapori circensi) come fosse un’ambientazione scenografica in musica fatta anche di rumori e suggestioni. Un modo di costruire un lavoro discografico che la dice lunga sulla vocazione dell’autore al teatro e quindi alla canzone teatrale.

Se si chiede a Jacopo Perosino di descrivere il suo primo album con poche parole, lui risponde che “’Retrò’ è un disco che tiene compagnia parlando di solitudini, racconta l’assenza che genera mostri e fa risuonare le anime come vuoti a perdere e mai a rendere”.

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