Chiude per rinnovarsi l’impianto di compostaggio Gaia

Nelle prossime settimane l’impianto a San Damiano chiuderà i cancelli per avviare i lavori di rifacimento dell’intero processo di compostaggio.

Era il 15 luglio 2003 quando entrava il primo carico di rifiuti organici all’impianto di GAIA (all’epoca CSRA-Consorzio Smaltimento Rifiuti Astigiano) chiudendo la parentesi decennale di costosa esportazione dei rifiuti urbani astigiani apertasi con la traumatica fine della discarica di Vallemanina-Asti.

Da quando ha attivato gli impianti GAIA ha lavorato tutti i rifiuti urbani prodotti dai 115 Comuni Soci della Provincia di Asti e col tempo è riuscita anche a trattare i materiali provenienti da altre province. Per quanto riguarda l’organico sono stati lavorati soprattutto i rifiuti del chierese, torinese e casalese.

In 14 anni di attività, GAIA ha recuperato circa 313.000 tonnellate di scarti di cucina, sfalci, potature, materiale organico trasformato in 78.200 tonnellate di ammendante per l’agricoltura. Con il compost si sono potuti fertilizzare 2.700 ettari di terreno (equivalenti a circa 4.000 campi da calcio, più dell’intera superficie del Comune di Canelli) ma soprattutto si è evitata la costruzione di una nuova discarica.

L’impianto di compostaggio non solo ha aiutato a mantenere fertile il nostro territorio, ma ha anche evitato di sottrarre una porzione di paesaggio altrimenti destinato a diventare una discarica. Prima dell’avvento della raccolta differenziata dell’organico in provincia di Asti (primi anni 2000) quei rifiuti finivano allo smaltimento e sarebbe stato necessario avere due invasi grandi come la discarica di Cerro Tanaro per contenerli tutti. E’ importante ricordare che il rifiuto organico è quello che crea i maggiori problemi nelle discariche per rifiuti urbani perché genera biogas, odori, percolato, richiama animali e uccelli riproducendo scenari tipici delle discariche con rifiuti “tal quale”.

Oggi grazie alla raccolta differenziata questo non accade più, nelle discariche finisce solo la minima parte dei rifiuti prodotti e sono sostanzialmente tutti inerti. La frazione organica non solo diventa compost ma con il nuovo processo di biodegradazione anaerobica del materiale che verrà implementato all’impianto di GAIA si produrrà anche biometano utile a generare energia elettrica, termica o utilizzato per autotrazione.

I lavori inizieranno a fine Marzo e dureranno circa 12 mesi per poi riprendere gradualmente il conferimento dei rifiuti. In questo tempo i rifiuti organici verranno dirottati in altri impianti di compostaggio, verranno investiti 9 milioni di Euro per realizzare biodigestore e le nuove aree di maturazione e raffinazione del compost che porteranno l’impianto a raddoppiare la potenzialità arrivando a trattare 48.000 tonnellate/anno di materiale organico producendo 12.000 tonnellate di ammendante per l’agricoltura.

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