>> Lions Club Asti Alfieri: La storia dell’Opus Dei

Nella splendida cornice del Complesso del Battistero di San Pietro (XII secolo), proprietà del comune di Asti, messo a disposizione del Lions Club Asti Alfieri organizzatore della serata, si è svolta, domenica 26 maggio,  la conviviale dal tema “Opus Dei: La Storia” con oratore l’avv. Stefano Maria Commodo, torinese e membro di spicco della prelatura.

La serata, realizzata in collaborazione con il comune di Asti,  è stata finalizzata alla raccolta fondi per il progetto di ampliamento del Mtendere Mission Hospital che si trova nella provincia meridionale dello Zambia, seguito direttamente da Ferdinando Facelli appartenente al Distretto 108IA3.

Oltre settanta le persone giunte sia dalla Liguria che dal Piemonte, oltre alle autorità civili e religiose, che hanno ascoltato con attenzione la storia dell’Opus Dei fondata, in Spagna, il 2 ottobre 1928, dal beato Josè Maria Escriva de Balaguer. Partendo dal principio che la santità non è un affare per soli preti e che la può conquistare chiunque, i membri dell’opera considerano il proprio lavoro un mezzo di santificazione, cercando di fare ogni cosa, dalla più grande alla più piccola, con assoluta fedeltà al Vangelo e al magistero della Chiesa. La spiritualità della santificazione della vita ordinaria crea infatti persone tese a fare sempre tutto nel migliore dei modi.

Circa la settarietà dell’organizzazione l’oratore ha spiegato che il segreto dell’opera è di non avere segreti. Si dice che sia poco visibile: ma questo per il semplice fatto che, a parte alcune strutture, dove si suol dire che trovano posto re e contadini come ad esempio l’università di Pamplona, l’Opus Dei non ha niente di “suo”: né case editrici, né giornali, né banche. Solo centri di formazione. Perché non è un movimento o un’associazione.

A proposito delle verità contenute nel romanzo di Dan Brown “Il Codice Da Vinci”  è stato detto che, pur con le sue imprecisioni, l’opera ha però emozionato l’opinione pubblica. Impugnando le critiche, anche le più radicali, al limite della diffamazione, con serenità, ironia, certezza della propria identità, l’Opus Dei ha fatto chiarezza aumentando i proseliti.

«Il “Codice da Vinci”? Ci rende più forti», diceva Echevarrìa a Vittorio Messori sul Corriere. «Per noi Dan Brown è un dono della Provvidenza. Grazie alle sue mistificazioni possiamo finalmente farci conoscere meglio per quel che siamo.» dichiarava a Panorama il portavoce italiano Opus Dei Giuseppe Corigliano.

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