Al Teatro Alfieri di Asti i protagonisti del laboratorio teatrale ANFFAS

Martedì 27 maggio torna sul palcoscenico del Teatro Alfieri di Asti, alle ore 21, una nuova scommessa dell’Associazione Amici dell’ANFFAS onlus Asti.

“Storie di una vita incredibile” (libero adattamento di Alessio Bertoli dal romanzo “Big Fish – Le storie di una vita incredibile” di Daniel Wallace) è il nuovo lavoro prodotto dall’ANFFAS per la stagione 2013/2014.
Dopo i numerosi successi degli anni passati, il percorso artistico nonché il progetto di integrazione sociale delle abilità diverse giunge oggi ad una nuova sfida: portare in scena un testo letterario(da cui il famoso film diretto da Tim Burton nel 2003) adattato per il teatro da Alessio Bertoli, regista e formatore teatrale Anffas, che, quest’anno, ha seguito il laboratorio teatrale dell’ANFFAS prendendo il testimone lasciato da Raffaele, storico operatore interno all’ANFFAS, che ha diretto spettacoli come “Mamma Mia” nel 2012 e “A me gli Occhi” nel 2013.

Il progetto di integrazione sociale dei disabili e di rinnovamento culturale dell’immagine di disabilità, che usa il teatro come strumento, giunge oggi ad un bivio fondamentale: il teatro diventa sempre più educativo, non solo per i meravigliosi ragazzi che salgono sul palcoscenico affrontando un testo già impegnativo per professionisti normodotati, quanto per il pubblico che assisterà ad una performance che, ci auguriamo, smantellerà completamente il preconcetto culturale del disabile visto come un “bambino” non autosufficiente e quindi bisognoso, sempre e comunque, di assistenza o, in ogni caso, limitato in un processo di emancipazione artistica.

Con “Storie di una vita incredibile”, tra le tante scommesse di questa operazione, sicuramente una delle più importanti è quella di provare a rendere sempre più evidente l’attenzione ai rapporti umani e ai cambiamenti della società e degli individui, oltre ogni tipo di “diversità”.

Un lavoro quest’anno che ha portato ad un altissimo livello di impegno e di fatica da parte dei ragazzi ma anche degli operatori che ne hanno seguito il percorso, nella speranza che il pubblico si accorga della profondità e grandezza racchiuse in questo spettacolo dove, probabilmente, si riderà meno di altre volte ma il messaggio che arriverà dai nostri attori sicuramente farà riflettere, commuovere, emozionare e, perché no, sorridere il pubblico del Teatro Alfieri per sfidare tutti i pregiudizi che vedono ancora il diversamente abile come dis-abile e il disabile come in-abile e quindi inferiore.

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