“Interno 70” nuovo polo industriale e logistico della valle Belbo

Due anni fa, a Calamandrana, nell’Astigiano, l’ex Friges diventava Interno 70, nuovo polo industriale e logistico della valle Belbo. Santero e Olivieri: «Oggiqui si produce e si dà lavoro. Progetto di successo a favore del territorio».

Quattro sindaci, di cui uno anche presidente della Provincia, imprenditori della zona e giornalisti ospiti di Interno 70, il polo industriale e logistico, nato nell’ex sede della Friges di Calamandrana, per fare il punto su uno dei progetti di valorizzazione post industriale più significativi del Sud Piemonte.

È accaduto sabato 24 novembre. A fare gli “onori di casa” Gianfranco e Pierpaolo Santero di 958 Santero, maison vitivinicola con vigneti e Cantine tra Santo Stefano Belbo e Canelli, con Giuseppe Olivieri e il figlio Fabrizio della Olivieri Costruzioni Generali di Canelli.

Santero e Olivieri sono gli imprenditori che, nel gennaio del 2016, ebbero la lungimiranza di acquistare l’ex fabbrica e tutto il complesso di terreni e capannoni collegato, per farlo diventare un centro per nuove aziende e un polo per la logistica di tante imprese della zona.

Ha detto Gianfranco Santero: «A qualcuno la nostra operazione sembrò un azzardo. Noi, però, eravamo convinti che questa area industriale avesse ancora molte potenzialità e che queste sarebbero andate non solo a nostro favore, ma a favore di tutta la valle Belbo».
Giuseppe e Fabrizio Olivieri hanno ricordato le dimensioni del complesso: «Qui abbiamo oltre sessantamila metri quadri di superficie di cui più della metà coperti. Quando abbiamo acquistato l’area eravamo in piena crisi economica e dell’edilizia.

In quella situazione abbiamo visto un’opportunità e l’abbiamo sfruttata sperando che tutto andasse per il meglio».

E le cose sono andate bene. Oggi, Interno 70 non è una cattedrale nel deserto, ma una realtà imprenditoriale con più di una decina di aziende che qui hanno sedi logistiche e operative e che impiegano oltre un centinaio di addetti. Inoltre c’è un progetto di espansione per altri diecimila metri quadri coperti.
«Se il sito fosse stato abbandonato queste aziende e questi addetti sarebbero andati in altre aree, forse distanti da qui» hanno sottolineato Santero e Olivieri.

Un plauso al lavoro di Interno 70 lo hanno espresso gli amministratori locali a capo dei Comuni che gravitano attorno al progetto e che hanno partecipato all’incontro: il sindaco di Canelli e presidente della Provincia di Asti, Marco Gabusi, con i sindaci di Santo Stefano Belbo (Cuneo), Luigi Icardi, di Calamandrana, Fabio Isnardi e di Nizza Monferrato, Simone Nosenzo.

Tutti hanno sottolineato l’importanza delle scelte imprenditoriali per un territorio che, come ha ricordato Gabusi, ha ancora molto da offrire in tema di occupazione, «Non è poco in questi periodo» ha sottolineato.
Per Isnardi il polo di Interno 70 è stato un esempio di buona imprenditoria: «E noi come Comune che ha competenza sull’area lo abbiamo condiviso in pieno, favorendolo nel rispetto delle nostre funzioni».
Simone Nosenzo ha ricordato l’idea di sinergia dei centri della valle Belbo che sta alla base di iniziative come Interno 70, un concetto ribadito anche dal collega santostefanese, Icardi, che ha auspicato una crescente collaborazione dei Comuni d’area.

Santero e Olivieri hanno ringraziato le amministrazioni locali per il supporto e gli avvocati Luigi Giorno di Canelli e Mauro Vaccaneo di Calamandrana che hanno seguito l’operazione e tutto l’iter che ne è seguito.

Al termine dell’incontro l’immancabile brindisi con l’Asti Secco docg 958 Santero, lo spumante secco a base di Moscato che, a più di un anno dal lancio, è diventato il simbolo della valle delle bollicine dove più di un secolo e mezzo fa nacque il primo spumante d’Italia.

Lascia un commento