>> San Marzano: ampi consensi su fotovoltaico e torre dell’acqua

Nel piccolo teatro parrocchiale di San Marzano Oliveto, il sindaco Giovanni Scagliola ha chiamato a raccolta la cittadinanza, venerdì 11 febbraio, per discutere in merito a due progetti che incideranno sul futuro del ridente paese: l’impianto fotovoltaico e l’abbattimento e ricostruzione della torre dell’acquedotto.

Ad una cittadinanza attenta e partecipe Scagliola ha spiegato le due iniziative con chiarezza e semplicità, rispondendo a ogni domanda senza mai trascendere.

Progetto fotovoltaico. Sarà realizzato a terra, in posizione sud-est, entro il 2011, su terreno idoneo di 4.800 mq di proprietà del Comune, con un contributo ventennale statale previsto per le fonti energetiche rinnovabili.
Sarà collocato, in regione Marziano, dietro il capannone Ferrero (legname), in un’area piana, distante dalle case e ben nascosto, per di più schermato da una siepe perimetrale.

Il Comune di San Marzano cederà alla ditta Oddino di Mombaruzzo (aggiudicatrice a seguito di gara) per 20 anni il terreno, con “cessione diritto di superficie”. L’impianto produrrà 130 mila Kw annui, corrispondente all’80% di energia elettrica consumata per l’illuminazione pubblica (edifici pubblici, campo di calcio, scuole, municipio, biblioteca, ecc.).

Le dimensioni dell’impianto saranno piuttosto ridotte. Tanto per avere un’idea, sarà un decimo circa dell’impianto realizzato recentemente nel territorio  canellese.
In base al contratto, la ditta Oddino sosterrà i costi per la realizzazione, la manutenzione e la gestione dell’impianto, cedendo per di più al Comune parte del contributo che lo Stato stanzierà per l’impianto.

Il progetto è stato redatto dall’architetto Roberto Carelli, esperto in risparmio energetico e in impianti fotovoltaici.
Dopo 20 anni, in base al contratto il Comune potrà decidere se smantellare l’impianto a spese della ditta o mantenerlo.

Il progetto del fotovoltaico sanmarzanese è stato accolto favorevolmente sia perché a beneficio dell’intera comunità sia perché, a differenza del territorio canellese, San Marzano  (come Moasca) non è sottoposto a vincoli, in quanto non incluso nella Core Zone del Progetto Unesco.

Torre dell’acquedotto. Grazie ad un finanziamento regionale di 175 mila euro, già nelle casse del Comune, per il miglioramento e il recupero paesaggistico accordato al progetto presentato dal Comune di San Marzano e uno stanziamento di 200mila euro della Comunità Collinare Tra Langa e Monferrato,  la torre dell’acquedotto verrà abbattuta e sostituita da una struttura più bassa, corrispondente all’altezza del primo piano, costituita da due vasche separate tra loro collegabili e scollegabili con saracinesche. La nuova struttura consentirà un’erogazione più igienica dell’acqua e permetterà anche un accesso più ampio all’asilo. I lavori inizieranno in primavera. 

Il Consorzio Valtiglione effettuerà, per una spesa di 240mila euro, la sostituzione di tratti di tubatura che permetteranno una distribuzione dell’acqua più razionale attraverso valvole che si apriranno e chiuderanno in base alle necessità dell’utenza, senza più problemi di pressione. La gestione dell’acquedotto spetterà per 1/26 al Comune.

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