>> Contro il furto della firma digitale, l’on. Marmo sollecita il Governo a predisporre strumenti idonei di contrasto

L’onorevole astigiano Roberto Marmo (PdL), gruppo Popolo e Territorio, a proposito di una truffa telematica perpetrata in Italia, qualche  settimana fa, ai danni di un imprenditore romano, tramite furto telematico d’identità (il primo nel suo genere in Italia), questa mattina, sabato 14 aprile, ha depositato, come primo firmatario, una mozione, con cui chiede al Governo Monti di “varare in tempi rapidi un decreto che introduca nel nostro ordinamento il reato di furto di identità elettronica e che inasprisca le sanzioni già previste per i reati di frode informatica” e di “varare ogni necessaria disposizione a tutela del patrimonio da qualsivoglia attacco di tipo informatico”.

Gli autori della truffa telematica, un consulente per la sicurezza sul lavoro, un commercialista e una società immaginaria, intestata ad una persona defunta da un anno, sono stati poi individuati. L’imprenditore vittima della truffa era convinto di essere ‘protetto’ dalla smart card obbligatoria per le comunicazioni societarie con il registro delle Imprese.

“Ne hanno dato notizia i giornali, – commenta il deputato al Parlamento – tuttavia l’informazione sembra essere passata senza troppo clamore. Al contrario i danni causati dal furto della sua firma digitale ad un imprenditore sono stati ingentissimi. La vittima, infatti, è stata spogliata di tutto. Con la clonazione della firma digitale, uno strumento oggi assai diffuso, ma evidentemente non di così sicura tutela, sono stati rubati oltre che contanti anche quote societarie dell’azienda e la stessa impresa è stata venduta all’insaputa del legittimo proprietario.”

“Considerata l’entità delle pene previste per i reati indicati, – si legge nella mozione –  è evidente che le sanzioni non sono adeguate all’entità del danno subìto dall’imprenditore che si è visto sottrarre la sua azienda; si ravvisa, pertanto, la necessità di introdurre un reato specifico che punisca in maniera esemplare ed adeguata chi si impossessa dell’identità elettronica altrui; è evidente la necessità di inasprire le sanzioni previste per i reati di frode informatica; i fatti verificatisi recentemente a danno di un imprenditore impongono di agire con tempestività al fine di tutelare la realtà imprenditoriale italiana”.

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