>> Quasi terminato l’impianto fotovoltaico al centro di molte polemiche

Negli ultimi anni, in molti comuni della provincia di Asti, come Canelli, Incisa Scapaccino, Bruno, Costigliole d’Asti, Castagnole Lanze, Cortiglione, Isola d’Asti e altri, sono cresciute le richieste di installazione di centrali fotovoltaiche a terra su terreni agricoli ed alcune sono state già realizzate. 
 
Dopo molte polemiche, a Canelli, è quasi terminata, dalle società Kiso Tech e  Heavy Load Italia, l’installazione di un impianto fotovoltaico a terra (due impianti da poco meno di un mega watt l’uno, e 30.000 mq di estensione su un’area di 60.000 mq), in regione Pusabren, appena fuori del perimetro della core zone del progetto Paesaggi Vitivinicoli del Progetto Unesco.

Tre ettari di neri pannelli fotovoltaici hanno ormai preso definitivo possesso della località ai piedi dello storico ex collegio dei Salesiani e ancor più sotto le colline di San Antonio, cariche di viti di Moscato (la storia e l’economia di Canelli), che dovrebbero  costituire un paesaggio unico al mondo, una delle ‘core zone’ dell’Unesco.

Nell’aprile 2010, a Canelli, fu convocata in fretta la seconda commissione (Lavori pubblici e Urbanistica) presieduta da Oscar Bielli per discutere del progetto dell’impianto. Si svolsero diversi incontri con la popolazione ai Salesiani, in difesa della tutela del territorio e della candidatura Unesco, per cui si era battuto il gruppo di “Canelli Futura” guidato da Fausto Fogliati.
Ne discusse anche la Consulta delle Associazioni Ambientaliste della Provincia di Asti.

Il Consiglio comunale di martedì 25 maggio 2010, però, pur tra mille riserve, si espresse in modo da non impedire  e neppure sospendere la realizzazione dei due impianti. L’amministrazione comunale, non potendo bloccare l’operazione (il permesso di costruzione era già stato rilasciato il 14 aprile), nel corso dell’incontro pubblico che si era svolto due giorni prima alla Cascina Armangia, organizzato da Marco Devecchi presidente dell’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano, insieme all’Associazione Canelli Domani, per valutare gli strumenti di tutela paesaggistica da attivare, aveva sottoscritto la dichiarazione di ‘notevole interesse pubblico del paesaggio canellese’, prevista  dal codice Urbani del 2004.
“Il che – disse il sindaco Marco Gabusi – permette ora di non concedere ulteriori permessi di impianti fotovoltaici che pur ci sono stati richiesti”.  Al Comune però sono già stati pagati dalle due società Kiso Tech e  Heavy Load Italia 108mila euro, dei 320mila convenuti. 
 
Altra cosa però sono gli impianti fotovoltaici di piccole dimensioni sia nel settore pubblico che privato.

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