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>> Dalla protesta sul vino la proposta di un Piano nazionale

(A cura di Paolo Monticone)

La nuova legge sui limiti per chi si mette al volante costituisce un freno sicuro al consumo. E’ in questa legge, così come in altri innumerevoli cause, che gli organizzatori della manifestazione di giovedì mattina 2 settembre, ad Asti, individuano i motivi della crisi della Barbera e del Dolcetto (ma più in generale di quasi tutti i rossi piemontesi) che hanno condotto la Vignaioli Piemontesi ed i Consorzi di tutela dei vini d’Asti, dei Colli tortonesi e del Brachetto a chiedere in piazza un intervento concreto del Governo per sbrogliare la pesantissima questione delle giacenze che assommano ormai ad oltre 200mila ettolitri.

“E’ tutto vino buono e non feccia – hanno sottolineato gli oratori che si sono alternati al microfono in piazza Alfieri – ma il mercato non riesce ad assorbirlo ed i prezzi hanno ormai raggiunto livelli insostenibili”.

Poco meno di mille produttori delle province di Asti e Alessandria, tra cui anche una quarantina di sindaci con fascia tricolore (illustri assenti i primi cittadini di Nizza Monferrato e Canelli), si sono radunati ad Asti per sollecitare un intervento urgente (la cosiddetta distillazione di crisi) che, in via del tutto eccezionale, svuoti le cantine dai prodotti invenduti di quattro vendemmie (per la Barbera d’Asti si tratta di vini a Doc ormai superati dalla Docg), dia ai produttori un minimo reddito in grado di far loro tirare il fiato e soprattutto prepari il terreno per un futuro meglio gestito e privo degli elementi che hanno condotto all’attuale stato di gravissima crisi del settore.

Con questo principio base la Confederazione italiana agricoltori ha aderito alla manifestazione mentre su posizioni critiche o di attesa si sono attestate Coldiretti e Confagricoltura. Come se la crisi non fosse già di per sé drammatica, si è infatti sviluppata nei giorni scorsi, una vivace polemica che vede protagonista la cooperazione accusata da più parti di aver assorbito negli ultimi anni consistenti risorse pubbliche e di aver al contempo creato le giacenze.

Un’accusa che gli organizzatori della manifestazione hanno rimandato al mittente sottolineando che anche moltissimi piccoli produttori e non solo le cantine sociali hanno giacenze consistenti di prodotto e che di certo le aziende private non si sono tirate indietro quando si è trattato di utilizzare fondi pubblici. “Le ragioni della crisi devono essere ricercate in ben altre direzioni – ha sostenuto il presidente della Vignaioli Piemontesi, Giulio Porzio – auspicando che il settore sia capace di fare fronte comune per affrontare questo momento di crisi e riprendere subito dopo lo slancio necessario per riportare il vino piemontese ai livelli di consumo e di quotazione che si merita”.
Più o meno sullo stesso piano si sono espressi i presidenti del Consorzio Vini d’Asti e Monferrato, Enzo Gerbi, dei Colli Tortonesi, Mauro Colombo e del Brachetto, Paolo Ricagno che ha richiesto non solo la distillazione ma anche una contemporanea integrazione al reddito dei viticoltori.

La scarsa presenza degli esponenti politici e la quasi totale assenza di quelli della maggioranza di governo (presenti solo la senatrice Rossana Boldi ed il vicepresidente del consiglio regionale Riccardo Molinari della Lega Nord) hanno provocato malumore tra i manifestanti mentre l’on. Armosino, presidente della Provincia, ha preferito ricevere i viticoltori nel salone consiliare piuttosto che scendere in piazza.

Sono diventati così centrali gli interventi dell’on. Massimo Fiorio del Partito Democratico che, dopo aver stigmatizzato la strana assenza del Governo sulla questione (che ha invece dato sostegno ad altri settori come quello del latte o ad altre regioni come il Veneto) ha lanciato la proposta che sul vino si elabori un Piano nazionale capace di valutare le produzioni delle varie regioni intervenendo di volta in volta là dove sia necessario raddrizzare situazioni di difficoltà.

Una proposta per modificare radicalmente la legge sul tasso alcolometrico è venuta dal consigliere regionale del Pd, Angela Motta che si è impegnata a far procedere in Regione le ragioni dei viticoltori, espressi in documento elaborato da cinque diverse Unioni collinari del territorio.

La manifestazione, svoltasi con la solidarietà dei lavoratori della Way Assauto che da mesi manifestano sulla stessa piazza per il mantenimento del posto di lavoro, ha avuto un fortunato momento di consumo dovuto alla distribuzione gratuita ai cittadini di Barbera, Dolcetto e Brachetto a cura delle Cantine sociali di Mombercelli, Nizza Monferrato, Rocchetta Tanaro, Ricaldone-Mombaruzzo e Alice Bel Colle.

Una delegazione di esponenti della produzione vinicola è stata anche ricevuta dal Prefetto Paola Picciafuochi a cui è stata illustrata la drammatica situazione in cui si trovano circa 12 mila famiglie impegnate in agricoltura nelle province di Asti e Alessandria.

>> Scoperti dalle Fiamme gialle distributori irregolari di sigarette

Altri tre distributori automatici di sigarette irregolarmente funzionanti sono stati scoperti,  ad Asti, dalle fiamme gialle nel corso degli specifici controlli disposti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza.

Le suddette apparecchiature consentivano di erogare tabacchi a chiunque, mediante l’utilizzo di qualsiasi banda magnetica: nella fattispecie, anche l’inserimento della tessera punti rilasciata dai distributori di carburanti consentiva  di acquistare le sigarette senza alcun tipo di controllo.

Dall’inizio dell’anno, pertanto, sono ben nove i distributori rilevati “in difetto” nel corso dei controlli effettuati sul territorio provinciale, di cui sette nel solo comune capoluogo.

I titolari delle tre rivendite sono stati segnalati all’ufficio periferico dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per la successiva irrogazione della sanzione prevista.

Naturalmente proseguirà la specifica attività tesa anche a tutelare la salute dei minori.

>> Nessun buono-libri per gli alunni delle scuole medie

L’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Canelli, Nino Perna, rende noto che, per l’anno scolastico 2010/2011, a differenza di quanto accadeva negli anni passati, il Comune di Canelli non fornirà buoni acquisto per il libri degli alunni delle scuole medie di Canelli, Costigliole e Castagnole che hanno fatto richiesta lo scorso mese di aprile.

La motivazione: la Regione Piemonte non ha formalizzato l’importo del contributo di competenza del Comune di Canelli che pertanto non può nemmeno anticipare il medesimo, come in passato.

Coloro che sono stati ammessi al beneficio dovranno quindi acquistare direttamente i libri il cui costo dovrebbe essere successivamente rimborsato dal Comune.

>> Crisi del vino, incontro a Roma il 13 settembre

Per esaminare le problematiche del settore vitivinicolo piemontese e per individuare strategie e iniziative di contrasto alla crisi di mercato del vino il ministero delle politiche agricole, guidato da Giancarlo Galan, ha indetto una riunione che si terrà a Roma lunedì 13 settembre.

Ne dà notizia il presidente della Provincia di Asti Maria Teresa Armosino, la quale ha sollecitato l’esame della situazione da parte del governo, interessando dell’argomento il  sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta.

“Il disagio dei produttori, che hanno tutta la nostra attenzione, è evidente – dichiara il presidente Armosino – e la situazione ha la necessità di essere affrontata ai massimi livelli, cercando di mettere in campo, nel rispetto della legislazione comunitaria, nazionale e regionale in materia, gli interventi idonei per tonificare il mercato, procedendo nel contempo a una profonda ristrutturazione del nostro sistema produttivo, che consenta a tutti gli operatori della filiera di guardare con serenità al futuro”.

All’incontro, convocato dal capo di gabinetto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali Giuseppe Ambrosio, sono stati invitati i rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico, l’assessore all’agricoltura del Piemonte, i presidenti delle province di Asti e Alessandria e i rappresentanti dei consorzi di tutela dei vini d’Acqui, dei Colli Tortonesi, d’Asti e del Monferrato e della Vignaioli Piemontesi.

>> Una giornata dedicata alla carne bovina di razza piemontese

(A cura di Paolo Monticone)

La giornata dedicata alla carne dei bovini di razza piemontese organizzata, domenica 29 agosto, all’Isola della Carne di Repergo di Isola d’Asti con la collaborazione del Cipa-At della Cia, ha rinnovato anche per il 2010 il successo che già le era arriso nella prima edizione del 2009.

I valori organolettici e nutritivi della carne dei “piemontesi”, di cui l’Isola della Carne della famiglia Capra alleva circa duecento capi con il sistema del semibrado e con un “soggiorno” estivo nei pascoli della montagna cuneese, sono stati l’argomento principale della giornata che ha visto oltre mille persone visitare le stalle dell’azienda di Repergo.

Folto anche il pubblico alla Tavola rotonda del mattino – aperta dai saluti del vicesindaco di Isola, Carlo Botto – a cui hanno preso parte il vicepresidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, i dirigenti dell’Associazione provinciale Allevatori Rino Cerrato e Marco Salvo, l’esponente della Kiso Tec Eni Power, Gino Giordano ed il gastronomo Giancarlo Sattanino, da qualche mese anche delegato Onav per la provincia di Asti.

E’ stato proprio l’intervento di quest’ultimo (con interessanti riferimento storici alla presenza dei bovini nelle nostre terre) a suscitare particolare interesse tra il pubblico per la chiarezza con cui sono stati chiariti i motivi (sfatando anche alcune “leggende metropolitane” negative) per cui vale la pena di consumare carne bovina, con particolare riferimento a quella di razza piemontese, considerata una delle migliori in assoluto tra le molte proposte oggi dal mercato.

A sostenere la necessità non solo del consumo della carne bovina piemontese, ma anche di sostenere le aziende (come l’Isola della Carne) che ne fanno un fiore all’occhiello e costituiscono un lodevole esempio di impresa giovane del territorio, sono poi venuti gli interventi di Scanavino, Cerrato e Salvo, a cui si sono aggiunti quelli dell’onorevole Sebastiano Fogliato e del presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori, Roberto Ercole, che hanno posto l’accento sulla necessità di impegnare tutti i livelli amministrativi e politici della regione e della nazione per far sì che a queste coraggiose produzioni di qualità sia dato il giusto sostegno economico ma anche adeguata risorsa di comunicazione ai consumatori.

La giornata si è conclusa, dopo i saluti conclusivi di Marco Capra, con un affollatissimo Pranzo in cascina (550 i commensali) che ha avuto i suoi punti di massimo interesse nei piatti della carne cruda alla monferrina ed in un eccellente bollito misto.

>> Approvata la vendita dell’ex Enel di via Roma, ma non si parla più di un teatro

La giunta canellese del 23 agosto ha approvato la vendita del fabbricato, di proprietà comunale, ‘ex Enel’ di via Roma (area TS10A) e via dei Partigiani per il quale, fino ad un anno fa, si parlava di una eventuale permuta con l’immobile sede del Cinema-Teatro Balbo di proprietà Grasso, non andata però in porto.

Con la somma offerta dalla società G.P.I Spa, con sede in Alessandria, di 810.000 euro (per l’acquisto dell’immobile per sé o per società o persona da nominare) verrebbe ceduta anche l’area TS10B (appezzamento di circa 6.490 metri) di strada Gherzi. L’offerta resta valida sino al 30 settembre 2010.

Prima di passare all’approvazione della delibera, il sindaco Marco Gabusi ha ripercorso l’iter della pratica: dalla perizia di stima relativa agli immobili in oggetto (22 febbraio 2010), al valore a base d’asta pari euro 1.014.000; al pubblico incanto del 9 marzo 2010 andato deserto in data 27 aprile 2010; alla riduzione del prezzo da 1.014.000 a 950.000 euro in data 30 aprile 2010, anch’esso andato deserto (1 giugno 2010); all’ultima offerta, del 12 agosto 2010, di 810.000 euro da parte della G.P.I. Spa di Alessandria.

Infine ha sottolineato che l’incasso della somma entro il 2010 consentirebbe il rispetto degli obiettivi stabiliti dal patto di stabilità per l’anno in corso e che la somma è sostanzialmente equivalente all’importo originario posto a base d’asta ribassato del 20% sul quale si potrebbe ipoteticamente basare un nuovo incanto (811.200 contro 810.000 euro).

La Giunta ha quindi approvato l’alienazione richiedendo all’offerente almeno 5.000 euro in più superando così la soglia del 20% dell’importo originale ribassato di 811.200 e il saldo entro il 31 ottobre 2010. Al dirigente dell’area tecnica, arch. Giandomenico Pisano, è stata demandata la sottoscrizione dell’atto.

Circa la destinazione degli 800 mila euro, il sindaco ha precisato: “In bilancio avevamo programmato un milione di euro per due obiettivi da 500 mila euro l’uno da destinare agli impianti sportivi e per la qualificazione del centro urbano nell’ottica del progetto Unesco. Sicuramente ci sarà il cofinanziamento della piscina al Palazzetto di via Riccadonna e la pista ciclabile tra Canelli e Incisa. Invece per il Centro urbano dovremo ancora aspettare a definire i progetti”.

Ma Gabusi va oltre: “A Canelli si stanno facendo molti lavori pubblici: stiamo finendo i marciapiedi di via Bosca, abbiamo asfaltato un bel pezzo di via Riccadonna e di viale Italia da Gibò a Faccio Moto; alla scuola Bosca sono finite le fondamenta della palestra e stanno arrivando i prefabbricati; stiamo lavorando alla costruzione della strada che collegherà via Alba a via Solferino, a sinistra della Casa della Salute…”.

Ma di una struttura da destinare alle rassegne teatrali e alle iniziative culturali non è stata fatta parola.

>> Alba saluta mons. Sebastiano Dho e accoglie il nuovo vescovo mons. Giacomo Lanzetti

Domenica 26 settembre, alle 20,30, nella Cattedrale di Alba, sarà salutato e ringraziato mons. Sebastiano Dho che, raggiunti i 75 anni, presentate le dimissioni, come previsto dal Codice di Diritto Canonico, tornerà  ad abitare nella sua diocesi di origine, quella di Mondovi, nel Seminario, a Piazza.

Nato a Frabosa Soprana (Cn), il 16 maggio 1935, fu ordinato presbitero il 29 giugno 1958.
Eletto alla sede di Saluzzo il 5 luglio 1986, fu ordinato vescovo il 24 agosto 1986; trasferito ad Alba il 3 luglio 1993.

Membro della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università.

Il nuovo vescovo, mons. Giacomo Lanzetti, sarà accolto, con il canto di  tutte le cantorie diocesane, nel pomeriggio di sabato 2 ottobre.

Nato a Carmagnola, presso Torino, nell’aprile 1942, entrò in seminario a Giaveno nel 1953 e fece la sua vestizione clericale nel settembre 1958 a Torino.

Durante l’ultimo anno di teologia fu invitato dal vescovo Felicissimo Tinivella a perfezionare gli studi presso la Pontificia Università Salesiana: il 30 agosto 1967 conseguì il diploma di qualificazione in pedagogia catechistica.
Fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1966 dal cardinale Michele Pellegrino.

Dal 1967 al 1969, fu vice parroco di Santena; dal 1969 al 1975, vice parroco della Madonna della Divina Provvidenza a Torino; dal 1975 al 2001,fFondatore e primo parroco della parrocchia di San Benedetto Abate a Torino, da lui fondata.
Parroco a San Benedetto per ventisei anni, svolse numerose attività di formazione, rese possibili anche grazie alla casa di spiritualità Oasi di San Benedetto, sita in Montanaro e utilizzata come ritrovo dei giovani della sua parrocchia.
Dal 1994 al 2000, fu assistente diocesano dell’Azione Cattolica.

Nel 2000 il cardinale Severino Poletto lo nominò vicario espiscopale per la città di Torino, dal 2001 al 2002, vicario generale di Torino e dal 2002 al 2006 fu vescovo ausiliare di Torino, titolare di Mariana in Corsica.

Il 29 settembre 2006 papa Benedetto XVI lo nominò vescovo di Alghero-Bosa, il 28 giugno 2010 vescovo di Alba.

>> “Vino in borraccia”: in bici tra vigne e cantine

‘In occasione di ‘Canelli città del vino’, domenica 26 settembre, con partenza, alle ore 9,30, dall’azienda Canej in via Buenos Ayres, si articolerà il percorso cicloturistico in mountain bike tra le colline  canellesi con visite alle cantine e degustazione di vini ed altri prodotti del territorio.

Il percorso, di circa 15 chilometri, completamente rinnovato rispetto agli anni scorsi, prevalentemente in asfalto, si svolge rà sulle colline  tra Canelli, Cassinasco e Loazzolo.  Il tempo di percorrenza, comprese le soste, è di 3 ore, max. Il dislivello massimo è di 300 metri. La quota di iscrizione è di 5 euro. Le preiscrizioni al fax 0141/820254 o manifestazioni@comune.canelli.at.it

>> 32° Concors ‘Sità ‘d Canej’ an lenga piemontèisa

L’assessorato alla Cultura e la Biblioteca comunale di Canelli hanno organizzato il 32° concorso in prosa “per conte, faule, legende, novele, sagistica e travaj scolastich en lenga piemonteisa Sità ‘d Canej”, in collaborazione con il circolo didattico di Canelli, la Compagnia dei Brandé e l’Unione delle Associazioni piemontesi nel mondo.

Sabato 25 settembre, alle ore 16, nella sala della ditta Gancia, in corso Libertà 66, avverrà la premiazione.

La giuria è composta dal presidente Aldo Gai e da Cristina Duretto, Giuseppe Goria, Giovanni Pietro Nani, Clara Nervi, Dario Pasero, Censin Pich, Palmina Stanga e dalla segretaria Maria Luisa Barbero.

>> Cercansi donatori di sangue gruppo “O” positivo

Mauro Ferro presidente dell’Associazione Donatori di Sangue del Piemonte  FIDAS  Gruppo di Canelli, raccogliendo l’appello della Banca del Sangue di Torino che segnala una preoccupante carenza di sangue, in particolare del gruppo “O” positivo, ha inviato ai giornalisti il seguente comunicato:

“Con una mail indirizzata al Presidente ADSP Agostino Re Rebaudengo, il dirigente medico della Banca del Sangue dell’Ospedale Molinette, dott. Sergio D’Antico, chiede alla FIDAS Piemonte di ricorrere ad una “chiamata straordinaria” dei suoi donatori per sopperire all’insufficienza di scorte senza le quali importanti interventi dovranno essere rimandati. Ricordiamo che il sangue è indispensabile nei servizi di primo soccorso e di emergenza, negli interventi chirurgici e nei trapianti di organi, nella cura delle malattie oncologiche, nelle varie forme di anemia cronica.

L’Associazione Donatori di Sangue del Piemonte FIDAS Gruppo di Canelli chiede quindi a tutti i cittadini, con età compresa tra i 18 e i 60 anni, che godono di buona salute, di recarsi sabato 4 settembre,  dalle ore 9 alle 12, a donare nella sede di Via Robino 131, a Canelli. Per maggiori informazioni è possibile chiamare la sede associativa di Canelli: telefono 0141-822585, www.fidasadsp.it.”      

>> Primi prezzi delle nocciole: da 200 euro al quintale

A Cortemilia (Cn), domenica 29 agosto,  con la festa per la ‘Tonda gentile delle Langhe’, si è aperto il mercato corilicolo e con esso i primi prezzi delle nocciole piemontesi, da cui partiranno gli acquisti delle industrie: 200 euro al quintale.

Le prime stime sulla quantità del prodotto parlano di  150/160 mila quintali, in netta crescita  rispetto ai 100 mila del 2009, con un aumento dal 30 al 40 per cento. Per quanto riguarda la qualità, tutto fa pensare che, anche quest’anno, sarà ottima.

I produttori si augurano che i prezzi salgano almeno fino ai 250 euro in quanto 200 euro, nella zona, sono necessari per produrre un quintale di nocciole.

>> Il progetto del terzo ponte di Alba

I progettisti dello studio Pietro Corona di Torino, nei giorni scorsi, hanno consegnato a Daniela Albano, responsabile dell’ufficio tecnico albese, le tre ipotesi preliminari per il terzo ponte che dovrà attraversare il Tanaro.

Il ponte di 160 metri farà parte della complanare Ovest di Alba e collegherà viale Cherasca con la zona industriale di Mogliasso.

La carreggiata di due corsie da 3,75 metri ciascuna e due piste ciclabili e pedonali, sarà inglobata in un guscio di acciaio verniciato in modo da essere meno impattante possibile alla vista che è stata studiata assieme alle soprintendenze interessate.

Per portare all’attraversamento del fiume serviranno anche  500 metri di viadotto e 700 metri  di strada in rilevato.

Per completare il progetto serviranno 20 milioni di euro. La Provincia ne ha a disposizione 12,5, facenti parte dei ‘fondi Crosetto’ stanziati dalla finanziaria 2005 grazie ad un emendamento inserito da Guido Crosetto.

>> L’Eataly di Oscar Farinetti a New York

Invasione dei piemontesi, martedì 31 agosto, al numero 200 della Quinta Strada di New York, all’apertura di Eataly. Settemila metri quadri, a pian terreno, una terrazza di 800 metri al 14° piano, con ogni ben di Dio, rigorosamente langarolo, piemontese ed italiano servito in otto ristorantini monotematici con pasta, pizza, carne, vegetali, pesce, dessert, frutta e scuola cucina.

E’ continuata così la scommessa commerciale (oltre 25 milioni di dollari) di Oscar Farinetti che ha affidato l’inaugurazione a due sindaci: Micheal Bloomberg di New York (8 milioni di abitanti) e Walter Mazzocchi di Barolo (680 anime), “che, dovendo badare a gestire una città, non hanno tempo da perdere nelle liti di partito”.

Ed ecco la presenza dei sindaci di Torino Sergio Chiamparino, di Bra Bruna Sibille, di Alba Maurizio Marello, di Novello Roberto Passone, il presidente della regione Liguria  Claudio Burlando, gli assessori regionali  l’albese Alberto Cirio e l’astigiana Giovanna Quaglia, l’amico da sempre Carlo Petrini.

Un’importante vetrina per l’intero nostro territorio, con i suoi vini, tartufi, dolci, cioccolato, caffè, gelati che non potranno che richiamare tanti turisti sulle nostre colline.

Riassumendo l’evento, Oscar Farinetti ha detto: “L’Italia non è solo un ristorante o un mercato, ma un luogo dove si apprende la cultura del cibo”.

(Dal canale di Dissapore)

>> Il nuovo ospedale della Valle Belbo, struttura altamente alternativa

Il nuovo ospedale della Valle Belbo sarà pronto per la fine del 2010. L’Asl AT lo ha annunciato, questa mattina, in una conferenza stampa tenuta congiuntamente dal direttore generale Luigi Robino, il sindaco di Nizza Monferrato, Pietro Lovisolo, e l’imprenditore Roberto Ruscalla.

“Le difficoltà legate alla falda ci sono state – ha esordito Robino, affiancato da Maria Tabasso, a capo dell’Ufficio Tecnico dell’Azienda – ma le abbiamo superate: hanno costituito uno stimolo per rivedere il progetto e trovare soluzioni tecnologicamente avanzate”.

L’innovazione si ritrova sottoterra, invisibile agli occhi, ma è decisamente importante e garantirà, tramite l’affondamento nel terreno di 900 pali di sonde geotermiche (30 km di tubi), di minimizzare al massimo il fabbisogno energetico. Le sonde sfruttano l’energia generata dal calore naturale della terra. “Di simili, complessi sistemi ne esistono a Zurigo, in Austria e, in prospettiva, anche in Valle Belbo”, ha chiosato Ruscalla, titolare della ditta a capo del raggruppamento d’imprese affidatario dell’appalto.

L’Azienda punta a realizzare il primo ospedale italiano completamente autosufficiente.
Un ulteriore passo verso l’indipendenza energetica potranno essere nuove sonde, altrettanto numerose, ma più sottili e più profonde, e i pannelli fotovoltaici (si potrebbero ricoprire quasi 5mila metri quadrati) per i quali l’Asl AT ha già richiesto i fondi in Regione.

A poche settimane dalla ripresa del cantiere, in Regione Boidi, ”non dovrebbero esserci più sorprese o problemi: proveremo a recuperare il più possibile”, ha aggiunto poi Ruscalla. È chiaro il riferimento alla scoperta della falda al momento degli scavi della fondazione che ha costretto progettisti e tecnici a rivedere il progetto iniziale, portando a un inevitabile slittamento dei lavori.
Il nuovo ospedale della Valle Belbo sarà completato a 11 mesi dall’obiettivo originario, gennaio 2012.

“Le modifiche progettuali – ha chiarito Robino – non hanno comportato il ricorso a fondi straordinari: i costi della variante e delle nuove soluzioni in tema di risparmio energetico sono stati coperti dall’avanzo di 4,4 milioni di euro del ribasso d’asta.
Il direttore dei lavori della struttura, Angelo Castellano, ha rilevato come “l’attività di cantiere è stata impostata per procedere nei tempi più brevi, in ottemperanza con le rigorose normative, senza mai perdere di vista, o vincolare in nome della celerità, la sicurezza dei lavoratori”.

“Questi mesi non sono stati sprecati – queste le parole del sindaco di Nizza, Pietro Lovisolo, che ha parlato anche a nome dei colleghi della Valle Belbo – perché le difficoltà hanno portato alla definizione di un nuovo e più fruttuoso progetto: la variante è stata discussa, e approvata in Regione, in meno di un mese”. Intanto, il Comune sta pensando a come affrontare la questione della viabilità, valutando il collocamento (e l’opportunità) di una rotonda di accesso alla nuova struttura.

L’urgenza nel completamento dei lavori si specchia nella situazione del presidio ospedaliero di Nizza che “in attesa di trasferirsi, continua a svolgere la propria funzione, districandosi brillantemente tra le difficoltà”, come ha voluto rimarcare Robino. Lovisolo ha dato atto degli sforzi compiuti dalla responsabile del “Santo Spirito”, Luisella Martino, nel gestire un ospedale destinato alla dismissione.

Ora, in Regione Boidi, i lavori proseguono a pieno regime. Intanto, per realizzare le fondazioni, sono previsti 8mila metri cubi di calcestruzzo che saranno trasportati in un trafficato andirivieni da 950 betoniere.
Il direttore generale ha poi congedato tutti con l’arrivederci a “quando avremo finito i tetti”.

>> A Monastero Bormida corso d’inglese con certificazione europea

Con lʼapertura sempre più vasta dei mercati europei ed internazionali, la conoscenza della lingua inglese è sempre più richiesta. Da qui nasce lʼidea di predisporre presso il Comune di Monastero Bormida un corso di lingua inglese con certificazione europea.

Il progetto, legalmente riconosciuto, si propone lʼistituzione di corsi altamente specializzanti, alla cui partecipazione non è richiesto il possesso di titoli particolari, fornendo ai partecipanti la possibilità di ottenere le certificazioni europee KEY (Key English Test – livello principianti), PET (Preliminary English Test, livello medio) e FCE (First English Certificate, livello medio alto), oggi quanto mai necessarie per avere maggiori opportunità dʼinserimento nel mondo del lavoro e avanzamenti di carriera sempre più gratificanti.

I corsi saranno tenuti dalla prof.ssa Maria Caterina Laiolo ex docente di lingua Inglese, formatrice di progetti uropei e contrattista presso lʼUniversità di Firenze.

Al termine del corso, sarà sostenuto un esame nella sede Cambridge Esol di Asti per il rilascio della certificazione.

Le iscrizioni dovranno essere effettuate, entro il mese di settembre, presso la segreteria del Comune di Monastero Bormida.  Lʼinizio del corso è fissato ai primi di ottobre. Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Comune (tel. 0144.88012).

>> Convegno sulla candidatura Unesco di Langhe Roero e Monferrato

Giovedì 16 settembre, dalle ore 10, nel salone convegni di Palazzo Borello, in piazza Medici 8, ad Asti, si svolgerà il convegno “La candidatura dei paesaggi vitivinicoli Langhe Roero e Monferrato a Patrimonio dell’Umanità”, promosso dalla Camera di Commercio di Asti, in collaborazione con la Provincia.

Sono previsti interventi di Mario Sacco Presidente della Camera di Commercio di Asti, Maria Teresa Armosino  Presidente della Provincia di Asti, Ugo Cavallera Vice Presidente della Regione Piemonte, Annalisa Conti Assessore delegato al progetto Unesco Provincia di Asti, Giulio Mondini Vice Direttore Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione (SITI), Marco Valle -  SITI, Irma Visalli consulente per la gestione del Progetto Unesco e Massimo Caniggia Dirigente Progetto Unesco Provincia di Asti.

Il convegno è patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dalla Regione Piemonte, dal Comune di Asti, dalla Cassa di Risparmio S.p.A., dalla Fondazione cassa di Risparmio di Asti, da Unioncamere Piemonte, dal Centro Estro internazionalizzazione Piemonte in collaborazione con Asti Turismo ATL, Associazioni di Categoria, Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato, Consorzio per la Tutela dell’Asti d.o.c.g.

>> Nel giorno del compleanno di Cesare Pavese visita ai suoi luoghi

Giovedì 9 settembre, presso Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese, si festeggerà il “compleanno di Cesare Pavese nei suoi luoghi”. L’appuntamento sarà replicato venerdì 10 settembre.

Per entrambi i giorni i festeggiamenti prenderanno il via alle ore 18.00 a partire dalla sede della Fondazione Cesare Pavese, polo d’attrazione per ricercatori e appassionati per poi passare alla visita della Casa Natale, dove il museo conserva la camera in cui è nato, volumi, documenti, foto dello scrittore. Subito dopo sarà illustrato il museo “La Casa di Nuto” presso il laboratorio di falegnameria di Pinolo Scaglione, divenuto il personaggio di Nuto nell’ultimo romanzo pavesiano. L’allestimento fa rivivere con effetti scenografici le stanze dove lui ha lavorato, suonato il clarino, raccolto foto, quadri, lettere e dove ha accolto gli amici di Cesare. Il percorso del museo è inteso come una conversaz ione tra i due amici attraverso brani autobiografici e letterari. L’itinerario proseguirà lungo i luoghi de “La luna e i falò”.

Per coloro che vogliono partecipare è necessario prenotare. L’appuntamento sarà effettuato con un minimo di 15 partecipanti. Il costo è di 5 euro a persona.

Per informazioni:
Valentina Mazzola cell 3395315104
Sara Perin cell 3483938038
Fondazione Cesare Pavese P.za Confraternita, 1- 12058 Santo Stefano Belbo (CN) www.fondazionecesarepavese.it turismo@fondazionecesarepavese.it
info@fondazionecesarepavese.it 0141843730 – 01411849000

>> La Vignaioli Piemontesi invita tutti alla manifestazione del 2 settembre

La Vignaioli Piemontesi invita tutti i viticoltori e tutti i rappresentanti istituzionali del territorio a prendere parte alla manifestazione che si svolgerà giovedì 2 settembre, alle ore 10.00, in piazza Alfieri, ad Asti (fronte Palazzo della Provincia), dove si renderanno pubbliche richieste e proposte, in merito alla crisi del settore.

“Alle porte di una vendemmia che si preannuncia abbondante e di ottima qualità, – si legge nel comunicato – una crisi profonda rischia di compromettere per sempre l’economia dei nostri territori e la sopravvivenza di 12.000 famiglie di agricoltori.

La crisi economica, che negli ultimi anni ha investito numerosi settori del nostro paese, sta avendo nell’ultimo periodo ripercussioni particolarmente gravi sul mercato del vino piemontese ed in modo particolare proprio sui vini largamente diffusi come la Barbera, il Dolcetto ed il Brachetto. Negli ultimi anni i prezzi di questi vini sfusi, nelle diverse tipologie a denominazione di origine, hanno subito notevoli variazioni, generalmente al ribasso, soltanto in base ai quantitativi ottenuti e a prescindere dalla qualità del prodotto.

Il mercato è stato guidato esclusivamente dal rapporto tra domanda e offerta ed i prezzi realizzati nella commercializzazione all’ingrosso hanno penalizzato fortemente il settore produttivo agricolo: la produzione è rimasta pressoché costante, ma sono diminuiti i volumi commercializzati, le giacenze di vino così, ripetute negli anni, hanno prodotto una distorsione del mercato ed una concorrenza indiretta sui prezzi, che impedisce oggi un maggior potere contrattuale al settore produttivo agricolo. Gli interventi realizzati negli ultimi cinque anni: la DOCG sul Barbera d’Asti e sul Barbera del Monferrato Superiore, la fascettatura obbligatoria su tutti i vini a denominazione, gli interventi di decongestionamento e controllo del mercato, hanno impedito peggioramenti ulteriori della situazione, ma non sono riusciti ad invertire le tendenze di mercato in modo incisivo e significativo. L’unica soluzione è reperire le risorse necessarie per distillare tutte le eccedenze, risorse quantificabili in circa 18 milioni di euro, per salvare il nostro patrimonio vitivinicolo.”

Ai cittadini che interverranno saranno regalati 5 lt di buon vino ciascuno (portare i contenitori da casa).

>> Oncologia in Valle Belbo: cartella on line per 575 pazienti

Cartella clinica on line, con collegamento diretto tra medico di famiglia e ospedale, per i malati oncologici: è l’ultima novità introdotta dall’Asl AT nelle Case della salute di Canelli e Nizza.

I pazienti interessati sono 575, assistiti da un lato dai 14 medici dei Gruppi di cure primarie in servizio nelle due strutture della Valle Belbo e dall’altro dagli specialisti dell’Oncologia del Massaia diretta da Franco Testore. “La sperimentazione, avviata a giugno – spiega il primario – è resa possibile da un finanziamento del Ministero della Sanità nell’ambito di un progetto di monitoraggio sull’utilità delle tecnologie innovative nella cura delle malattie croniche. L’Oncologia di Asti è stata scelta poiché da 17 anni, prima in Italia, ha informatizzato la propria gestione e quindi il percorso di ogni paziente: dalla terapia agli esami diagnostici, fino alle prestazioni ambulatoriali”.

Grazie al collegamento on line con il Massaia, il medico di famiglia è in grado, in qualsiasi momento, di visualizzare la cartella clinica del paziente, acquisendo i dati a disposizione dell’Oncologia su diagnosi e cura della patologia, ma anche i risultati degli esami di Laboratorio e  radiologici prescritti da lui stesso. Registrati anche gli eventuali ricoveri in Pronto Soccorso. Informazioni che consentono di tenere sotto controllo, con indicazioni aggiornate in tempo reale, il percorso clinico dell’assistito. Il quale non dovrà più tornare a casa se, andando alla Casa della salute, dovesse accorgersi di aver dimenticato i risultati degli ultimi esami del sangue o dell’ecografia da far vedere al proprio medico: a quest’ultimo basterà un “clic” per collegarsi on line con il Massaia, risolvendo così piccoli problemi pratici non infrequenti per i pazienti, soprattutto tra quelli anziani.   

La sperimentazione “Health Technology Assessment” coinvolge, parallelamente, anche 630 malati oncologici del Distretto Asti Nord, seguiti da 14 medici di famiglia che non dispongono di un collegamento informatizzato con l’ospedale. “Abbiamo la convinzione – sottolinea Mauro Favro, direttore sanitario dell’Asl AT – che la disponibilità in tempo reale dei dati clinici porti a una gestione più coordinata dell’assistenza dei pazienti tra ospedale e medici di famiglia, garantendo una maggiore appropriatezza del percorso diagnostico e terapeutico. Puntiamo a vederla confermata mettendo a confronto le due situazioni oggetto dello studio: quella ‘organizzata’ on line e quella non collegata. I primi dati sono attesi per la fine dell’anno”.    

>> Grande raduno delle penne nere ad Asti, il 2 e il 3 ottobre

Con grande soddisfazione, Stefano Duretto, presidente provinciale  e consigliere nazionale Ana, ci anticipa il programma del raduno delle penne nere che si terrà ad Asti, sabato 2 e domenica 3 ottobre: “Sfileranno non meno di 10 mila alpini e la città sarà  invasa da 30 mila persone. Non si tratta più di un’adunata nazionale come avvenne nel 1995, ma arriveranno le sezioni del Piemonte, della Liguria, della Valle d’Aosta e da Oltralpe”.

Il programma, organizzato con la Camera di Commercio e l’Ascom, prevede, già nel pomeriggio di sabato 2 ottobre, una mini sfilata; alle ore 19,30, inizio della notte bianca con negozi aperti, un ‘ristorante’ all’aperto in piazza San Secondo e spettacoli musicali; alla sera, nella chiesa di San Paolo, concerto dei cori alpini (Ana Vallebelbo, la Bissoca di Villanova e Ana Monte Cesin); le fanfare si esibiranno in piazza della Collegiata.

Domenica mattina, 3 ottobre, il grande corteo delle penne nere sfilerà lungo corso Alfieri per giungere in piazza Primo maggio.
Sono aperte le iscrizioni per il pranzo della domenica, ospitato nell’ex caserma dei Vigili (25 euro – tel. 0141/531.018).

Per sostenere il costo dell’evento e per il progetto della nuova Casa alpina, al parco Riocrosio, gli alpini astigiani hanno lanciato una lotteria (primo premio, una Panda), un euro al biglietto, la cui estrazione avverrà il 3 ottobre, nella sede Ana di corso Alfieri 310, alle ore 18.

Stefano Duretto è nato a Canelli (Asti) il 31 agosto 1938, dove abita. Figlio di un alpino classe 1911, è sposato con Silvia, ha due figli (un maschio, alpino, e una femmina) e cinque nipoti. Diplomato ragioniere e perito commerciale. Arruolato il 28 marzo 1958, alle armi il 1° marzo 1960 e destinato al 12° CAR di Montorio Veronese; trasferito al comando dell’11° Alpini da posizione in Tolmezzo il 23 luglio 1960, dove è stato congedato il 15 agosto 1961 con il grado di caporal maggiore.

Dal momento del diploma ho svolto l’attività di collaboratore nel campo assicurativo e, dal giugno 1959 alla chiamata alle armi, ho lavorato presso l’esattoria della mia città. Dal 1961 bancario presso la Cassa di Risparmio di Torino fino alla pensione avvenuta nel 1994. Iscritto all’ANA presso il gruppo di Moasca dall’anno di fondazione avvenuto 1976, corista del coro sezionale ANA Vallebelbo, consigliere sezionale, vice presidente e dal 2005 al 2010 presidente della sezione di Asti. È membro del comitato di redazione del giornale sezionale Penne Nere Astigiane dal 2005 a tutt’oggi.