>> Il Movimento 5 Stelle: spostiamo il Palio a fine maggio

Una proposta interessante, ma che farà discutere, è quella portata avanti dal “Movimento 5 Stelle” di Asti:

«Attualmente i tre più grandi eventi astigiani (Sagre, Palio e Douja) sono tutti concentrati in settembre, creando quello che viene definito il “september fest astigiano”.
I cittadini si lamentano del fatto che in città non accade mai niente di nuovo e interessante tranne a settembre, mentre i turisti, soprattutto quelli che arrivano da più lontano, se partecipano alle Sagre difficilmente torneranno per il Palio e molto più difficilmente si fermeranno in Asti per una intera settimana perchè purtroppo la nostra città non ha le possibilità e le strutture per intrattenere i turisti per sette giorni.

Le Sagre sono sicuramente l’evento di maggior successo e che attira più persone. Resta invece penalizzato fortemente il Palio che non è mai riuscito a coinvolgere bene gli astigiani e i turisti, forse perché le Sagre sono viste come una festa a cui tutti possono partecipare mentre il Palio come una manifestazione. Eppure anche il Palio è nato come una festa e dovrebbe tornare a esserlo.
Proponiamo quindi di ri-vitalizzare Asti anche a maggio spostando il Palio in quel mese (come d’altronde avveniva molti anni fa).

Il centro  storico durante la settimana del Palio deve essere trasformato per creare un’atmosfera medioevale (vedi Assedio di Canelli o Arti e Mercanti) coinvolgendo tutti i cittadini e i turisti nochè i commercianti e le strutture ricettive.

Rioni e Borghi del Palio insieme alle proloco dovrebbero servire cibo e vino tipico nelle vie e nelle piazze del centro storico.
Il cambio di data e quindi l’allontanamento dalle Sagre permetterebbe ai borghi e ai rioni di collaborare insieme alle proloco delle Sagre per creare feste a tema, dislocate anche queste nel centro storico, nei borghi, nelle frazioni e nei paesi  più lontani (dove già ora si organizzano feste tradizionali quali cene propiziatrici e/o consolatorie molto belle ma poco frequentate).

Nel Medioevo sicuramente non esisteva il doping e non dovrebbe esistere neanche adesso: i cavalli che partecipano alle corse non devono assumere nessuna sostanza che serve a “migliorarne” le prestazioni.
Il percorso deve essere studiato per evitare possibili infortuni e cadute rovinose per fantini e animali.

Il catino delle tribune deve essere montato alcuni giorni prima in modo che possa essere usato anche per il Palio degli Sbandieratori.
Attualmente il Palio Sbandieratori si svolge in piazza San Secondo. Pure quest’anno non c’era neanche una tribuna (come avviene invece in altre città) rendendo di fatto quasi impossibile godere appieno delle esibizioni degli sbandieratori. Inoltre la piazza risulta troppo piccola per ospitare le esibizioni e il pubblico.
Quindi si potrebbe sfruttare Piazza Alfieri e le tribune montate per la corsa del Palio (risparmiando anche soldi pubblici).
Il Palio degli Sbandieratori arrivato alla 35° edizione va valorizzato: si svolgerà in due o tre serate e i borghi e i rioni si sfideranno nelle specialità di grande squadra, piccola squadra, coppia, solista e musici.
Inoltre si potrebbe organizzare un torneo per i giovani sbandieratori, così da incentivare e far crescere le nuove generazioni.»

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