Coricoltura: agricoltori veneti a scuola dalle aziende agricole astigiane

In visita alle aziende agricole astigiane per imparare i metodi di coltivazione del nocciolo: è stata questa l’iniziativa realizzata da Confagricoltura Asti insieme a Confagricoltura Verona e Confagricoltura Vicenza che giovedì 20 luglio ha portato nella nostra zona una delegazione di agricoltori associati alle due unioni venete.

Un’iniziativa che ha riscosso grande successo e un notevole interessamento da parte degli ospiti presenti. Scopo della spedizione: osservare da vicino questa coltura, conoscere le tecniche di coltivazione e la lotta contro i parassiti. Una coltura che oggigiorno è in forte espansione su tutto il territorio nazionale, grazie anche all’aumento dei consumi in tutto il mondo.

Una specie che presenta un grande potenziale, ed ha tutte le carte in regole per offrire interessanti opportunità ai produttori, sia in termini economici che di sostenibilità ambientale.

 

La delegazione veneta è arrivata ad Asti intorno alle 10, e alle 10,30 ha fatto visita all’azienda “Vivai Nicola” di Mombercelli che possiede piante selezionate in grado di garantire buoni livelli di resa in produzione e un’omogeneità varietale a livello di prodotto.
Successivamente la visita è proseguita nell’azienda “Rey” di Cerro Tanaro che utilizza la trappola per il monitoraggio della cimice asiatica su noccioleti di due anni.
 
Il nostro scopo è quello di creare un progetto di filiera che coinvolga tutti i nostri produttori associati e di arrivare anche alla stipula di un contratto quadro con le industrie che utilizzano il prodotto nocciola”, ha affermato Guido Rey, presidente della Sezione Corilicola di Confagricoltura Asti, durante la merenda sinoira che si è svolta nei locali dell’unione astigiana, “dobbiamo sostenere tutti i produttori, cercando di aiutarli a trovare sbocchi che possano migliorare la loro redditività e la competitività nella consegna del prodotto”.
La terza e ultima tappa della visita ha avuto luogo nell’azienda agricola “Bione” a Villa San Secondo, dove gli agricoltori veneti hanno avuto la possibilità di osservare noccioleti molto più adulti rispetto a quelli visti durante la mattinata.
Si tratta di noccioleti di 15-20 anni, sui quali negli ultimi anni il proprietario ha provato varie forme di potatura.
Tutte le visite sono state guidate da Enrico Masenga, consulente tecnico specialistico di Confagricoltura Asti che ha seguito la delegazione veneta in tutte le tappe supportando gli agricoltori interessati con tutte le nozioni e i dettagli tecnici necessari.

La produzione di nocciole negli ultimi anni in Piemonte e nella provincia di Asti è cresciuta a livello esponenziale. Una crescita dovuta soprattutto all’aumento di prezzo derivante da una richiesta sempre maggiore da parte dell’industria dolciaria.

Le stime infatti parlano di un raddoppio della superficie coltivata a noccioleti negli ultimi 3 anni.  Molte aziende agricole si sono avvicinate alla coltura per le prospettive di elevati guadagni, ma anche per il calo di redditività delle altre colture.

Il livello dei prezzi raggiunti nel 2014 rappresenta una piacevole anomalia che purtroppo però non potrà mantenersi per molti anni; tuttavia un buon noccioleto risulta comunque remunerativo anche al livello dei prezzi antecedenti al 2014. 

Attualmente la superficie coltivata a nocciolo si estende in Piemonte su una superficie di 20.855 ettari in 9.849 aziende e la superficie media è 2.11 ettari (fonte: Anagrafe Agricola Unica Piemonte 2016).

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