Importante operazione antidroga nell’Astigiano, con ramificazioni internazionali e un giro di 10 milioni di euro

Circa 300 carabinieri del Comando Provinciale di Asti, coadiuvati da un contingente di rinforzo fatto pervenire dai Comandi Arma di tutta la Legione Piemonte e Valle d’Aosta, con l’ausilio di un elicottero e di unità cinofile dei Nuclei di Volpiano, hanno condotto, dalle prime luci dell’alba di oggi, 4 giugno, una vasta operazione antidroga con la notifica di 31 provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Asti, dott.ssa Elena Rocci, e l’esecuzione di numerose perquisizioni, nei confronti degli appartenenti ad un’organizzazione facente parte, a vario titolo, di un cartello criminale albanese con coinvolgimento di quattro cittadini italiani, operante nel capoluogo astigiano e dintorni, con articolazioni nel nord Italia e in Olanda, nel cui contesto la città di Asti ha costituito un’importante base logistica/operativa.

Le indagini condotte hanno già portato al sequestro di 2,5 Kg di cocaina ed all’arresto in flagranza di 15 persone, nonché a documentare un traffico di 31 Kg di droga per un giro d’affari di oltre 10 milioni di euro.

Tutti i fatti contestati risultano commessi non solo nell’astigiano ma anche nel nord Italia, in modo continuativo e sistematico, mediante l’utilizzo di una complessa rete di rapporti operante in territorio non solo nazionale ma anche internazionale, spesso da soggetti gravati da procedimenti penali anche della stessa specie,

L’operazione trae origine da un’articolata attività d’indagine svolta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Asti, avviata nel maggio 2011 e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Asti, dott.ssa Maria Vittoria Chiavazza, concentratasi inizialmente nei confronti di un gruppo di giovani spacciatori gravitanti nelle province di Asti e Torino, dediti all’attività di spaccio di cocaina negli ambienti giovanili, che ha consentito di fare luce sulle illecite attività di un gruppo di cittadini albanesi di stanza nella provincia di Asti, che avevano avviato un fiorente traffico di cocaina, approvvigionandosi in Olanda, attraverso l’intermediazione di cittadini albanesi di stanza in Germania, Belgio e Gran Bretagna.

La sostanza stupefacente, una volta giunta in Italia per mezzo di corrieri depositanti anche nel milanese ed ivi ritirata direttamente dagli indagati astigiani, veniva immessa sui mercati delle province di Asti, Udine, Brescia, Savona, Genova, Pisa, Parma e Milano.

Le indagini, svolte anche con avanzate tecnologie investigative, permetteva di delineare l’esistenza di due distinti consorzi criminali armati gestiti da pericolosi cittadini albanesi con il coinvolgimento di cittadini italiani noti alle cronache locali.

La svolta avveniva nel gennaio 2012, quando i carabinieri riuscivano ad entrare in possesso, in un’abitazione degli indagati ad Asti, di un taccuino, dove erano annotati i nomi, gli indirizzi dei clienti, le loro posizioni debitorie, le quantità vendute e il prezzo dello stupefacente al grammo.

Molti degli arrestati risultano clandestini e/o muniti di documenti d’identità falsi e con molti alias e soprannomi come Tarzan, Tino, Ciccione, Bimbo. Gli accordi per l’acquisto dello stupefacente avvenivano mediante l’utilizzo di un linguaggio criptico, ossia facendo riferimento a cd e film, foto per indicare lo stupefacente stesso.

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