Moscato d’Asti, come si costruisce una crisi

Giovanni Bosco, presidente CTM – Coordinamento Terre del Moscato, scrive: «C’era una volta un paese chiamato Moscato, in questo paese baciato dal sole coltivavano le vigne oltre tremila contadini, c’era chi vendeva l’uva alle industrie e alcuni più intraprendenti vinificavano in proprio e poi,a proprie spese, giravano il mondo a vendere le proprie bottiglie. Un brutto giorno le industrie, avide di denaro?, pensarono bene di imbottigliare altri vini di varie provenienze trascurando i prodotti del proprio territorio. Arrivò la crisi per le uve del territorio. Aumentarono le scorte e allora si decise di ridurre le rese per ettaro. I pochi contadini che vinificavano in proprio non solo non erano in crisi ma le vendite aumentavano di anno in anno. Questi pochi contadini pensavano che per loro le rese non sarebbero diminuite. Ed invece anche su di loro la mannaia arrivò precisa ed inesorabile.

Pur avendo le ordinazioni ed il prodotto in casa, per soddisfare le richieste, dovettero acquistare del prodotto a prezzo pieno e svendere al 50% quello che avevano in cantina. Questo succedeva nell’anno del Signore 2018 nel paese chiamato Moscato. Pensate che sia impazzito? Provate a telefonare ad un piccolo produttore di Moscato d’Asti…»

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