Verso la cerimonia finale il Premio Asti d’Appello, domenica 25 novembre

La cerimonia finale del Premio Asti d’Appello si terrà domenica 25 novembre, alle 17, al Teatro Alfieri, con ingresso a inviti. Al termine della premiazione al pubblico verrà offerto lo spettacolo “I peccati di Rossini” con Cinzia Forte soprano, Sandro Cappelletto voce narrante e Marco Scolastra pianoforte. Testo e drammaturgia di Sandro Cappelletto, musiche di Gioachino Rossini.

L’ottavo e ultimo romanzo che si aggiunge alla rosa dei selezionati per la decima edizione del Premio Asti d’Appello è “Le vite potenziali” di Francesco Targhetta, edito da Mondadori e proveniente dal Premio Campiello. Il libro è disponibile nella Biblioteca Astense Giorgio Faletti, in via Goltieri 3a, per tutti i soci che hanno rinnovato l’adesione alla Associazione Premio Asti d’Appello. 

Al centro di questo romanzo ci sono tre vite, tre visioni del mondo, tre modi diversi e complementari di sopravvivere alla contemporaneità. Il loro spazio è la Albecom, azienda informatica che sorge alla periferia di Marghera; l’ha fondata, ancora giovanissimo, Alberto. Tra i programmatori che lavorano per lui c’è Luciano, con cui Alberto condivide l’amore per internet fin dai tempi del liceo. Ma, a differenza dell’amico, Luciano si trova a suo agio dietro le quinte: schivo e paralizzato dalla propria scarsa avvenenza, si rifugia nel lavoro e nel rifocillamento dei gatti randagi di Marghera, tormentato solo, di tanto in tanto, dal desiderio di avere qualcuno da rendere felice. A completare il triangolo c’è Giorgio, il pre-sales dell’azienda, procacciatore di nuovi clienti: “percorso da un brivido di elettricità sempre”, tiene nel cruscotto della macchina “L’arte della guerra di Sun Tzu” che consulta come un oracolo.

E così, mentre Luciano allaccia con Matilde, barista della tavola calda di fronte alla Albecom, un’amicizia presto caricata di nuove speranze e Giorgio riceve una proposta sottobanco da un vecchio collega, le giornate dei tre amici si intrecciano in un groviglio di segreti e tradimenti che si dipana tra la provincia veneta e le città di mezza Europa e che li costringerà, infine, a compiere scelte sofferte e decisive.

Francesco Targhetta, già protagonista di un piccolo caso letterario con il romanzo in versi “Perciò veniamo bene nelle fotografie”, con questo libro ritrae il nostro presente in continuo divenire, attraverso lo sguardo di un gruppo di trentacinquenni che, con un piede intrappolato nel mondo del web e uno ben piantato nei sobborghi in cemento di quello reale, cercano timidamente di costruirsi un futuro.

Per mezzo di una prosa esatta e al tempo stesso intima, crepuscolare, questo romanzo si interroga su cosa stiano diventando le nostre vite, deviate e attratte ogni giorno da mille potenzialità, e su cosa potremmo diventare noi, chiamati insieme al dovere di essere felici e a quello di accelerare sempre di più la velocità del mondo.

Il volume sarà in gara con “L’uomo di casa” di Romano De Marco (Piemme editore), finalista al Premio Scerbanenco, “L’inventore di se stesso” di Enrico Palandri (Bompiani), dal Premio Bergamo, “Resto qui” di Marco Balzano (Einaudi) e “Questa sera è già domani” di Lia Levi (Edizioni E/O), entrambi dal Premio Strega, “La ragazza di Marsiglia” di Maria Attanasio, selezionato dal premio Rapallo, “Da soli” di Cristina Comencini, edito da Einaudi, proveniente Premio Alassio, e “Mangereta” di Adalberto Maria Merli, dal premio Cortina.

Fondamentale anche quest’anno il lavoro di “lettura preventiva” di un gruppo di sei socie del Premio (Catterina Armao, Nella Baldi, Rosella Gerbi, Paola Maranzana, Silvana Monticone e Anna Maria Migliarini), scherzosamente soprannominate “Ghost readers”, che nell’assemblea dei soci dello scorso anno si erano rese disponibili a leggere tutti i volumi finalisti nei premi letterari e quindi possibili candidati al Premio d’Appello per valutarli prima di formalizzare l’invito.

Questo perché nelle ultime edizioni l’automatismo di scegliere il secondo o il terzo classificato ha comportato scelte giudicate poco soddisfacenti da molti dei soci. Per fare selezioni dettate da maggiore consapevolezza è stato quindi deciso di modificare il regolamento del premio, estendendo la possibilità di scelta a tutti i finalisti, escluso ovviamente il vincitore. Le “Ghost readers” hanno letto preventivamente tutti i volumi selezionati ai vari premi e li hanno valutati, orientando la scelta dei volumi in finale.

È stata un’esperienza impegnativa ma molto divertente – dichiara il gruppo di appassionate lettrici – e ci siamo trovate in piena sintonia sulle scelte. Leggere dall’inizio dell’anno più di 40 volumi a testa non è stato semplice, ma trattandosi di libri di così alta qualità è stato un piacere. È stato bello seguire anche le finali dei vari premi, alcune di noi anche di persona, e conoscere più da vicino gli autori coinvolti. Un’esperienza che ha anche una forte valenza formativa e didattica, che ci piacerebbe condividere quanto prima con gli studenti con un incontro, anche perché la maggior parte di noi viene dal mondo dell’insegnamento”.

Lascia un commento