Due tele del Seicento saranno ricollocate nella chiesa di San Marziano

Sabato 29 luglio, alle ore 18,30, nella Chiesa di San Marziano a San Marzano Oliveto, saranno ricollocate due importanti tele. L’impegnativa operazione di restauro conservativo si è potuta effettuare grazie all’intervento della Soprintendenza per i beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte. I restauri sono stati effettuati dalla ditta “Marello e Bianco Restauri” di Cocconato (At).

Hanno partecipato al finanziamento: la Parrocchia di San Marziano, la Compagnia di San Paolo di Torino e, con un importante e decisivo contributo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.

L’evento sarà presenziato dal Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti Mario Sacco e dal presidente della provincia di Asti Marco Gabusi.

Queste le due opere, collocate nei due altari laterali della parrocchiale:

  • Madonna del Rosario” (XVII sec.); olio su tela, (170 x 250 cm) firmato dal pittore: Giovanni Antonio Laveglia, riporta l’anno 1705.

  • Sacra Famiglia” (XVII sec.); olio su tela (170 x 250 cm), attribuito al pittore: Charles Dauphin.

La tela è attribuibile al pittore lorenese Charles Dauphin, introdotto alla corte dei Savoia dalla prima Madama Reale Cristina di Francia. Già allievo di Simon Vouet a Parigi, nella capitale sabauda Dauphin fu poi pittore del principe di Carignano e nel 1655 guadagnò il priorato all’interno della compagnia di San Luca.

Il suo stile  fu ammirato anche dalla famiglia Savoia che gli commissionò lavori a Palazzo Reale, nella Reggia di Venaria e nel Castello del Valentino.  Lo stile parigino dell’artista rispecchiava il gusto di Cristina di Francia, madre di Carlo Emanulele II, e della sua corte, che aspirava ad eguagliare la grandezza parigina. Dauphin divenne così uno dei massimi protagonisti della moderna stagione barocca a Torino.

Dal prossimo autunno il dipinto sarà esposto assieme ad altri capolavori del Seicento nella mostra “Nella città di Asti in Piemonte”. Arte e cultura in epoca moderna allestita nel Museo di Palazzo Mazzetti ad Asti, dal 28 ottobre 2017 al 25 febbraio 2018.

L’esposizione è una preziosa occasione di restauro, conservazione e divulgazione del patrimonio culturale, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo e le Diocesi di Asti, Torino, Casale Monferrato, Acqui Terme e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.

Il periodo storico della mostra – che trae il nome da un breve passo della Vita di Vittorio Alfieri – comprenderà tutto l’Ancien Régime. Più precisamente prenderà le mosse dalla prima guerra di successione di Mantova e del Monferrato (1613-1617), ora oggetto di nuovi studi di livello europeo nell’ambito dei centenari della Guerra dei Trent’anni, e avrà all’incirca come termine ad quem l’episodio della Repubblica Astese del 1797, fra i primi episodi di giacobinismo nella penisola e perciò considerata uno dei primordiali movimenti di presa di coscienza nazionale.

Il lungo arco cronologico adottato non solo permetterà una rilettura storica e figurativa dell’Astigiano con particolare attenzione alle scelte della committenza. Esso consentirà anche di osservare le vicende della storia di Asti in epoca moderna – storiograficamente piuttosto trascurate a fronte del fulgido passato medievale della città dei banchieri “lombardi” – alla luce non del paradigma della crisi del Seicento, bensì della ribalta europea garantita dai legami del luogo e della dinastia sabauda con la monarchia spagnola.

Sono lieto – dichiara don Enrico Ravera, parroco di San Marzano Oliveto – di accogliere nuovamente nella nostra chiesa parrocchiale, le due tele restaurate. È un evento desiderato e atteso da tutta la comunità e rappresenta un forte richiamo alla fede trasmessa dai nostri antenati. Voglio esprimere il mio sentito ringraziamento, a tutti coloro che hanno permesso di raggiungere questo significativo risultato”.

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