>> Per estorsione e giro di fatture false arrestato imprenditore astigiano

Nel pomeriggio di mercoledì 6 luglio, i finanzieri di Asti hanno tratto in arresto Luciano Grasso, di anni 50, imprenditore astigiano nel settore dei trasporti e della logistica, per reati tributari riguardanti l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, in concorso con altre persone.

La relativa ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal pm Luciano Tarditi e disposta dal gip, è stata eseguita negli uffici di via Arò delle Fiamme Gialle di Asti con il conseguente arresto presso la locale casa circondariale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il Grasso, amministratore di diritto e/o di fatto (tramite prestanomi, parenti ed amici) di numerose società, alcune attualmente in fase di liquidazione (Ellegi Trasporti Nazionali e Internazionali Snc, G. Company Transport Srl, S.G.T. Srl, Euroservice Srl, Car e Truck Service Srl, AS Trasporti Srl, D.I. Coppola Nicolò), costituite e destinate a breve durata, con sedi ad Asti in corso Alessandria 450, a Carentino (Al) e a Genova, è accusato di aver emesso o utilizzato fatture per operazioni inesistenti, nel periodo 2006-2011, per oltre 25 milioni di euro.

La collaborazione avviata alcuni mesi fa fra la Guardia di Finanza ed i funzionari dell’Agenzia delle Entrate, ha consentito di indagare su crediti Iva fittizi per importi  notevoli, utilizzati in compensazione da alcune società astigiane.

La successiva attività di polizia giudiziaria condotta dalle Fiamme Gialle con sofisticate attrezzature tecniche, ha consentito, anche mediante perquisizioni domiciliari, di scoprire un vasto giro di fatture false, orchestrato dal Grasso e dai responsabili della più importante società di trasporti e logistica del Piemonte, la Lannutti spa con sede a Cuneo.

L’arresto del Grasso è stato disposto per pericolo di fuga in quanto, nel corso dell’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal gip di Asti, riguardante beni mobili ed immobili, titoli, valori e conti correnti (fino ad un controvalore di 1 milione e 800 mila euro), i finanzieri hanno scoperto che il predetto, a conoscenza della propria posizione processuale, grazie ad un’operazione bancaria risolta con inconsueta celerità, era riuscito a vendere tutti i titoli finanziari in suo possesso e poi a trasferire, in unica soluzione, circa 2 milioni e 400 mila euro su un suo conto corrente aperto in una banca di Montecarlo, dove disponeva di un’abitazione. 

L’arrestato, dopo la ricezione dei bonifici bancari emessi dalla Lannutti spa, era solito trattenere l’Iva sulle fatture emesse oltre ad una percentuale variante nel tempo, concessagli come illecito guadagno, e restituire, in contanti, a persone della società cuneese, il resto degli importi, quantificabili, in pochi anni, in circa 6 milioni di euro. 

Nel corso delle indagini, infine, è stato segnalato alla magistratura un presunto episodio estorsivo, ideato dal Grasso a danno della società cunese.. Con la minaccia di rivelare il prolungato e consistente giro di fatture per operazioni inesistenti da parte della Lannutti spa, il Grasso sembra abbia preteso il pagamento di oltre un milione di euro, da pagare a rate. 

 Il pagamento della prima tranche (400 mila euro) è stato bloccato in banca, subito dopo il trasferimento dal conto societario a quello personale dell’imprenditore astigiano, ed è tuttora sottoposto a sequestro. 

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